"vivi una vita in cui ti riconosci"Tiziano Terzani

venerdì 25 febbraio 2011

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Appena tornata a casa. Ho ancora il viaggio addosso, le mie gambe sono grosse e muscolose come non lo erano mai state, la pelle del mio viso è bruciata dal sole indurita dal vento sciupata dalla pioggia, la bici è ancora da sballare. Dopo che per mesi tutto è ruotato attorno a questo viaggio ieri sera finiti i saluti e gli incontri con le persone vicine ho chiuso la porta di casa mi sono ritrovata spaesata.....Sono arrivata alla fine del mondo, ho vissuto un esperienza che mi ha fatto sentire più viva che mai, sono stata per quasi un mese a stretto contatto con la natura, e con me stessa. Mi sono sentita parte della natura, e nei momenti più duri quando mi chiedevo "chi me lo fa fare?" mi bastava davvero alzare lo sguardo vedere gli alberi le rocce la terra attorno a me, per capire che ero li perchè mi sento parte di quella natura che non siamo più abiutuati a vivere, che ero li perchè ho seguito il mio cuore e il mio istinto, perchè volevo essere li!
E' il terzo viaggio che faccio su due ruote, e ormai faccio fatica ad immaginarmi un modo di  viaggiare che sia diverso dallo spostarsi con le proprie forze, immergersi nella natura e calarsi nelle realtà che si incontrano. Non mi piace l'idea di guardare da un finestrino....
Con la testa piena di belle immagini, con la fatica che sento ancora nelle gambe, la mia mente sta già frullando per altri lidi, la voglia di esplorare e conoscere sento che mi sta già accompagnando in una prossima avventura.....

lunedì 21 febbraio 2011

Note

Perche' il Blog: Ho deciso di scrivere il blog perche' la decisione del mio primo cicloviaggio e' stata presa proprio leggendo altri blog. In generale credo che le "cose belle" debbano girare, e che internet al giorno d'oggi e' forse il mezzo piu' immediato per far circolare idee e condividere cose. Noi possiamo avere il potere di usarlo nella maniera migliore!
Per i vegetariani: Sono vegetariana da circa una ventina d'anni e Marco da una quindicina e come in ogni viaggio non ho avuto nessunissimo problema ne' a reperire cibo ne' per quello che riguarda la forma fisica. Potendoci cucinare con il fornellino ovviamente abbiamo avuto una scelta piu' vasta nel scegliere cosa mangiare, cucinandoci pasta riso lenticchie uova e ovviamente a reperire frutta e verdura sempre!
Con il senno di poi: Con i senno di poi avrei speso piu' soldi per una tuta antipioggia migliore, e per un materassino migliore visto che abbiamo campeggiato o dormito in terra la maggior parte delle volte e dormir bene puo' davvero fare la differenza. Per il resto l'unica cosa di cui si ha bisogno e' apertura mentale e senso di adattamento.!
Note: Una cosa che sicuramente ha fatto la differenza in questo viaggio e' stato il fatto di saper abbastanza bene sia lo spagnolo che l'inglese. Questo ci ha permesso di poterci immergere completamente in ogni realta' che abbiamo vissuto, di poter parlare sia con la gente locale che con gli altri viaggiatori senza sentirci mai a disagio.

Ushuaia 2200 km!!!!!!

Lasciamo Rio Grande salutando Adrian una ragazza che abbiamo incontrato piu' volte lungo la strada che da sei mesi sta girando tutto il sud america in sella alla sua motocicletta mentre Simon il suo ragazzo sta facendo piu' o meno lo stesso giro ma in bicicletta e dandoci appuntamento ad Ushuaia. Per lei significa fare l'ultima tappa, mentre per noi biciclari ne mancano ancora due.
Partimo verso Tolhuin e il paesaggio inizia a cambiare. Lentamente ci accorgiamo che stiamo lasciando la pampa e iniziamo a vedere sempre piu' alberi e sempre piu' verde.Tolhuin e' una cittadina carina che si trova sul bordo di un lago circondato da montagne, dove l'attrazione principale sembra essere la Panaderia La union dove ci dirigiamo subito perche' indicata da altri cicloviaggiatori incontrati lungo la strada. Il padrone della panaderia infatti pare essere un ciclista che mette a disposizione dei cicloviaggiatori una stanza con alcuni materassi e un bagno. Putroppo non abbiamo l'onore di conoscerlo infatti uno dei suoi operai che ci accoglie ci dice che in questo momento non c' e' perche' sta percorrendo la cordilliera al Nord di Mendoza a cavallo!!!!Approfittiamo della gentilezza e dell'ospitalita' e quando ci mettiamo a guardare il libro degli Ospiti troviamo anche la dedica dei nostri amici cicloviaggiatori che erano passati due mesi prima. Sapere che anche loro sono passati per di li, dopo che avevo seguito il loro viaggio attraverso il blog (www.pinzanet.it), mi fa uno strano effetto!!!Sono sicura che ci ritroveremo a raccontarci quello che in momenti diversi abbiamo condiviso! Approfittimo nella panaderia per assaggiare tutte le paste possibili immaginabili e le buonissime empanadas, e dopo un paio d'ore che siamo li veniamo raggiunti anche dai due ragazzi canadesi con i quali avevamo gia' condiviso la notte alla frontiera a San Sebastian. Con noi c'e' anche un ragazzo nord americano. Nel magazzino della panaderia ci prepariamo caffe' e ci mettiamo a chiacchierare fra di noi e con i lavoratori che ogni tanto passano di li e ci dicono qualcosa. Guardando loro e altri cicloviaggiatori incontrati sulla strada ci si rende conto di quanto prima di partire si spenda tempo per chiedere consigli sull'attrezzatura migliore, o il modo migliore per viaggiare e di quanto alla fine non si trovi un cicloviaggiatore uguale ad un'altro, ma come ognuno personalizzi il proprio mezzo e la propria attrezzatura e gli obbiettivi stessi del viaggio siano tutti diversi!
La mattina dopo ci aspetta l'ultima tappa. Ci svegliamo prestissimo passiamo alla panaderia per salutare e fare l'ultima abbuffata di paste per la colazione e comprare un po' di pane da prendere con noi. Fuori fra un gran freddo e le macchine parcheggiate sono ricoperte da una strato di ghiaccino. Ma ci scaldiamo in fretta appana iniziamo a pedalare. Ci aspetta una giornata splendida pedaliamo sotto un cielo azzurrissimo e a mattina inoltrata la temperatura e' primaverile. La strada passa in mezzo a montagne, e' tutta in saliscendi, dobbiamo attraversare anche un passo e una lunga costa, ma le salite sull'asfalto si affrontano senza nessun problema. Invece di salutare le persone che incrociamo come abbiamo fatto fino ad ora, ricambio i saluti alzando il pugno in segno di vittoria. Ormai Ushuaia e' vicina e mi viene fuori un energia che non so nemmeno io da dove venga. A venti km da Ushuaia mentre sto spingendo su una salita cantando a squarciagola con le cuffiette riesco miracolosamente a sentire Marco che mi chiama....gli si e' spezzata la catena! Dopo piu' di 9000 km la sua bici non ne puo' davvero piu' e sta chiedendo pieta'! Rimaniamo fermi un oretta sul bordo della strada ad aggiustarla, anzi Marco l'aggiusta. Fermandomi mi viene una stanchezza addosso che riesco quasi ad addormentarmi mentre sono seduta sui sassi!Ripartiamo per l'ultima sbiciclata fino ad Ushuaia. Appena arriviamo al cartello io non riesco a trattenere piu' l'emozione e iniziano a scendermi lacrime mentre rido. Ho stretto i denti fino a quel momento per riuscire ad arrivare fin li, e adesso posso abbassare la guardia!Io e Marco ci abbracciamo siamo emozionatissimi per essere riusciti a raggiungere la nostra meta e tutti i momenti di tensione fra noi che non sono mancati durante il viaggio e' come se venissero vanificati in quel momento condiviso!
Al contrario di quello che immaginavo Ushuaia ci accoglie in una calda e assolata giornata senza vento.

Ora abbiamo due giorni per preparare tutte le nostre cose per il rientro e forse servira' un po' di tempo per metabolizzare questo meraviglioso viaggio e bellissima esperienza!

venerdì 18 febbraio 2011

Passaggio in chile e arrivo en la tierra del fuego

Ci sarebbe da scrivere un libro solo per i posti in cui troviamo da dormire!Dopo la sorta di containeir in cui abbiamo dormito alla Esperanzia abbiamo fatto tappa a Rio Gallego, continuando a pedalare nella pampa con la fortuna di avere quasi sempre il vento alle spalle o al massimo di lato. Di li ripartiamo, per arrivare ad Ushuaia dobbiamo attraversare di nuovo il confine passare per un tratto di Cile e attraversare con un Ferri lo stretto di magellano. Nel primo tratto di strada cilena ci imbattiamo contro il vento patagonico che ci spinge all'indietro. Avanzare e rimanere in equilibrio e' faticosissimo, in piu' il rumore del vento non ti fa sentire nient'altro, ti svuota la mente dai pensieri, in certi momenti sembra che arrivi da ogni lato e si ha la sensazione che ti prenda a schiaffi. E' fisicamente e psicologicamente durissima. Quando un nuvolone nero carico di acqua sopra le nostre teste inizia a mollare qualche goccia cedo e dico con Marco che andare avanti prendendo l'acqua con quel vento e' da idioti....io faccio dedo! La sua solita risposta carina (fa quel c...che ti pare io pedalo) mi fa salire la rabbia per continuare a testa bassa. Alla fine non piove e contro vento ci toccano solo 25 km....meno male che ho continuato!!!Nel passaggio sullo stretto di magellano abbiamo la fortuna di vedere dei delfini che giocano con le onde. Al di  la dello strotto piantiamo la tenda nel cortile di un parador una sorta din posto per le informazioni.

Siamo di nuovo in Cile, ci aspettano altri 120 km di ripio e di saliscendi. L'obbiettivo e' di pedalare fino a un punto che sulla nostra mappa e' segnato come Cullen.
Arriviamo nel pomeriggio e ci troviamo davanti una sorta di paese fantasma, dove  lavorano  per l'estrazione e la lavorazione del petrolio. Ci giriamo attorno senza capire da che parte si entra fino a che non passiamo affianco ad un cancello chiuso per riuscire a scendere al paese. Incontriamo un uomo a cui chiediamo se possiamo mettere la tenda da qualche parte. Lui ci accoglie con un gran sorriso ci dice di seguirlo, passa per un ufficio dove dice qualcosa ad un suo collega, poi nci porta in una struttura dove ci sono solo stanze (per gli operai) cerca un po' alla fine fine ci offre una una stanza bella grande con due letti e bagno privato dicendoci che se ci piace possiamo accomodarci li. Noi ci guardiamo in faccia e gli chiediamo quando ci viene a costare una cosa cosi' ma lui sorridendo ci risponde che non c' e' nessun problema, che possiamo stre li e accedere alla mensa per mangiare e bere tutto quello che vogliamo perchè li ce nè in abbondanza!Ringraziamo infinitamente e siamo strafelici di avere tanto lusso a gratis!!!A cena passiamo la serata a parlare con gli operaia della planta di petrolio. Altra occasione che ci conferma la generosita' e l'ospitalita' di questa gente! La mattina dopo ci svegliamo di buon ora facciamo una colazione straabbondante salutiamo gli operai che vanno al lavoro e ci rimettiamo sul ripio. Dopo 50 metri torniamo indietro con una gomma bucata e un raggio rotto. Ci mettiamo al riparo in un ex supermercato e in un paio d'ore aggistiamo quasi tutto, mentre qualcuno viene a farci compagnia con un caffe' e due chiacchiere. Quando finalmente ci rimettiamo sulla strada il vento soffia gia' forte. Facciamo un ottantina di chilometri di ripio e calamina con il vento che ogni tanto ci soffia fastidiosamente di lato facendoci fare una gran fatica ad avanzare. A un certo punto inizio a maledire tutte le curve a destra che ci mandano nella direzione opposta del vento! Arriviamo di nuovo alla frontiera, passiamo prima quella cilena poi quella Argentina e finalmente ci ritroviamo di nuovo sull'asfalto. Siamo a San Sebastian che pero' sembra essere solo un nome sulla mappa. Di fatto a parte un osteria chiusa non c'e' nient'altro. Iniziamo a cercare un posto dove poter mettere la tenda, insieme a una altra coppia di cicloviaggitori che nel frattempo sono arrivati da Porvenir. Ci dicono che altri ciclisti gli avevano parlato di un una stanza alla frontiera riscaldata con la possibilita' di cucinare e addirittura di fare la doccia. Non riusciamo a capire dove possa essere perche' ci guardiamo intorno e a parte i bagni pubblici non vediamo nient'altro. I bagni pubblici!!!!!Tra il bagno delle donne e quello degli uomini c'e' una sala d'attesa riscaldata con una piccola cucinetta all'interno! incredibile!!!!Abbiamo tutto!!! Chiedendo ad un gendarme ci da la chiave per una stanza accanto al bagno degli uomini dove possiamo anche fare una doccia! Passiamo la notte li al caldo con gli altri due cicloturisti canadesi una ragazza basca e un ragazzo messicano che arrivano nella notte mangiando e riposando pronti pere ripartire sull'asfalto per le ultime tre tappe di questo meraviglioso viaggio. Ora siamo in un ostello a Rio grande mancano poco piu' di 200 km per Ushuaia. Speriamo che sole e vento ci accompagnino per attraversare la cordigliera e fare le ultime fatiche di questo meraviglioso viaggio!!!!

lunedì 14 febbraio 2011

Asfalto vento e pampa

Dopo il giorno di riposo al chalten e dopo tutto il ripio fatto in Cile, nel primo giorno di pedalata in Argentina mi sembra di scivolare sull'asfalto tanto che riusciamo a farci 165 km quasi senza fatica. Diversamente dal Cile, qui il paesaggio si apre completamente l'orizzonte e' a pèrdita d'occhio attorno a noi solo montagne "pelate" e davanti una lunga striscia di cemento che taglia il paesaggio. Pedaliamo sotto un sole, il cielo e' completamente limpido e l'aria cosi' chiara che continuiamo a vedere il massiccio del Fitz Roy alle nostre spelle anche dopo 80 km! Alla fine delle giornata riusciamo a trovare un posto un po' riparato per piantare la tenda affianco ad un fiume al riparo di qualche albeto e un ponte. Dall'altro lato del fiume ad una distanza difficile da decifrare riusciamo a vedere le luci del Calafate. La mattina dopo decidiamo di fare la deviazione (di 60 km tra andare e tornare) per andare a vedere il Il ghiacciaio del Perito Moreno. Aggiungo un altro magnifico quadtdro nella mia memoria: L'immagine imponente del ghiacciaio che si corica fra due montagne.

Quando ripartiamo la mattina dopo per non rifare i 30 km di strada gia' fatti iniziamo a mettere fuori il dito. Abbiamo fortuna perche' al secondo tentativo si ferma un pick up che per lo meno ci porta fino all'altezza dell'areoporto risparmiandoci almeno 20 km.
Diversamente da quello che avevo pianificato inizialmente decidiamo di attraversare la patagonia da parte a parte per arrivare a Rio Galliego e da li scendere fino ad Ushuaia. Mi dispiace non rietrare i Cile per pedalarlo tutto fino alla finre, ma visto il tempo che ci rimane e visto che voglio arrivare fino ad Ushuaia questa e' la cosa piu' intelligente da fare. Continuiamo a pedalare fra pampa e steppa fra montagne guanachi e altri animeletti troppo buffi che credo che siano armadilli. Dopo un po' che pedaliamo iniziamo una lunga, lunghissima salita (la cuesta de miguez) facilitata dal vento che ci accompagna alle nostre spalle. Arrivati in cima pero' anzi' trovare una discesa ci troviamo a pedalare su un altopiano. Ci accoirgiamo che attorno a noi non c'e' nient'altro di piu' alto e poco dopo che siamo su ci si presenta il vero vento patagonico con tutta la sua prepotenzza come non si era ancora mai presentato fino ad allora! Fortunatamente ci arriva di lato non impedendoci adi andare avanti, anche se rimane fastidioso perche' ognitantoi arrivano folate cosi' forti che e' difficile mantenere l'equilibrio. Non mi ero mai trovata ad affrontare un vento cosi' forte, tanto che a tratti ho quasi la sensazione di avanzare in un fluido!!!! Riusciamo comunque ad arrivare a fine giornata avendo fatto 150 km (roba che sul ripio me li sognavo!!!) e cerchiamo riparo a El Esperanza che in realta' non e' altro che un posto dove c'e' una gasolineria e qualche albergo molto caro per i lavoratori che stanno li per via del petrolio. Gli alojamientos che ci sono costano cari perche' vengono pagati dale ditte dei lavoratori, ma sono troppo cari per le nostre tasche. Dopo un po' che cerchiamo un "capo" ci dice che se vogliamno possiamo dormire in un Conteiner che non usano. Andiamo a vedere: un letto a castello, un paio di materassi rotti e sposchissimi, polvere ovunque....perfetto!!!!Basta dare una "pulitina" e usare i nostri materassini e sacchi a pelo sui materassi sporchi e tutto va bene! Anzi la mattina dopo svegliandoci sotto il diluvio benediciamo la scelta fatta!!!!!
Questa mattina facciamo colazione con tutta calma sperando che la pioggia smetta un po', poi verso le nove decidiamo di partire comunque sotto l'acqua mentre il padrone del posto continua a dirci "pero esta lluvendo che!" Ma quando vede che noi siamo belli determinati per partire ci saluta dandoci dei "locos".  Dopo un paio d'ore che pedaliamo sotto un cielo completamente grigio e ricoperto di nuvole a poco a poco inizia ad aprirsi e finalmente torna il sole! Accompagnati dal vento che ci spinge alle spalle facciamo piu' di 150 km arrivando a Rio Galliego dal lato dell' Atlantico ad una velocita' sorpendente!
In tre giorni abbiamo attraversato la pampa argentina da parte a parte facendo qualcosa come 400 km. Almeno altrettanti ci separano da ushuaia e le difficolta' non sono certo finite. Domani cambieremo direzione e il vento non sara' piu' dalla nostra. Ma avanti!!!!

giovedì 10 febbraio 2011

verso la fine della Carettera Austral

Il giorno di descanso a Cocharane e' sacrosanto. Da li riprendo con nuova energia fisica e mentale per poter continuare il viaggio. Riparto con gambe nuove e in due giorni pedaliamo i 200 km che ci portano sempre piu' vicini alla fine della carettera Austral e all'inizio della seconda parte del viaggio per me in Argentina. Nell'ultima parte della carretera il paesasggio cambia attorno a noi ci sono montagne impressionanti, cime inevate cascate che sgorgano dalla roccia con lo sciogliersi dei ghiacciai, specchi d'acqua, lagune, torrenti e fiumiciattoli ovunque. La fatica che facciamo a spingere sui pedali e' totalmente appagata dall'incantevole paesaggio che ci circonda. Dopo 100Km da Cocharane prima del desvio per Tortel e di una lunga salita per arrivare a Puerto Yungay mettiamo giu' la tenda sulla riva di un fiume accanto ad una casa di contadini. Il tempo e' dalla nostra, ci prepariamo una zuppa calda che consumiamo fuori in compania di alcune caprette (Piuttosto invadenti a dire il vero) e un migliardo di zanzare(meno invadenti per fortuna) prima di infilarci al calduccio dei nostri sacchi a pelo per riposare. Il giorno dopo ripartiamo di buon mattino, dobbiamo arrivare a Puerto Yungay per per prendere una barca che ci fa attraversare un lago per poi proseguire e arrivare a Villa O'higgins. Visto l'orario e la nostra buona gamba iniziamo a spingere sui pedali per riuscire a prendere il passaggio delle 10, ma i cileni sono sorprendentemente puntuali e arrivando al porto pochi minuti dopo le 10 facciamo giusto in tempo a vedere la nave salpare. Nell'attesa del passaggio successivo conosciamo un ragazzo e una ragazza cileni con i quali e' subito "buena onda" e tra un caffe' e un mate ci facciamo compagnia per tutta la durata dell'attesa e dell'attraversata. Pur essendo due paesi molto diversi l'Italia e il Cile ci sorprende il fatto di trovarci spesso a parlare di problemi che li accomunano.
Quando scendiamo dalla barca iniziamo subito a pedalare duro per cercare di raggiungere Villa O'Higgins. Accanto a noi il Campo de hielo Norte ci allieta la visuale e non ostante ci sia una salita praticamente dietro ad ogni curva ci si distrae dalla fatica quando ad ogni cima ci si aprono davanti panorami incantevoli.
Pedaliamo di buona lena fino a quando quasi il cielo oscura e a una trentina di km da Villa O'Higgins mettiamo giu' la tenta sul ciglio della strada dietro ad una catasta di legna sotto ad una montagna innevata su di un bellissimo prato verde in mezzo ad una marea di zanzare e a mucche che ci scrutano incuriosite e ai loro "bei suvenir" che lasciano tutt'intorno. La mattina dopo arrivare a Villa O'higgins e' una sgambatina. Il paesello e' adagiato in una tranquillissima valle in mezzo ad alte montagne. Al Km 1025 siamo arrivati alla fine della carettera austral lasciando fuori "solo" i circa 200 Km da puerto Mont al Chiloe' che ho fatto in nave. Ci fermiamo in un ostello gestito da uno spanolo e dopo due giorni di campeggio selvaggio mi "sciolgo" sotto ad una lunga doccia. La sera mangiamo e beviamo nel salone con altri ciclisti spagnoli e cileni raccontandoci dei nostri viaggi e delle nostre future mete brindando all'arrivo della fine della Carettera Austral. L'indomani all'alba siamo in otto a partire dall'ostello ognino con la propria bici piu' o meno carica per andare a prendere la barca che ci permettera' di attraversare il profondissimo lago O'Higgins (che in alcuni punti arriva fino a 800m di profondita') dall'altra parte del quale inizieremo ad attraversare i 22 Km di frontiera per lasciare definitivamente il Cile che ci ha dato veramente tantissimo sia per l'ospitalita' e la gentilezza della sua gente che per gli incantevoli paesaggi per passare i Argentina. Ancora una volta siamo fortunatissimi a goderci l'attraversata sotto ad un cielo incredibilmente azzurro su uno specchio d'acqua azzurro e calmo. Pare che attraversare i 22 km di frontiera sia cosi' duro che ci sono delle persone che aspetto con il cavallo per trasportare le borse, ma noi, un po' per testardaggine e un po' per incoscenza decidiamo di affrontare la sfida e fare il tutto con le bici cariche e senza l'aiuto di nessuno. Ci troviamo a fare 22 km in quasi 6 di puro sentiero di montagna in mezzo al bosco con tratti veramente duri dove spingere la bici in salita e' il meno! C'e' un punto in cui non c'e' altro modo di proseguire che spingendo la bici che affonda in mezzo alla melma, ci troviamo ad attraversare un paio di fiumiciattoli cercando di stare in equilibrio su tronchi di albero per non cadere nell'acqua. Praticamente svalichiamo e quando ci troviamo in cima alla montagna il panorama si apre e ci ritroviamo davanti a noi il Fitz Roy con le sue torri bianche completamente illuminate dal sole. Uno spettacolo unico!!!! Con la bici cosi' pesante la fatica e' veramente tanta ma non mi capitera' mai piu' di fare "down Hills davanti al Fitz Roy!
UN altra barca ci portera' nel lato argentino e da li pedaleremo nel buio per 40 Km per arrivare finalmente al Chalten!

sabato 5 febbraio 2011

Valli montagne laghi e fiumi

I giorni passano e noi stiamo pedalando molto. Ogni cm della caretera austral e' guadagnato duramente. Dopo Villa Cerro Castillo lasciamo l'unico tratto di strada  asfaltata della carettera ci imbattiamo per la prima volta per me in un lungo tratto dove dobbiamo combattere con il forte vento che ci spinge indietro e con una dura salita su un fondo stradale di ghiaia misto sabbia. E' veramente dura. Alla fine di una luna salita ci fermiamo un attimo per ammirare un panorama che sembra dipinto tanto e' bello. Sotto di noi c' e' una sorta di laguna con una distesa di alberi morti e montagne che si elevano dallla pianura come dei  grossi panettoni. Mentre siamo li che ammiriamo il paesaggio vediamo dal basso della salita un ciclista che sale di buona lena con un cane che lo segue. Appena arriva in cima e si avvicina ci riconosciamo: E' Dino. Dino e' un ragazzo Italiano che ha fatto diversi viaggi in bicicletta, ha un sito http://www.dinolanzaretti.it/ . Lo avevo contattato prima di partire perche' avevo saputo di lui tramite gli amici di gli amici di wild trak (www.wildtrack.it) che sarebbe partito una settimana prima di me per percorrere il nostro stesso tragitto pero' al contrario. Ci fermiamo a chiacchierare in questo posto surreale bellissimo come se fosse la cosa piu' normale del mondo conoscersi li in quell'angolo stupendo della patagonia. Ci lasciamo con la promessa di mantenerci in contatto e di ritrovarci da qualche parte tra i monti in Italia per chiacchiarare del viaggio o per fare qualche scalata insieme. Proseguiamo pedalando e dopo un po' inizia a a piovere e proseguiamo molte ore sotto la piaggia. Verso le 8 di sera esausti e ancora lontani da un villaggio decidiamo di mettere giu' la tenda al lato della strada in un piccolo spiazzo ben riparato nel bosco. Nel frattempo anche la pioggia si e' fermata cosi' che possiamo fare tutte le operazioni di smontaggio e montaggio con calma. Simo a 20 km da Puerto Murta. Il giorno dopo ripartiamo sporchi puzzolenti e riposati ci aspetta un altro tratto durissimo della carettera, ma tanto duro quanto bello. Infatti iniziamo a costeggiare il grande lago General Carrera. Altro paesaggio meraviglioso. L'acqua del lago e' di un celeste che sembra quasi finto tutto intorno le cime delle ande alcune molto alte e innevate. La strada sono continui fortissimi saliscendi, con salite e discese che non finiscono mai e che ti spaccano le gambe. Per fortuna oggi il clima e' dalla nostra e possiamo godere della meraviglia di questo posto alla luce di un bel sole. Pedaliamo piu' che possiamo, anzi piu' che posso perche' a dire il vero quella che fa piu' fatica sono io, mentre Marco e' sempre davanti da me e sembra sempre che vada su una strada dritta e asfaltata senza fare nessuna fatica mentre io dietro sputo sangue ad ogni salita arrivando al punto di fare fatica anche sul piano. In effetti, qui non e' mai facile prendere il ritmo a causa delle buche delle calaminas e dei sassi. L-intenzione e' quella di arrivare ad un posto che sulla mappa sembra un paesino che si chiama Maiten. Quando finalmente riusciamo a raggiungerlo ci rendiamo conto che non e' altro che un posto con qualche casa e un paio di residence troppo cari per le nostre tasche. Fermiamo una macchina con una coppia di spagnoli in vacanza ai quali chiedimo qualche informazione sul pase piu' vicino che e' a 20 km. Ormai e' sera e siamo troppo stanchi per proseguire anche se siamo rimasti con poca acqua. I due spagnoli ci regalano una bottiglia da un litro e mezzo: Siamo in botte abbiamo tutto quello che ci serve! Montiamo la tenda in un incrocio sotto la pensilina di una fermata dell' autobus con tutti quelli che passano che ci guardano incuriositi.
Il giorno dopo ripartiamo raggiungiamo Puerto Bertrand e da li dopo aver fatto provviste iniziamo a costeggiare il rio Baker il piu' famoso del sud america per gli sport acquatici. Da li notiamo anche che si intensificano cartelli e scritte contro le dighe che voglino fare per portare energia anche nel nord del Cile. La regione dell-Aisen infatti e' la piu' ricca di acqua di tutto il paese e le precipitazioni arrivano fino a 2000 ml all'anno. Ad un certo punto lasciamo il fiume, il paesaggio cambia e iniziamo a salire per delle montagne mi sembrano immense. Ormai pedalo ininterrottamente da 8 giorni e le mie gambe iniziano a non poterne piu'. Abbiamo prenotato la barca per fare l-attraversamento al chalten per il 7 quindi in due giorni dovremmo percorrere altri 230 km per arrivare a puerto Yungai. Marco e' sempre piu' avanti di me e sembra sempre che pedali su asfalto in piano senza fatica. Io non dico niente provo a stargli dietro, ma in effetti si deve fermare molte volte per aspettarmi e mi rendo conto di rallentare di molto la marcia. Faccio una fatica immensa anche nel piano. Quando dico che ogni cm in Patagonia e' guadagnato e' perche' anche le discese sono difficili. Bisogna sempre stare molto concentrati per le buche i sassi e le calaminas che sono solchi continui che attraversano tutta la strada. All-ennesima salita in cui mi ritrovo a spingere faticosamente la bici su una ghiaia misto sabbia mentre Marco davanti da me non mi vede butto per terra la bici! Sono distrutta e non voglio ammetterlo! Quando la riprendo e lo raggiongo lui mi dice che forse e' meglio che ci fermiamo un giorno a Cochrane per recupere e che spostiamo la data della barca di due giorni. So che questa decisione mi costa recuperare km nei prossimi giorni, ma non faccio obiezioni....a nin pos pio'!!!! Per arrivare a Cochrane la strada sembra non finire piu' , facciamo quasi tutta salita  spingendo la bici a mano e distraendoci con delle chiacchiere. Incontriamo una coppia di francesi sempre in bici probabilmente pensionati in viaggio da tre mesi. Che meraviglia poter arrivare alla pensione in salute e con quello spirito!!!! Ci viene in mente una frase che avevamo sentito non mi ricordo da chi che diceva che solitamente uno passa tutta la vita lavorando e rovinandosi la salute per i soldi  per poi spenderli tutti in salute quando non lavora piu'. E' una fortuna amare il proprio lavoro, farlo con passione senza troppa fatica e godersi la vita. Viva la salute e viva la vita! Non c'e' somma di denaro che tenga per cio' che da la serenita'!
Con fatica arriviamo a Cochrane e troviamo un alojamiento dove conosciamo altri viaggiatori tra cui in particolare tre ragazze cilene andiniste che stanno percorrendo anche loro la carettera austral in bicicletta. Siccome anche noi scaliamo e' subito buena onda e passiamo tutta la serata a chiacchierare mentre ci scadiamo con calde tazze di caffe' milo e latte in polvere, mentre ogni tanto appare la vecchietta padrona di casa a dirci qualcosa. Chiacchieriamo molto anche con un lavoratore Cileno che dorme qua e passiamo una serata davvero piacevole. Quasi sempre capita di conoscere in viaggio persone simili a te o che hanno cose interessanti da raccontare. Mi piace molto stare fuori a contatto con la natura e a volte anche isolarmi dal mondo, ma poi e' bello poter condividere chiacchierare con le persone conoscere punti di vista diversi e scambiare opinioni con la gente. Il viaggio per come lo intendo io e' puro apprendimento! Approfitteremo della giornata di “recupero” per gironzolare nel paesello e andare in un bar dove pare esserci la sede del gruppo principale che e' contro la costruzione della o delle dighe per prendere un po' di informazioni e per ungere un po' le nostre bici che dopo tanti km di sterrato e fango en hanno davvero bisogno!