"vivi una vita in cui ti riconosci"Tiziano Terzani

sabato 3 marzo 2018

Lezioni di yoga e le mie cavie


foto by  scimmia anatas
Cosa fanno tre amanti della montagna, appassionati di yoga quando fuori c'è la neve ma le condizioni sono troppo avverse per andare e in più la sottoscritta si è rotta una vertebra la settimana scorsa? ( a tre settimane prima del mio corso da insegnante di yoga....)????
Si trovano per far yoga!!!!!!!!Grazie a Barbara, il mio angelo custode e a Anny, da santificare per la pazienza di sopportarmi quando sono acciaccata, che mi hanno chiesto di fare una lezione per loro, stimolandomi a rimettermi sui libri e studiare!!!!!




mercoledì 14 febbraio 2018

Yin yoga

Un altro we dedicato allo yoga! Questa volta insieme alla bravissima Birgit  che ci ha accompagnati attraverso alla pratica dell' yin yoga, in un profondo viaggio verso noi stessi. Lo yin yoga è una pratica molto lenta in cui le posizioni vengono mantenute a lungo senza tener conto dell'allineamento, per arrivare a lavorare in  profondità, sui  tessuti connettivi, nei tendini e sulle articolazioni. Le pose proprio per questo, vengono tenute dai tre minuti in su con l'aiuto del respiro e della concentrazione.  Lo yin yoga va a stimolare la nostra parte yin, la parta più tranquilla di noi, il nostro sistema parasimpatico, quello che si attiva quando siamo calmi e rilassati. Si focalizza sull' auto osservazione e sull'ascolto, predisponendoci anche per la meditazione.
Lavora anche sui meridiani, andando, come nell'agopuntura o nello shatzu , a sciogliere "nodi" e blocchi.
La mia esperienza personale nel mio primo full immersion di due giorni è stata veramente densa. Come ha detto qualcuno, "è stato come concentrare in due giorni mesi di psicoanalisi"
lo yin infatti arriva a stimolarti profondamente non solo a livello fisico ma anche mentale.
Grazie davvero di cuore a Birgit che con la sua passione sconfinata, il suo sapere, la sua gentilezza e il suo splendido sorriso mi ha accompagnata per un pezzetto del mio lungo viaggio verso me stessa attraverso lo yoga!


venerdì 12 gennaio 2018

Sugli otto passi dello yoga


Da qualche anno a questa parte lo yoga è entrato a far parte della mia quotidianità. Praticando quotidianamente, giorno dopo giorno, mi sono accorta di quanto lo yoga sia diverso da un qualunque altro sport. Ti cambia fisicamente, rendendoti più elastico, più forte, più resistente, ma il vero cambiamento che avviene con la pratica è ben più profondo. Ti accorgi che non è solo il tuo fisico a cambiare, ma anche la tua mente. La parola yoga in sanscrito significa unione. E praticando capisci che  yoga non sono solamente "asana" cioè le posizioni, ma appunto l'unione di più cose. Ciò che distingue lo yoga da una qualsiasi pratica sportiva è l'attenzione che attraverso il respiro (pranayana) si porta dentro di sè. La concentrazione (dharana) che necessaria per tutto il tempo della pratica. Impari che il primo insegnamento dello yoga è la non violenza (yama),  quindi il rispetto verso se stessi e verso  gli altri (nyama). Impari che lo yoga non è solo contorcersi e sudare, ma è anche riuscire a stare fermi immobili e svuotare la mente (dhyana) per arrivare piano piano in contatto e a conoscere la parte più autentica di se (samadhi).
E sto imparando che è un percorso lungo tutta una vita, un bellissimo viaggio verso se stessi, attraverso il quale si impara a volersi bene e quindi a stare meglio anche con gli altri, perchè in fondo, è il disagio interiore che crea quello esteriore.
E il 2018 credo che sarà un anno in cui spenderò forse più tempo sul tappetino anzichè in sella, perchè quest'anno inizierò un percorso di studi, magari per riuscire a trasmettere un giorno, un pochino di quello che i miei maestri sono riusciti a trasmettere a me. Non ho progetti o velleità particolari, se non quello di dedicarmici perchè mi piace e soltanto passo dopo passo capirò dove mi porterà questa strada!
Per il momento è ora di srotolare il tappetino e praticare!!!
Namastè!

Il mio tappetino




domenica 27 agosto 2017

viaggio verso la Scozia


E’ la prima volta che facciamo un viaggio in furgone così lungo! Quest’anno siamo lanciati con i viaggi!!

A fine luglio sono stata a trovare mia mamma che tra distanza e impegni reciproci ci vediamo sempre poco. Avendo trovato un’offerta aveva già pronto in casa il mio regalo di compleanno (che è a metà settembre): un bellissimo libro fotografico della national geografic sui parchi più belli del mondo. Sfogliandolo insieme io e Anny ci siamo soffermati sulle pagine che riguardavano la Scozia. Da lì, pochi giorni prima di partire è nata l’idea di questo viaggio. Dopo aver fatto un po’ di ipotesi e valutazioni su come fare il viaggio alla fine ha vinto l’idea di furgone+bici+scarpe da treck.

Ormai siamo troppo abituati a viaggiare così, la libertà che ti dà il furgone (per scelta) di poter andare ovunque fermarsi dove si vuole e avere riparo quando serve è impareggiabile. Il nostro concetto di viaggio con il furgone non è assolutamente quello di vedere i paesaggi da un finestrino, ma di avere un mezzo sempre pronto per trasferirsi. Per questo con noi abbiamo sempre bici e scarpe da trekking. La nostra piccola “casina” non è altro che una base da cui partire.



E Dove sia la base ci piace deciderlo noi. Ovviamente è ance un modo per viaggiare low cost (come ho sempre fatto in vita mia, in modi diversi) e anche se non si hanno tutte le comodità, è una scelta. Così, tanto per sfatare ancora una volta il mito che per viaggiare bisogna spendere un sacco di soldi. No, per viaggiare no, magari li spendi per la bici, per l’attrezzatura sportiva, per il materiale tecnico, per quello purtroppo si. Ma sono cose che compri e accumuli negli anni. Quando si viaggia in questo modo, ci sono giorni in cui non mettiamo nemmeno mano al portafoglio. Così, anche in questo viaggio, prima di partire abbiamo fatto le super scorte di pasta riso, minestre, olive, frutta secca, kreker e scatolame vario, caffè che anche se per un paio di settimane, non mangiamo esattamente come a casa, non moriamo.  Poi siamo partiti! La prima tappa a cui ho pensato è stata Livigno. Non un posto a caso, ma un posto dove il gasolio costa 0,80 centesimi al litro! Infatti li abbiamo fatto il pieno e ne abbiamo approfittato anche per un bel girello in mtb. La notte abbiamo campeggiato nel parcheggione davanti al mottolino dove il campeggio è vietato, ma dove tutto il mondo campeggia. Tanto per iniziare bene la nostra vacanza, a fine giro, dopo la doccia, mi accorgo che nel pavimento del furgone sotto al frigo/lavandino c’è acqua…molta acqua!!!!Ci accorgiamo che c’è una perdita nel sistema idraulico. Anny nel tentativo di aggiustarla peggiora le cose rompendo un pezzo che consente di far funzionare il lavandino. Ok, pazienza, faremo alla vecchia con le bottiglie!!Cose che capitano, ci penseremo al ritorno. Il resto del viaggio l’avevamo programmato sia nell’ottica del risparmio che quello di cercare di ridurre lo spostamento con il furgone. Per cui abbiamo optato per il traghetto da Amsterdam a Newcastle, più costoso si, dell’eurotunnel, ma e si calcola che questo ci ha permesso di attraversare Austria e Germania dove al contrario della Francia le autostrade sono gratuite (e da quello che so in Francia costano pure parecchio), di passare per la svizzera evitando l’autostrada e che il costo della benzina in quei paesi è più basso, il risparmio credo che ci sia stato. Inoltre fino ad Amsterdam non abbiamo mai pernottato in campeggi, né mangiato fuori, per cui benzina a parte, costo da Livigno ad Amsterdam 15 euro dell’entrata in Svizzera e stop. (per arrivare a Livigno avevamo speso 9 euro di autostrada).  Nel nostro lungo trasferimento siamo passati per il lago di Costanza facendo tappa nel paesino di Lindau, nell’abbazia di Ulm, e a Dusseldorf.



Del nostro veloce passaggio in Germania, ci ha colpito, l’ordine, la pulizia, il vedere e che tutte le cose sembra che funzionino perfettamente e in maniera logica e dal verde!! A Dusseldorf, cittadina molto verde e carina, ci ha colpito il fatto di vedere tutti, ma tutti, con almeno una, ma spesso anche due birre in mano!!!!In certi vicoli, l’odore della birra, era addirittura nell’aria!!!Entrati in Olanda, la prima cosa che ho pensato, è che non pensavo fosse possibile una temperatura di 20 gradi in pieno agosto in così tanta pianura!!Altra tappa obbligata Amsterdam. Per me Amsterdam vent’anni dopo!!!A dire la verità non è che mi ricordassi un gran ché, ma non mi è parsa cambiata più di tanto…Sicuramente l’ho vista con un'altra ottica e sicuro stavolta ho apprezzato molto di più le campagne intorno alla città che la città stessa. Sicuramente c’è anche da dire, che come turisti da città siamo davvero scarsini…non amiamo la confusine e i posti affollati e il nostro livello di tolleranza nei posti così è davvero basso!!!Ci troviamo molto più a nostro agio nei piccoli paesini, infatti la cosa che abbiamo apprezzato di più è stato il giro in bici da Amsterdam a Marken, piccolo paesino di mare a Nord di Amsterdam che ci siamo goduti nella luce splendida del calar del sole.

 

Un ultimo giro, per fare arrivare l’ora dell’imbarco al carinissimo (ma troppo pieno di turisti per noi) paesino dei mulini Zaandam a venti minuti da Amsterdam, una passeggiata, la visita di uno dei mulini, qualche scatto…e finalmente ci si imbarca!!!

Non Avevamo mai preso una cabina in un traghetto fino ad ora, ma stavolta non avevamo scelta: without cabin is not allowed!!!Insomma ci troviamo a fare l’attraversata in una nave super lusso (per i nostri canoni almeno) con negozi, locali e ristoranti e la nostra cabina, che mi aspettavo fosse un loculo, grande abbastanza da poterci fare yoga (finalmenteeee!!!!!!) e con un bagno che ci ha permesso una super doccia bollente e rilassante!!!

E dopo 15 ore finalmente oltre manica, la scozia è lì a due passi, la seconda parte del viaggio sta per iniziare!!!!!

Ci fermiamo subito in un grosso centro commerciale appena fuori dal porto per fare un bancomat visto che qu gli euro li vogliono. Approfittiamo per prendere un caffè e io anche una mattonella di fetta di torta al cioccolato e mu…sta roba pesissima e buonissima ha un nome che non ricordo, e io ne ero drogata nel periodo in cui ho abitato a Londra!!!!

In un attimo gli odori e i sapori, la parlata, mi riportano indietro di vent’anni…c’è anche un negozio del body shop, una delle prime catene di prodotti per la bellezza vegan al mondo…ci compravo sempre un sacco di cose!!

Borders e Peebles 7stanes


Prima tappa Kelso. L’idea è quella di partire da lì per fare il giro delle abbazie nei Borders. Il paesino non mi entusiasma e sinceramente poco anche l’idea di farmi un giro di 80 km su strada con la bici da enduro. Per fortuna non troviamo da pernottare, e ci spariamo dritti a Peebles dove c’è uno della bike park dei 7stanes.
Anche lì fatichiamo un po’ a trovare un posticino dove metterci con il nostro furgone, ma alla fine riusciamo a fermarci. Qui il concetto di bike park è molto diverso da quello a cui siamo abituati a pensare noi. Niente mezzi meccanizzati per le risalite, ci sono diversi (moltissimi) percorsi che hanno livelli differenti di difficoltà: da quelli per le famigliole a quelli più tecnici. Uno va, sceglie il proprio percorso e inizia a pedalare!!!!Noi abbiamo scelto la linea nera, quello più lungo e tecnico. Bellissimo tutti single track sia in salita che in discesa, divertente, tecnico e con paesaggi che ogni tanto ci ricordavano anche un po’ la toscana, mentre in altri punti, circondati dai pini, ci sembrava quasi un paesaggio alpino. Con la differenza che la quota massima raggiunta in giornata è stata poco più di 600 metri!


Un giro così, divertente e da mezza giornata era quello di cui avevamo bisogno per rilassarci un po’! Dopo il giro ci siamo concessi una mezza giornata in campeggio. Qui oltre alle casette in legno, hanno una stanza riscaldata apposta per stendere e fare asciugare la roba…si vede proprio che sono abituati alla pioggia!!

Edimbra

Non poteva mancare una visita a Edimburgo…. Per me Edimburgo 8 anni dopo! C’ero stata nel mese di ottobre, trovando da dormire tramite “hot shower”. Mi aveva ospitato una studentessa polacca carinissima, che mi aveva scorrazzato in giro per Edimbra, per un paio di giorni. Mi è sempre rimasto il ricordo di una delle città più belle che ho visto. Oggi non è stata la stessa cosa. A causa del festival della musica abbiamo trovato un bordello atomico e i prezzi per visitare qualunque cosa inavvicinabili!! Ciao Edimburgo!!!!Preferisco ricordarmela come l’avevo vista 8 anni fa!!!!Oggi il punto da cui ce la siamo goduti di più è stata da quella che chiamano “la poltrona di artur” una collinetta da cui si può ammirare tutta la città dall’alto!!!!!
E poi via finalmente verso le highlands!!!!

Highlands settentrionali Glencoe e Fortwilliam (bike park)

Lasciamo Edimburgo con la voglia di muoverci e di tornare in mezzo alla nostra amata natura e arriviamo in serata nei pressi di Glencoe. Qualche scorcio di sole ci permette di fare un paio di scatti prima di rinchiuderci in furgone, mentre fuori inizia a piovere insistentemente andando avanti per tutta la notte. Al mattino appena esco da furgone per fare pipì, vengo letteralmente assalita da una nuvola di piccolissimi moscerini…fucking midges!!!!!L’avevo letto e me lo avevano detto, ma finora c’era andata bene…Benvenuti nelle higlhland: pioggia e moscerini!!!!Ma per fortuna non sono le uniche peculiarità di questi posti.

Decidiamo di trovare un campeggio prima di partire per un giro in bici. Con il meteo che c’è qua, è dura lavarsi fuori con la nostra tenda fai da te, quindi preferiamo assicurarci di avere un posto dove tornare quando saremo fradici tra fango e sudore. Troviamo facilmente un campeggio per la notte e poi ci spostiamo nel caratteristico paesino di Kinlochleven da dove partiamo. Anny ha trovato due tracce di due giri ad anello che ritornano entrambe al paese. Il primo anello è abbastanza corto, saliamo per una forestale per poi buttarci giù in un single track al limite del fattibile. Ma il primo anellino è stato solo un assaggio di quello che ci aspetta. Prima di rimetterci in sella per il secondo anello più lungo, ci fermiamo nell’unico pub del paese a farci una pinta. Non so quale birra scegliere e la tipa simpatica del pub me ne fa assaggiare un paio inglesi…per poi alla fine scegliere una foster!!!!Ci mettiamo a ridere e le prometto che mi impegnerò di più durante questa vacanza!
Nella seconda parte del giro iniziamo ad addentrarci sempre di più salendo nella vallata. All’inizio incontriamo molti camminatori, poi più nulla. Il paesaggio si fa sempre più aspro e selvaggio, il cielo e le nuvole sembrano mescolarsi e inghiottire il verde che ci circonda, cielo e terra sono un tutt’uno.
Intorno a noi solo il rumore del vento e dell’acqua che scorre.


Ad un tratto nel nulla un cartello ci segnala un cimitero al lato della forestale e tra il verde dell’erba vediamo spuntare le lapidi in pietra. Leggiamo che sono delle persone che hanno perso la vita nel costruire la grande diga alla quale stiamo per arrivare. Lo spot è davvero molto suggestivo…ci fermiamo per qualche scatto poi ripartiamo e in poco tempo raggiungiamo la diga. Dall’altra parte un grandissimo specchio d’acqua, affianco alla diga una casa, l’unica nel raggio di km.






Anche qui ci fermiamo per mangiare e per qualche scatto prima di ripartire. La traccia direbbe di passare sopra la diga dove c’è un bel cancello chiuso e un cartello di divieto. Quando stiamo per passare escono dalla casa un’anziana coppia. Temiamo che siano dei guardiani. Mentre la signora rientra in casa il signore ci viene incontro chiedendoci se va tutto bene. Gli chiediamo se possiamo attraversare la diga e lui si mette subito a disposizione per farci vedere come fregarsene dei cartelli e scavalcare il recinto! “Come Come!!!!I’ll show you!!!!” Ed è ben felice di darci una mano a passarci anche le biciclette. Lo ringraniamo con una forte stretta di mano e facciamo per partire. Ma lui ci ripensa e ci corre dietro per chiederci di dove siamo. Alla fine rimaniamo una mezz’ora a parlare con lui, che scopriamo che non è il guardiano della diga, ma quella è la casa dove lui e sua moglie vengono a trascorrere i fine settimana. Ci racconta che anche lui da giovane è stato all’estero, ma che preferisce la scozia. Mentre noi nel star fermi a chiacchierare stiamo gelando, lui alza lo sguardo al cielo e ci dice che “oggi è una bella giornata” Salutiamo di nuovo il simpatico vecchietto che aveva vogli di chiacchierare e passati dall’altra parte veniamo inghiottiti da un lunghissimo e straimpegnativo sigle track in mezzo alle felci che a volte sono così alte che ci ricoprono completamente. Intorno a noi solo verde acqua e cascate. Intanto il meteo continua a cambiare; un attimo fa caldo, un attimo dopo piove, poi sole, poi vento, poi pioggia di novo poi sole, caldo, freddo e intanto si va! Il bagnato tiene come se fosse asciutto e il fango sembra finto…non si attacca!!!! Dopo una lunga cavalcata ritorniamo al paese e sia noi che le bici siamo puliti come alla partenza!!!Incredibile! Prima di tornare al camping e decidere cosa fare il giorno dopo decidiamo di meritarci un'altra birra!!!!

Fortwilliam

Prima di continuare il nostro viaggio verso Nord non possiamo non far tappa a Fortwilliam super gettonata per gli sport all’aperto, ma resa famosa soprattutto per i campioni mondiali di Dh. Oggi ce la prendiamo con tutta la calma del mondo. Decidiamo di prenderci una sola risalita e di fare un circuito ad anello pedalato. Lasciamo stare la Dh che è roba da bimbi davvero grandi e ci buttiamo sulla pista rossa, sempre impestata, ma più alla nostra portata (per lo meno alla mia perché tanto Anny farebbe tutto cmq) Anche oggi mentre pedaliamo pioggia sole, nuvole, vento, caldo freddo, le quattro stagioni continuano ad alternarsi nelle ore durante la giornata.

Mentre siamo fermi ad aspettare che spiova facciamo due chiacchiere con auna ragazza che ci chiede di dove siamo, e chiacchierando del più e del meno, quando le diciamo che in Italia non piove da mesi, lei sgrana gli occhi e ci dice “haaa senza pioggia per mesi…un sogno!!!!!” Heeee… in effetti ci vorrebbe una buana via di mezzo!!!!Ma d’altra parte la scozia non sarebbe tale senza tutta questa pioggia!!!Facciamo giusto in tempo a finire il giro (oggi puro cazzeggio) e ad apparecchiaci in furgone per mangiare che inizia a piovere seriamente. Notiamo che la gente del posto continua a stare fuori e a girare come se niente fosse. Ormai anche noi a dire il vero ci stiamo adattando, ma ci pestiamo solo un po’ più di attenzione giusto per evitare di far crescere muschio e licheni in furgone!!!Grazie alle docce e ai box per lavare le bici ripartiamo docciati, lavati e mangiati in marcia verso Nord….Direzione Isola di Sky!!!

Isola di Sky
 








Passiamo tre giorni sull’isola di Skye. Il primo giorno sole e pioggia si alternano bigelloniamo con il furgone in lungo e in largo per l’isola approfittando dei momenti in cui non piove per fare qualche scatto a Potree e dintorni trovando qualche magnifico scorcio. Arriviamo fino a Dunvegan dove percorrendo una strada super panoramica sulla costa riusciamo a vedere, anche se da lontano, una piccola colonia di foche. In un negozio di sport troviamo una piccola guida per delle camminate sull’isola. Il giorno dopo scegliamo di fare una camminata sulle scogliere del nord, andando a vedere il mare. Troviamo una splendida baia dove le scogliere si ergono alte sulla spiaggia di ciottoli in cui c’è anche una cascata che arriva a picco direttamente nel mare. L’ambiente è suggestivo…Del sentiero sulle scogliere però nessuna traccia…dopo un po’ che camminiamo sull’erba con i piedi che affondano nel bagnato rinunciamo e decidiamo per trovare un’alternativa. Uno dei sentieri più belli e più segnalati (tra l’altro anche consigliatoci) è quello per arrivare all’Old man of Storr. Il meteo continua ad essere molto incerto, dobbiamo spostarci ancora un po’ con il furgone e siamo un po’ scoraggiati. Ma appena scendiamo dalla macchina e iniziamo a camminare ci passa! L’ambiente è ancora più suggestivo, camminiamo verso delle guglie che sembrano dolomitiche.




Ci sono molti turisti, ma nessuno fa il giro completo, tutti si fermano nella prima parte che si vede dalla strada. Quando passiamo al di là delle guglie sembra di entrare in un'altra dimensione. Non c’è più nessuno. Riparati dal vento, ci siamo solo noi e le pecore. Girone fantastico tra la terra e il mare che ci fa sembrare di essere in un'altra dimensione!

Purtroppo il giorno dopo non ci va così bene. Partiamo positivi nonostante l’incertezza del meteo, ma tanto qua non si capisce mai niente, per fare un giro che taglia a metà l’isola andando parte a parte. Nei 14 kilometri di camminata riusciamo a beccare di tutto, ma nel ritorno la pioggia e il vento iniziano a far sul serio davvero! Arriviamo alla macchina completamente spolti, gronganti!!!!Ormai siamo delle macchie da guerra pronti a tutto. In furgone riusciamo ad organizzarci per stendere tutta la roba e cuocerci anche un bel piatto di pasta.




Il meteo ci sta mettendo a dura prova, pare che simo in piena perturbazione atlantica e che non migliori nei prossimi giorni. Siamo indecisi se andare sull’isola di mul e cosa, ma il meteo continua a mettere male. Niente, in un colpo di sklero anziché fermarci a ragionare partiamo per l’unica zona della scozia in cui pare che non piova… peccato che per arrivarci facciamo una deviazione di quasi 200 km e di sera!!! Arriviamo ad Avimore a sud di Inverness che ormai è notte. Arrivando dai luoghi sperduti della costa ci sembra di essere in una metroli…. Vabhè, siamo i soliti furenti, abbiamo fatto la cazzata, ormai è tardi, dormiamo che domani ci pensiamo!

E invece niente, pare che in Scozia non esista un posto che non sia bello e nel trovare le tracce dei giri Anny è sempre una garanzia! Facciamo un girone spettacolare, attraversando ancora una volta posti selvaggi dove la natura la fa da padrona e finalmente baciati dal sole!

Questa deviazione serve decisamente a farci ricaricare le energie. Tra l’altro riusciamo anche a fare un paio di discese belle divertenti che ci caricano a manetta!!!! A fine giro pasta, birra, doccia, in ordine sparso e chiusa la parentesi.

Ullapull

Chiudiamo la parentesi e torniamo nel freddo e nella pioggia a Ullapull dove troviamo la banda di cornamusa che suonano il sole, i moscerini, e un tramonto spettacolare!



Con calma risaliamo tutta la costa ovest, il meteo sembra iniziare a regalarci qualche scorcio di sole in più. Ci fermiamo a Shegra, un villaggio di alcune case vicino al mare. Dormiamo in una specie di campeggio incustodito sul mare. La sera dagli arrampicandoci sugli scogli ci becchiamo un tramonto spettacolare con birra e pistacchi. Anny, in preda alla smania di fare foto, mi fa prendere un infarto cadendo dagli scogli con la birra in mano. Per salvare la birra per poco non si spacca una gamba…ma va bhe….

Tornando alla macchina ci perdiamo a guardare un gruppetto di pecore che giocano fra di loro, rincorrendosi, e dandosi delle zampatine. Sono dolcissime. Io davvero non ce la potrei mai fare a tornare a mangiare animali, riconoscendo che non c’è differenza tra i miei gatti che giocano e loro e per me non esiste giustificazione che tenga. Posso scegliere, non li mangio, non mi manca, sto benissimo e quella cazzo di b12 non è un problema!!!!!(almeno sul mio blog posso scriverlo!!!!!)

Sandwood bay beach

Il giorno dopo ci facciamo una luuuuuuuunga camminata per arrivare ad una delle spiagge più grandi, belle e selvagge di tutta l’ighilterra (almeno così dice la guida…) Sandwood bay beach.

Da li riusciamo a vedere anche cape Wrat dove alla fine non andremo. Mentre passeggiamo sulla spiaggia vediamo un grosso uccello appollaiato sulla spiaggia. Avvicinandoci per fare le foto vediamo che non cappa e non cerca di volare via. Quando si alza e prova a camminare, notiamo che ha una lenza attorcigliata ad una zampina.  A fatica riusciamo a prenderlo e coprendogli la testolina per calmarlo ce la facciamo anche a liberarlo dalla lenza che ci accorgiamo che ha attorcigliato non solo nella zampina, ma anche in un’ala e nel collo.  Che incastrata poverino. Ancora una volta trovo occasione per riconfermare il mio odio contro ogni forma di supremazia dell’uomo nei confronti dell’animale. Non giustifico né la caccia né la pesca, e soprattutto ogni forma di non rispetto nei confronti della natura e degli animali che non hanno nessun modo per potersi difendere. 
Lasciamo il nostro amico sulla spiaggia, ci sembra un po’ stordito, ma speriamo davvero con tutto il cuore di avergli ridato una possibilità.

Durness

Siamo arrivati nell’estremo Nord della Scozia!!!Da qui ci sarebbe anche odo di arrivare a cape wrat, il punto più a Nord/ Ovest della scozia, ma decidiamo che non ce ne frega nulla di timbrare il cartellino, non abbiamo voglia di robe organizzate, ci va solo di procedere in tutta libertà come abbiam fatto fino adesso, e preferiamo farci una lunga passeggiata sulla costa fra le dune di un enorme e bellissima spiaggia……se ci fossero quei 20/25 gradi in più sarebbe un paradiso!!!Invece siamo belli imbacuccati perché fa un gran freddo!!!!


Da Durness proseguimo il nostr viaggio sulla costa Nord, facendo una piccola tappa a Thurso, dove troviamo solo un Tesco aperto e approfittiamo per fare un po’ di scorta di cibo, ma visto che pare non esserci niente di interessante in paese proseguiamo fino ad arrivare a John o’ Groats, nell’estremo nord est della scozia.  Da qui, partono i traghetti per l’arcipelago delle orcadi, che un tempo avrei voluto vedere, ma ora che sono qua, passo. Dopo tanta strada prima del tramonto ci facciamo una bella passeggiata sul mare. Questo è un posto da foche me lo sento! Continuando a tenere gli occhi puntati in acqua e sugli scogli finalmente vediamo spuntare una testolina. Ci avviciniamo di corsa alla spiaggia. Vediamo un’altra testolina sbucare, poi un'altra e un'altra ancora!!!Che emozione!!!!! Rimaniamo ammaliati a guardarle, sulla spiaggia ci siamo solo noi. Poi arriva un'altra coppia che rimane per poco e una famiglia di Indiani che le foche non le caga di striscio. Noi continuiamo a guardarle e a scattar foto. Da come ci guardano con le loro testoline che spuntano dall’acqua sembra che la curiosità sia reciproca. Vedere degli animali così nel loro ambiente naturale è un’emozione unica!!!! 
Anche qui cerchiamo di immortalare l’evento scattando foto, che purtroppo da lontano, almeno con il mio cellulare, non rendono. Rimaniamo ancora un po’ a goderci per poi tornar in macchina al calduccio per assistere ad uno splendido tramonto dà in cima a una scogliera sotto a un faro.
Ritorno a 7steanes
Ormai siamo agli sgoccioli, almeno per quello che riguarda la nostra permanenza sul regno unito e la strada da fare per tornare al porto di Newcastle è veramente tanta. Decidiamo di ridiscendere tutta la costa Est, arrivare fino a 7steanes per fare un’ultima giornata di bici prima di passare la notte in mare e dover riattraversare l’Europa. Appena iniziamo a scendere sulla costa la temperatura cambia diventando più mite.


L’idea è quella di fare tappa ad Inverness dove ci sono Gio e la Maddi che si sono fatti tutto il viaggio in bici con le borse poco davanti da noi. Due tipi tosti, che ogni viaggio scelgono mete sempre più “scomode” per i loro viaggi in bici. Abbiamo scoperto che stavamo facendo lo stesso viaggi per caso tramite fb e abbiamo continuato a sentirci.
Strada facendo però passiamo per l’imponente castello di Dunrobin. Non sarà facile tornare a passare da queste parti, per cui, anche se ci dispiace molto non incontrare i nostri amici viaggiatori temerari, decidiamo di fermarci. La visita ne vale sicuramente la pena. È incredibile come vivessero nello sfarzo i nobili di quell’epoca!! Tra l’altro parte del castello è ancora abitata dai discendenti della nobile famiglia che per mantenere il tutto ha trasformato parte del grande castello in un museo.

Dopo la visita e uno spuntino ci rimettiamo in macchina per fare una tirata unica fino a Peebles. Dopo tante ore di macchina arriviamo talmente sconvolti che non ci stiamo nemmeno a pensare due volte e stavolta ci concediamo il “lusso” del campeggio dove possiamo goderci una super doccia e rifocillarci in tranquillità!
Stesso campeggio dove eravamo venuti all’inizio e anche stavolta nessuno alla reception e stavolta nemmeno che risponde al telefono. Pazienza, il posto c’è ci penseremo domani!!
Lasciamo il campeggio infilando le 20 sterline sotto alla porta della reception come sta scritto in un piccolo post-it attaccato a una bacheca e partiamo!
Finalmente in sella alle nostre bici con tanta voglia di pedalare e di muoverci. Anche se alla partenza fa qualche goccia e il meteo non sembra essere gran ché, rispetto al nord fa davvero più caldo! Partiamo con le maniche corte…wow. Anche se il giro che facciamo non è all’altezza dei panorami a cui siamo stati abituati ultimamente rimaniamo in sella tutto il giorno, godendoci la giornata, che tra l’altro, ci regala addirittura qualche raggio di sole, semplicemente seguendo le frecce del percorso, senza pensare a cosa vogliamo fare l’indomani, andando su e giù come criceti!!
A fine giro ci stappiamo una bella birra (che come sempre abbiamo scorta in furgone) e contenti come dei bambini ritorniamo al campeggio dove stavolta troviamo il figlio del titolare in giacca e cravatta….son poi strani sti inglesi!!!!
Almeno gli ultimi due giorni in terra britannica preferiamo essere tranquilli senza troppi sbattimenti…che il viaggio verso casa è ancora lungo!!!!
L’imbarco del ritorno e l’abazia di Jedburg
Ci svegliamo con calma e ce la prendiamo con comodo. L’unico appuntamento della giornata è quello di essere al porto di Newcalstel alle cinque del pomeriggio e mangiare elle cheeps come, nella mia testa, solo qui sanno fare. Facciamo tappa a Jedburg, dove c’è una splendida abazia del 1200 e un fish&cheep. Lasiamo l’Inghilterra con la splendida immagine dell’imponente abazia, e con le cheeps sullo stomaco….che ci terranno un po’ compagnia durante la lunga attraversata del mare del Nord.