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"vivi una vita in cui ti riconosci"Tiziano Terzani

venerdì 26 luglio 2013

C'è un tempo per ogni cosa



Finalmente è estate è arrivato il caldo, al lavoro si respira già aria di vacanza e finalmente posso dire di essermi messa a posto con la spalla e di poter tornare in pista a fare tutto ciò che amo. Le ferie sono alle porte e come sempre io ed Anny non abbiamo la più pallida idea di dove andremo, e quali avventure andremo a vivere. L'unica certezza che abbiamo è che come lo scorso anno partiremo con una cicloaplpinistica questa volta sul groppo del Bernina. Un giro studiato "nei minimi dettagli" dal nostro amico RuttocK, che nessuno ha ancora mai provato di farlo e che proprio per questo non vediamo l'ora di essere i primi!!!
Ma manca ancora un mesetto, nel frattempo si sogna, si sta con gli amici, ci si allena. E quale migliore evento per allenarsi e stare con gli amici se non la Runeda!!!!!!!
Per chi non lo sa la runeda (laruneda.blogspot.com) è un bellissimo giro organizzato nella zona di Zocca/Castel D'aiano, nella zona del nostro amatissimo basso appennnino, nato per unire la passione della mtb alla valorizzazione del territorio. Completamente autofinanziato, gli agriturismi e le aziende del posto si preparano ad accogliere bickers affamati con la loro ospitalità offrendo assaggi dei loro prelibatissimi prodotti della nostra terra.
Non c'è bisogno di darsi nessun appuntamento, ci si trova tutti li, la grande "famiglia" dei Bikers, quelli che hanno solo voglia di divertirsi, pedalare, stare all'aria aperta e condividere con gli amici!
Io e Anny arrivamo in ritardo, come al solito, e neanche a dirlo alla partenza troviamo tutto il gruppo degli mftt e ovviamente i salami!

Ultimi a partire primi a divertirsi!!!!I salami si sono addirittura studiati un percorso alternativo per riuscire ad arrivare prima ai ristori e accaparrarsi i viveri!!!!
Purtroppo non tutte le cose vanno come uno pensa...
Siamo partiti da poco, giusto il tempo di riscaldarci, che durante una salita, mentre sto parlano con Kevin, mi sento trafiggere la zona lombare della schiena da un dolore improvviso e lancinante. Caccio un urlo, mi fermo, faccio fatica a mettere i piedi a terra scendo faticosamente dalla bici il mio fisico implora di essere allungato, mi stiro poi, sento il bisogno di buttarmi a terra di allungare la schiena mi faccio anche aiutare dagli altri. Un gruppo di ragazzi si ferma per vedre cosa è successo, io mi alzo e gli vado a chiedere se hanno qualunque cazzo di cosa contro il dolore, anche fosse cancerogeno!!!!Una ragazza mi allunga una boccetta di oki. Liquido?Non l'avevo mai preso! Chiedo quante goccie bisogna prendere e mentre lei mi spiega modalità e quantità di assunzione e mi sto già tracannando il boccettino e caccio giù finchè lei non mi dice "credo che possa bastare!" e preoccupata mi toglie il boccettino dalla mano. 
Non sento nessun cazzo di effetto, ma sono in mezzo ad un bosco e non posso rimanere li. Le gambe vanno ancora. Prima di risalire sulle bici gli amici dopo tante insistenze,mi svuotano lo zaino si spartiscono la roba per alleggerirmi il carico e ripartiamo. Grazie, lo sanno che certe cose a me non vanno chieste e io non chiedo.
Capisco che non è cosa, capisco che vado solo perchè la muscolatura è ancora calda, ma non è cosa.
Arrivati al primo ristoro smangiucchio qualcosa e mappa alla mano troviamo il modo di tagliare per tornare alla macchina.
Anny mi accompagna.
Arrivo al furgone, Anny riparte per cercare di raggiungere gli altri mentre io mi prendo un voltaren e vado a godermi una doccia nell'area attrezzata.
Quando esco dalla doccia sento che le gambe sono deboli e mi reggono a fatica. Mentre torno al furgo incontro anche Pierluigi, un amico del cicloviaggiatore che come ogni anno, senza bisogno di darci appuntamento, ci ritroviamo in quella occasione. Non ci eravamo ancora visti e mi fermo molto volentieri a fare due chiacchie. Ci salutiamo dicendo che ci torneremo a vedere sicuramente per cena...
In furgo cerco di riposarmi, non riesco a star ferma, mi fa male, sento solievo solo quando metto le gambe per aria.
Nel frattempo sento Anny, ha trovato gli altri e sono ormai all'ultimo ristoro.
Gli dico di finire con calma ma quando torna io ho bisogno di essere portata al pronto soccorso.
Dopo infnite ore di attesa, due flebo che mi hanno fatto lo stesso effetto di un bicchiere d'acqua fresca, dopo l'ipotesi ventilata di colica renale, finalmente il responso dei rx.
Spondilosi. Si consiglia ulteriore esame risonanza magnetica per accertamenti.
Nel giro di una settimana grazie al nostro perfetto ssn, riesco ad avere un "comodo" appuntamento a Monselice (un'ora e mezzo circa da casa mia) ed un responso più definitivo.Tribolo a stare seduta in macchina, ma vado da sola. Quando mi consegnano il referto mi fermo un attimo prima di uscire per leggere il contenuto nella busta.  Dalle prime righe sembra che sia tutto normale e che vada tutto bene, l'ultima parte invece dice così: grossa ernia discale enterale e paraenterale tra l5 S1......bla bla bla....Sento come un calo di pressione che mi arriva fino ai piedi la pressione che mi va giù e gli occhi che mi si riempionio di lacrime senza che me ne accorga.
Rimango seduta un attimo con i fogli in mano e la testa vuota. Un attimo o forse qualche minuto. Poi "torno". Esco dal centro chiamo Anny e glielo comunico. Questo è quanto, non so altro. Al rientro mi attivo subito, sento il mio medico, un amica che è del settore, il mio ex moroso fisioterapista, faccio una visita fisiatrica e parto con le terapie.
Poi scopro di non poter  avere la copertura dall'assicurarazione che pensavo di avere e allora è battaglia aperta, (non passa) ma nel frattempo cambio subito ambulatorio e scelgo di andare dove voglio io.
Parlo parlo parlo, sono fatta così, ho bisogno di condividere di esorcizzare di confrontarmi. Le parole di una cara persona mi rimangono incise nel cervello "bisogna che ora ti concentri su quello che puoi fare non su quello che non puoi fare perchè altrimenti vai fuori di testa". Ed è esattamente il mio modo di reagire alle cose sempre, ma la frase che riassume il mio modo di essere pronunciata in quel modo ha più effetto di un iniezione. Accontono l'idea di fare il giro del Bernina in bici, poi anche l'alternativa che mi ero studiata per farlo a piedi. Accantono l'idea di fare, per il momento, quello che ho sempre fatto.  Riprendo lo yoga, tiro fuori libri che avevo già vado a rivedermi e ristudiarmi correttamente le posizioni, cerco informazioni sull'argomento, vado in biblioteca prendo libri e cerco una palestra dove fanno yoga pilates back schol. Ovviamente ad agosto sarà tutto chiuso, ma mi informo e m metto nell'ottica di cambiare un po'di cose per far di tutto per conoscere bene quello che ho, cosa fare e come superarlo.
Non è così facile. Un po' me la racconto anche ma ho bisogno di farlo. Non è facile trovare una quadra quando la tua vita è ogni giorno arrivare a casa dal lavoro e andare a correre, in bici, a nuotare, quando, lo sport all'aria aperta non è soltanto un hobby, uno svago o un passatempo, ma un vero e proprio stile di vita.
Ma so che ogni cosa non capita per caso.
Come non è un caso che questa cazzo di ernia mi sia uscita dopo due mesi che ero ferma con il nuoto per aver avuto dei problemi alla spalla, sicuramente ci sarà un motivo per cui ora non posso continuare a fare quello che facevo.
Non sarà facile trovare una quadra in un rapporto che nasce prima di tutto da passioni, modi di vivere e di prendere la vita che ci accomunano, dall'amicizia e dalla complicità.
L'importante è, sarà, essere, sentirsi uniti nel momento del bisogno, dare tempo al tempo, assecondare l'evolversi delle cose.   
…..E poi ci sono quelle persone che pur non vedendo mai sono strapresenti nella tua vita. Come un messaggio che mi arriva dalla Nigeria, nel bel mezzo della notte mentre mille pensieri mi impediscono di dormire, da un amico che, non si sa come, sembra che senta il tuo pianto da lontano….o le parole di quella ragazza di cui mi hanno sempre parlato che ci siamo viste solo una volta di sfuggita, io di ritorno da un mio viaggio, lei con il pancione all’inizio di un altro meraviglioso viaggio “ogni cosa ha il suo momento”.
Nulla avviene per caso….nemmeno gli incontri che sembrano meno significativi. Poi ogni cosa, a suo tempo, si deposita, trova una collocazione nello spazio della tua vita e diventa parte dii essa in qualche modo per sempre……

lunedì 24 giugno 2013

Trecking sul crinale

Mentre scalavo il rosa ero quasi certa di avere un paio di costole rotte(tanto per quelle non ci si può fare nulla), ma ancora non sapevo di avere anche la spalla rotta....Dall'ecografia e una successiva risonanza risultava che l'omero mi si fosse crepato proprio nel punto in cui si innesta un tendine che si chama sovraspinato. La crepa dell'omero provocava un infiammazione che spingeva sul tendine che a sua volta di conseguenza si era infiammato e spostato dalla sede. Così mel'hanno spiegata o per lo meno così l'ho capita. Nel momento in cui ho capito quello che avevo e quello che ho rischiato (la spalla e i tendini in generale sono una gran menata....) ho abbassato la cresta e per una volta ho dato retta a tutti i vari medici e specialisti con cui ho parlato: riposo assoluto, e almeno una settimana di laser e tecar.
Da subito mi sono resa conto di quante cose non si possono fare con una spalla fuori uso e la consapevolezza di quello che avrei potuto causarmi mi ha frenato ancora di più a fare tutto.
Per fortuna adoro cammnnare, mi piace la zona in cui da un anno a questa parte sono venuta a vivere e soprattutto sono stata mossa sia dalla curiosità di conoscerla ed esplorarla sia dalla mia voglia inrefrenabile che ho sempre di muovermi.
In due settimane di mutua cammino in lungo e in largo per ore e ore per kilometri e kilometri su e giù per le prime colline modenesi tra sentieri battutti e sentieri "inventati". Incontrato gente, faccio chiacchere con i contadini, porto in giro la mamma di Anny ( che non so come abbia fatto a sopravvivermi...) e quando con la terapia la spalla ha iniziato a stare meglio dal camminare sono passata al correre appassionandomi sempre di più. Sono stata con Anny in toscana a Punta Ala e mentre lui e i nostri amici erano a scorrazzare in bici io ho camminato per 60 km in due giorni su e giù per le colline....insomma un'altra droga!!!!

Dopo che con la spalla iniziavo a stare decisamente meglio ecco che la settimana scorsa mi viene la tracheite....checcazzo!!!!!Tre giorni di antibotico e cortisone....una bella smazzata per l mio fisico. Nel we decido comunque di andare con Anny nel versante bolognese delle nostre montagne. Mentre lui va in giro con sergione la mia idea è quella di rilassarmi e magari anche andarmene un po' alle terme...d'altra parte cosa posso fare messa così. A Lizzano ci salutiamo, io prendo il furgo di Anny con l'idea di andare verso Porretta. Quando vedo il bivio per Pianacco la macchina volta da sola.Dopo un oretta che gironzolo fra i boschi reincontro anche Anny e il Sergione che non si meravigliano di trovarmi li. Ci salutiamo e visto che ormai le gambe hanno iniziato a scaldarsi continuo a salire fino ad arrivare a monte pizzo.
Passo dopo passo inizio davvero a stare meglio ma visto che sono ancora convalescente mi dico di non esagerare. Mi incammino  per tornare verso Pianaccio, quando mi trovo davanti ad un bivio. Se percorro lo stesso sentiero che ho fatto all'andata in meno di un'ora arrivo giù, altrimenti passando per monte grosso ci la tabella mi indica tre ore. Le gambe mi portano da sole. Il sentiero è battuto pochissimo e segnato anche meno, il gps mi si scarica e continuo andare in mezzo al bosco seguendo la cartina. Quando finalmente raggiungo la vetta fuori da bosco a 1530 metri la visuale è fantastica. il lato bolognese dell'appennino è davvero selvaggio e imponente. Davanti a me oltre alla vallata il piccolo borgo di monte Acuto e sulla mia destra l'imponente Corno. Mi ritornano in mente tutti i giri che mi sono fatta in solitaria in bici e a piedi quando mi allenavo per il mio viaggio in Patagonia....ma quanto mi piace "esserci"!!!!
Dopo essermi "respirata il panorama" ricomincio a scendere per, arrivare a Pianaccio è ancora lunga. Non appena sbuco al paese vedo Anny e il Sergione che stanno risalendo dalla parte opposta da quella in cu arrivo io. Se ci fossimo messi d'accordo non saremo riusciti ad essere così puntuali!!!foto
Dopo un paio di birre salutiamo il Sergione e andiamo a dormire con il furgo a Segavecchia. Ottimo punto di partenza, ma soprattutto d'arrivo per un bel treck non solo per la poszione, ma perchè i ragazzi del rifugio hanno la birra reno. Una birra artigianale fatta nel bolognese che è una delle migliori che abbia mai sentito. Lo scopo del trecking è tornare per scolarci almeno una di quelle fantastiche birre che ci facciamo tenere in fresco dal gestore.
Facciamo un bellissimo treck che ci porta fino alla cima del corno poi non contenti allunghiamo ci facciamo di corsa fino allo scaffaiolo, e da li torniamo in dietro per il passo del cancellino approfittando a pulire un po' il sentiero durante la discesa.foto

Anche questo we non ci risparmiamo. Anny ha un appuntamento che aspetta da mesi: il Front raduno.
Io è da due mesi che non tocco la bici, ho voglia di pedalare e di testare la gamba. Andiamo insieme e mentre lui sarà a sorrazzare a velocità folli per quei sentieri dove piacerebbe essere anche a me io parto con l'idea di farmi un giro tranquillo e pedalato tanto per rimettere in moto la gamba.
Arriviamo a capanna tasson il venerdì sera e incontriamo Andrea. Lo salutiamo e mentre io gli racconto cosa mi è successo alla spalla e cosa avrei intenzione di fare l'indomani, un tipo al tavolo di fianco decide d non farsi i caxxi sui e mi sconsiglia vivamente di andare a sollecitare la spalla e di rischiare. Mi sembra di capire che è uno che qualcosa ne sa, lo prendo come un segno del destino e a malincuore decido di ascoltarlo e non tirare giù la bici dalla macchina e di spararmi altri due giorni di cammino e di corsa sull'appennino.

Sabato parto dalla croce arcana e mi incammino verso il cimone. Incontro la Michelle che invidio un po' per il lavoro che fa (gurdia parco) e per un po' ci perdiamo piacevolmente in chiacchere finchè lei non mi spedisce via "dai che è lunga!!!"e inizio a trottatare di buona gamba sul crinale. Ritrovo cima tauffi sulla quale c'ero stata con la neve sugli sci alcun mesi prima. Continuo per il lancino e via fino a libro aperto. Da li inizio a scendere per il sentiero 433 che passa il pizzo dei sassi bianchi per arrivare fino ai taburri. Li mi fermo a prendere un caffè e a far due chiacchere con la gestrice,dove lei mi racconta di quanto sia stata difficile la stagione appena passata....
Saluto e riprendo a salire fino a raggiungere il passo del colombino. Da li ci sarebbe il bivio per andare a capanna tassoni, ma ormai che ci sono allungo un po' per arrivare anche sul monte lancio.
Mi godo la splendida vista prima di rientrare nel bosco e ricominciare a scendere.treck croce arcana taburri
Durante la discesa incontro tutti i bikers del raduno, gianlu71, Casarein, Jerry, kevin.....felice di incontrarli saluto e proseguo fino a capanna dove poi dovrei incontrarmi di nuovo con Anny e con tutti. Prima di arrivare incontro anche Luigi, Pietro, bsth...Pietro mi dice che a capanna c'è la sua morosa "si chiama Laura e ha una felpa blu se ti va di fare due chiacchiere è da sola..."
All'arrivo faccio due chiacchiere con Clemente poi mi presento a Laura e ci perdiamo in chiacchiere fino a che non ritorna anche Pietro.
Rimaniamo un po' in compagnia poi loro mi salutano per andare al Budale dove hanno la loro tenda. Ma i ragazzi del raduno????Mha!
Riesco ad aspettare circa un'altra oretta, ma quando vedo che non arrivano decido di tornare al furgo su alla croce. Prendo il bosco e in 40 minuti sono su. Il tramonto mi aspetta....finalmente un po ' di relax!!!!
Dopo una mezz'oretta vedo arrivare una macchina:sono Anny e Sergione!!!!!

Sergione scarica Anny sale un attimo sul furgo per salutare poi torna giù "a domani!!!"
C'è una meravigliosa luna piena che splende su di noi e che illumina il crinale!!!!
Passimo una notte un po' agitata, un po' perchè dei ragazzi decidono di stendere un panno e piazzarsi davanti al nostro furgo per bere ridere e chiacchierare (che ben venga ma caxxxxxoooooo!!!!propro li????!!!), un po' perchè io faccio strani sogni....mha!!!!La mattina ci svegliamo per ammirare un alba stupenda, ci rimettiamo a dormire per poi risvegliarci più tardi. Mentre facciamo colazione descrivo a Anny il giro che ho in mente di fare. Lui scende da furgo per andare a far pipì. Prima di rientrare vedo che si ferma a guardare verso la tosca. Quando torna mi dice che se mi fa piacere viene con me.
Eccheccazzo certo che mi fa piacere!!!Però so anche quanto ci tiene al raduno....sicuro?
Decisione presa, si parte,, lasciamo un cartello sul furgo per gli amici del raduno e via
Passiamo a salutare di nuovo Michelle che sta lavorando allo scaffaiolo e facciamo un lunghissimo treck passando per il corno scendando ai balzi dell'ora, per poi arrivare sulla nuda e fiondarci a razzo giù fino a madonna dell'acero. Da li le meravigliose cascate del Dardagna
e poi su fino al passo della riva, passo del lupo, ancora crinale spigolino e croce arcana. Alla fine il gps segna 24 km per 1430 di dislivello. Gran giro!!!Foto
Con molto dispiacere non riusciamo ad arrivare in tempo per salutare i ragazzi del raduno. Capanna Tassoni Anny recupera la bici mentre aspettiamo Clemente Sergione Frenck e kevin che tornano dai ponti dove hanno salutato tutt gli altri.....si dovrà recuperare!!!

lunedì 13 maggio 2013

Monte Rosa skialp





Venerdì mattina . Il braccio destro mi fa male tanto che non riesco ad alzarlo e le costole in basso a sinistra anche. Scesa dal treno mi fermo alla farmacia della stazione e mi prendo una scatola di cerotti e una di bustine antidolorifici. Una volta pagato, mi metto in disparte un attimo mi tiro su la maglia mi metto due cerotti, mi tracanno una bustina e via che vado a prendere la bici per raggiungere il mio posto di lavoro.
La caduta in bici di mercoledì sera si fa sentire...
“Questo fine settimana mi rilasso!!!” dico con la mia collega. “Si si, con sto male al braccio me ne sto buona buona , sarei da... sai un agriturismo in mezzo al nulla con un tipo che mi fa un corso di cucina vegana…hahah,ma dai scherzi a parte magari mi metto  li ed è la volta buona che imparo anche a cucinare qualcosa….si dai relax totale!!!”
Declino la richiesta di un amico che ci invita ad arrampicare “con sto braccio non ce la faccio…” e valuto di partire per il lecchese dove dei nostri amici si ritrovano per un giro in mtb. Ho una gran voglia di rivederli, ma viste le mie condizioni penso ad un alternativa treck mentre loro pedalano per poi ritrovarci “alla birra”.
Dopo pranzo Marco mi manda un messaggio “cosa facciamo domani!?” e io gli rispondo mandandogli un linck su” we rilassanti in bagni di birra”
Poi mentre sono al pc mi arriva un messaggio da Simone :”domani e domenica vi va di andare sul rosa?”
Azzz!!!!!!Giro subito il messaggio a Marco, sono entusiasta e non penso più ai mie dolori!!! “ma non stai male??!!!mi dice “ma no dai poi dobbiamo muovere le gambe mica le braccia, mi prendo qualche antidolorofico….”
Ritorniamo ai nostri relativi lavori senza darci una risposta e quando a casa ci troviamo faccia a faccia non importa che ci diciamo niente. Chiamo Simone per accordi e iniziamo a preparare la roba.
Cerchiamo di fare lo zaino più leggero possibile, ma siccome Simone mi dice che il rifugio è chiuso ci prepariamo al bivacco con cibo pentolini e fornellino portatile.
Verso le dieci finalmente mi fermo, accendo il pc e inizio a studiarmi l’itinerario….e mi accorgo che il rifugio è aperto!!!!!!!!Mando un messaggio a Michele (altro compagno della spedizione) che dopo qualche minuto mi richiamo dicendo di aver già prenotato!!!!E per fortuna, visto le temperature che ci aspettano!!!!!
Insomma ormai la macchina è in moto e non si può più fermare!Ci siamo Io Anny (perché se lo chiamo Marco non mi risponde..) Simone Michele che ci eravamo già “provati la febbre” sul grampa e a noi si unisce anche Giorgio, che capiamo subito che di montagna ne ha masticata e ne mastica a manetta!
Primo Giorno.
La sveglia è alle 4,30 del mattino nel giro di un oretta ci raduniamo tutti, riempiamo la nostra macchina e partiamo. Verso le 10:30 siamo già a Staffal, ci carichiamo zaino e sci e ci incamminiamo verso il luuuuuuuungo lunuunghisssimo sentiero che ci porterà alla nostra prima tappa al rifugio città di mantova.
Partiamo tranquilli…sappimo di avere tutta la giornata davanti e quasi 1800 metri di dislivello da fare….e dobbiamo tenercene anche per domani di forza!
Vicino al parcheggio che ci lasciamo alle spalle c’è un elicottero che fa avanti e indietro per scaricare immondizia, caricare viveri e clienti per portarli al rifugio. Ci facciamo una risata all’idea di pagare 50 euro a cranio e prenderlo anche noi e ci incamminiamo verso le piste.
Dopo un paio d’ore le lasciamo il sentiero per immergerci in un paesaggio maestoso e selvaggio. Oltre a noi ci sono solo altri due ragazzi che salgono con molta fatica.
Il sole il caldo e la fatica ci cuociono letteralmente passo dopo passo. Dopo i tremila un po inizia a farsi sentire anche la quota, forse,ma forse è anche tutto l’insieme di cose..
Dopo quasi 6 ore con molta calma finalmente raggiungiamo il rifugio. Sono stanca, ma sento che le mie gambe ce la possono ancora fare.
Il panorama intorno a noi è semplicemente maestoso! Da ogni lato in cui ci giriamo siamo circondati da un mare di montagne….di enormi montagne!!!!la nostra carica emotiva è ancora più forte della stanchezza.
Dopo aver ammirato la bellezza e l’unicità del panorama ci ritiriamo al calduccio del rifugio per scaldarci mangiare, bere e recuperare le nostre forze
Domenica giorno due:
la sveglia è alle 4,30. Con fatica sgusciamo fuori dal calduccio dei nostri lettucci e tra luci di frontali e tintinnii di moschettoni prepariamo velocemente lo zaino per scendere a far colazione.
Mi metto altri due cerotti antidolorifici. Costole e braccio a freddo si fanno sentire un bel po’. La mia forma fisica fa schifo e sono molto perplessa.
A fare colazione con gli altri sono agita, indecisa perplessa e parlo poco. Pensare di uscire con quel freddo e con il male che ho addosso mi fa pensare “ma chi me lo fa fare!!!!?”
Simone mi sprona a provare comunque. Male che vada torni indietro!”
In cuor mio so che se parto da li non esiste un tornare indietro.
Siamo pronti. Anche io mi carico lo zaino sulle spalle e vado. Sono stanca continuo ad essere perplessa. Passata la prima gobba ci troviamo di fronte al primo pendio ripido.  Raggiungo Marco e gli rompo le palle con le mie perplessità. Insieme raggiungiamo Giorgio e Simone. Sono per scendere. Ancora una volta Simone mi sprona ad andare avanti. Devo decidere li prima della zona crepacciata.  Da li in poi si continua solo insieme. Li saluto e li faccio andare avanti. Anny mi saluta dicendomi che sono coraggiosa perché lui non ce l’avrebbe mai fatta a rinunciare. Lo vedo andare. Mi guardo attorno, il freddo è estremo. NON CE LA FACCIO A CAVARMI GLI SCI E A SPELLARE Non ce la faccio proprio!Mi metto l’animo in pace e riprendo a marciare. Dopo un po’ Marco si gira e vedendomi mi aspetta.  “Lo sapevo!”.
Più si va avanti più il freddo si fa sentire. Nonostante la fatica e il fatto che ci si muova non ci si riesce a scaldare nemmeno un po’.  Siamo ancora all’ombra, ma il sole sta iniziando ad alzarsi in cielo e riflettendo sulle vette ci regala un paesaggio incredibilmente bello unico, maestoso, che mi ricorda il perché di essere li. Michele è avanti già da un po’e anche Marco ha decisamente un passo più veloce del mio. Io Simone e Giorgio procediamo quasi sempre insieme ognuno con il suo passo. Il freddo e la quota rendono quella salita molto più faticosa di quella del giorno prima. Mi sento stremata. Simone mi incita ad alzare lo sguardo e a guardare le vette: cazzo si vede anche il Monviso!!!
Sono estasiata dalla bellezza del paesaggio attorno ma nello stesso tempo non vedo l’ora di arrivare. Il respiro si fa affannoso, rallento il passo inizio a contare. 8 passi e prendo fiato, se va bene riesco a farne 15 se entro in trip una trentina poi mi fermo di nuovo per cercare di prendere boccate di ossigeno e ripartire. Arriviamo sotto un enorme seracco. Impressionate…davvero ma davvero impressionante!!!!Meglio non perderci tempo sotto. Prendiamo tutto il fiato che abbiamo in corpo e cerchiamo di radunare tutte le nostre energie residue per superare il tratto più in fretta possibile. Poi finalmente ci raggiunge il sole….magra consolazione visto che la temperatura non accenna nemmeno un po’ ad aumentare.
Per pochi minuti ci riaccordiamo anche con Marco. Non si riesce a star fermi per il freddo. Capanna Margherita si vede già . Marco si rimette lo zaino in spalla dicendo “faccio l’ultima tirata fino a su”. E si allontana velocemente. La fatica e il freddo estremi di quell’ultimo tratto me li ricorderò per un bel po’.
Conto i passi, il respiro è affannato mi viene da chiudere gli occhi dalla stanchezza. Ho la gola secca ma non riesco a bere perché l’acqua nel tubino del mio camel beg ovviamente è ghiacciata. Ho bisogno di zuccheri. Mi fermo un attimo per tirare fuori dallo zaino una barretta ghiacciata che sgranocchio in tre bocconi. Tre passi e respiro, otto passi e respiro uno due tre….improvvisamente mi ritrova appena sotto alla capanna margherita. Tempo di alzare lo sguardo e le nuvole arrivano a ricoprire tutto di bianco. Dietro di me sento la voce di Simone che mi raggiunge “dai che ci siamo!” poi quella di Giorgio:”io tornerei giù da qua!”.
Davanti a me ci sono gli sci di Marco e Michele che hanno piantato nella neve per salire con i ramponi.  Grandi!!!Lo sapevo che Marco era già su!
Io mi sento già al traguardo. Capanna margherita è pochi metri sopra la mia testa ma decido di cavare le pelli li. Mentre prepariamo tutto Marco e Michele ci raggiungono, senza bisogno di chiamarli. Ci si capisce.
Si scende solo insieme!
Nel momento in cui partiamo per la discesa si ricopre nuovamente tutto. Non riusciamo a vedere assolutamente niente, siamo solo noi 5 e per un attimo ho come l’impressione che galleggiamo nel vuoto. Marco tira fuori il gps e lentamente iniziamo a seguire con molta cautela la traccia. Finalmente sentiamo anche delle voci e gli andiamo incontro. Sono un gruppetto di alpinisti che avanzano verso la vetta e che per riferimento avevano appena piantato una sonda nella neve con il sacchettino che sventolava sulla sommità.
Il vento finalmente spazza via le nuvole rendendo migliore la visibilità così che noi possiamo fare con più tranquillità la nostra discesa.
Incontriamo farina da subito, poi ghiaccio che ci disfa le gambe. Come già sapevo anche la discesa diventa altrettanto faticosa! Ho i quadricipiti che fumano!!
Nonostante i 900 metri di dislivello raggiungiamo velocemente di nuovo il rifugio Mantova e per quanto il tempo inizi ad essere più instabile decidiamo di fermarci un attimo per riprenderci. Siamo tutti troppo stremati (o per lo mene parlo per me…). Ho bisogno di reidratarmi, di mangiare qualcosa e soprattutto di scaldarmi. Dentro ordino un te caldo e una fetta di torta anche se faccio fatica sia a mangiare che a bere.
Dal rifugista impariamo che sulla vetta davano una temperatura di -19/-20 gradi!!!!!E per forza non ci si scaldava!!!!!
Sono ridotta ai minimi termini, mi sento la febbre, sono BOLLITA. Quando poi ci metto 5 minuti per riuscire a rinfilarmi uno scarpone, inizio a chiedermi come farò a scendere da li.
Ci sono ancora quasi 1800 metri di dislivello in discesa da fare…..AIUTOOOOO!!!!!
Quella tappa sarà però salvavita!!!!!Non perdiamo troppo tempo per non raffreddarci i muscoli e quando usciamo sta nevicando.
Iniziando a scendere la temperatura finalmente si fa più umana! Siamo ancora sotto zero, ma a noi sembra caldo.
La neve è abbastanza facile io al di là di ogni mia aspettativa mi riprendo e mi godo una lunga discesa fantastica!!!!!
Provo a fare anche un ripido canalino con neve valangata dove Marco e Michi scendono in men che non si dica,mentre io ci metto un po, con un paio di belle cadute anche che vanno a dare il colpo di grazia alle mie costole e al mio braccio già doloranti…ma di questo me ne renderò conto dopo quando i miei muscoletti si raffredderanno….
Superato il canalino iniziamo a seguire una traccia diversa da quella dell’andata, passiamo per uno splendido sentiero innevato a mezzacosta il paesaggio è ancora selvaggio e mozzafiato fino a che non raggiungiamo le piste.
Ci lasciamo alle spalle tutta la fatica e come cinque bimbi felici ci divertiamo a scendere prendendo velocità fin che neve ce lo permette!!!!
E’ fatta!!!!Arrivati al sentiero ci fermiamo per cavarci gli sci e metterceli in spalla. Siamo stremati, ma la nostra felicità ci riempie di gioia!
Io e Marco ci giriamo un ultima volta per vedere cosa ci lasciamo alle spalle….”prossimo we ci riposiamo vero?”
“Come no, ho già voglia di bici!!!!!”
Qui ci sono le poche foto che ho fatto io...quel che rimane dell' "impresa"
...e qui le foto del primo giorno di marco e foto del secondo fatte da Marco. Sono decisamente più delle mie...io si e no che "ne avevo" da badar li!!!!!:-)



  

lunedì 6 maggio 2013

Granparadiso skialp


Pensavo che fosse passsato più tempo dall'ultimo post che ho scritto, invece sono solo successe tantissime cose da allora! Bisognerebbe avere delle giornate di 36 ore per riuscire a fare tutto, e anche per riuscire ogni tanto a fermarsi e pensare, perchè vale la pena di fissare certi momenti, immagini ed emozioni che si vivono.
Gli ultimi dieci giorni in particolare sono stati talmente "densi" di vita che mi ci vorrebbe almeno una settimana per descriverli e racconrali.
Metto a fuoco quest'ulmimo we...
Sono diversi anni ormai che frequento la montagna e amo viverla a 360°. Credo ad ogni stagione la si possa godere in maniera diversa ed è quello che nel mio piccolo ho sempre fatto. Un mio grande rimorso che avevo per riuscirla a vivere appieno anche nella stagione invernale era quella di non saper sciare.
Quest'anno in cui la neve è abbondata è stato sicuramente l'anno buono per impare.
La mia unica esperienza di sci ai piedi risaliva a quando avevo 17 anni quando andai con la classe delle superiori a fare la settimana bianca...tre giorni di "sculate" in terra e un po' di spazzaneve, poi mai più toccati gli sci fino a un anno fa, quando in una notte di luna piena Marco mi porta con sci e pelli a fare una bella pellatina sul cimone. Decisa più che mai ad imparare a sciare quella notte soli, sulle piste chiuse del cimone, sotto una splendente luna piena ha inizio la mia avventura con gli sci!
Non sarà l'anno migliore per imparare a sciare in quanto di neve ne venne tanta, ma tardi e si sciolse presto. Ma da quella notte in poi imparare a sciare è stato il mio chiodo fisso, e anche grazie all'aiuto e alla complicità di Marco sono riuscita a realizzare almeno un po' un mio sogno!
E' questo il motivo per cui questo mio primo 4000 ha un sapore così specile! Oggi pensavo a quello che ho fatto ieri, e a tutte le volte che questo stesso anno ho imprecato, sono caduta, mi sono bloccata davanti ad una discesa, piantata fino alle ginocchia per non volere più andare aventi con gli sci, e alle soddisfazioni che ho provato comunque ogni volta a riuscire in qualche modo a scendere...e all'enorme pazienza di Marco che non ha mai smesso di spronarmi, con le buone e con le "cattive"e ad avere sempre fiducia in me, anche quando nemmeno io ce l'avevo...
La soddisfazione è stata tanta, e la montagna insegna sempre. Non sapevo che effetto mi avrebbe fatto un 4000. Sapevo che volevo farlo e l'ho fatto! La montagna però insegna. Sempre. Oggi mi sono resa conto che fin dall'inizio ero troppo mentalizzata sul realizzare la vetta. Mi sono assaporata passo dopo passo tutta la fatica dell'ascesa, ho ascoltato il mio respiro, il mio corpo, mi sono sentita parte infinitamente piccola di quella natura immensa in cui ero. Mi sono emozionata fino alle lacrime quando ho raggiunto la cima, quando dall'alto vedevo tutte le altre cime di altre montagne alte sotto di me, quando ho superato lo strapiombo sotto ai miei piedi.
Mi è dispiaciuto cedere in parte durante la discesa. Non avevo "calcolato" che ci sarebbero potuti essere altri momenti duri dopo la vetta, e con il senno di poi mi è dispiaciuto brontolare anzichè stare a godere comunque di quello che stavo vivendo e di ciò che avevo intorno....
E' comunque andata, una grande avventura è sempre è comunque anche un gran viaggio introspettivo dentro se stessi. La montagna ti mette a nudo, difronte alle tue debolezze. e insegna.... Questo è stato il mio primo 4000....le foto raccontano il resto..... 

venerdì 1 febbraio 2013

Un natale da nomadi-dalla liguria alla romagna-


Messo in saccoccia anche la Dh delle donne ci risistemiamo e siamo pronti per ripartire subito verso Sestri!
Mentre ci stiamo spostando ci rendiamo conto di non aver mai visitato il paesello non ostante ci siamo stati un sacco di volte per fare giri in mtb. Così visto che arriviamo abbastanza presto dopo aver mangiato qualcosina decidiamo di fare due passi e scopriamo un altra "chicca" della nostra bella Italia!
Passiamo la notte tranquilli nella "nostra casa" nel parcheggio dell'ospedale di Sestri, punto di incontro anche con gli altri.L'indomani mattina sono Sergione (luky) detto anche Gianluca o Hermanno per gli amici (hahahahah), Robby e Gio che vengono a bussare al nostro finestrino mentre noi ci stiamo facendo un caffè!!!Gli aprimao la portiera contenti di vederli, ci mettiamo subito a chiacchierare e mentre aspettiamo gli altri andiamo in una drogheria a prendere qualcosa da sgranocchiare per il giro. Attorno alle 10 vediamo arrivare l'inconfondibile furgone rosso delle scimme etiliche. Dopo aver parcheggiato si iniziano a scaricare e rimontare le bici, siamo in un bel gruppone!!Ci sono anche la Lilo( detta anche Mara) e la Lisa, quindi c'è anche una quota rosa per una volta tanto!!!

Verso le 11 (alla buon ora) siamo pronti per partire. Altro giro in parte mai fatto!!!Ci aspetta una luuuuuuunga luuuunghissima interminabile salita in buona parte su asfalto ma in strada secondaria fuori lontana da traffico. Anche oggi abbiamo la fortuna di pedalare sotto un cielo talmente terso che riusciamo a vedere addirittura la Corsica (o L'elba??bisognerebbe chiederlo a Giò....)

La salita procede fra chiacchiere fiatone e risate fino a che non arriviamo sul crinale e iniziamo un po' di saliscendi. Sembra un' altra giornata primaverile, si sta benissimo e si respira l'aria del mare!!Poi si inizia a fare sul serio, si mettono le protezioni e inizia la prima bella discesa su un bel sentiero stretto che via via si fa sempre più tecnico e icazzoso con gran pietroni come piace a me.  Arrivati giù felici e contenti ricominciamo a salire per Capenardo. Questa salita mi è più famigliare...sulla cima infatti si dipartono 4 splendide disceseseche avevo già fatto tempo prima. Prima della discesa ci si ferma un un attimo per smangiucchiare qualcosa intato che decidiamo quale sentiero prendere e approffittiamo per qualche foto di gruppo.
e una....




 
et voilat!!!!!
Ci siamo reidossati le protezioni e siamo pronti per partire! La prima parte della discesa è uguale per tutti è molto divertente tecnica e veloce e andiamo giù come schegge. Poi ad un certo punto ci si trova davanti ad un bivio. Entrambe le discese arrivano nello stesso punto, una (le mimose) è un po' più tecnica con tornantini e c'è da lavorare, la seconda è più a gradoni (sant'anna). Io e Anny optiamo per i tornantini. Altra discesa fantastica tra l'altro il sole sta calando e le luci rendono il paesaggio ancora più suggestivo. Durante la discesa foro, ma in un attimo sistemiamo la foratura e arriviamo giù di gran carriera mentre alcuni che sono già arrivati sono fermi ad aspettarci. FAVOLOSO!!!! Mentre ritorniamo verso i nostri mezzi mi accorgo che Pupo ha un gran dolore ad un ginocchio tanto da far fatica a pedalare, così per un pezzo lo trascino un po'...Niente di grave dai solo una vecchia infiammazione che ha deciso di rompere un po'!
Facciamo giusto in tempo a caricare le bici che diventa buio. Ci concediamo una bella birra in paese per salutare i ragazzi e poi via.....una chiamata dalla Romagna ci dirotterà per quella direzione!
Qui la traccia del giro!!!(straconsigliato!!!!)

San Silvestro in Romagna

Abbiamo giusto il tempo di ripassare una mezza giornata a casa per risistemarci un po', ma nel frattempo abbiamo già ricevuto una chiamata dal nostro amico romagnolo Teddy: "vengono anche Stex e Paolone a fare un giro voi cosa fate?" Arriviamo ovviamente!!!! Il 29 sera ripartiamo direzione Palazzuolo sul Senio. Paolone e Stex sono già arrivati con il camper e ci aspettano. Arriviamoun po' tardino dopo esserci anche persi nonostante tre navigatori....niente per Palazzuolo è così riusciamo a sbagliarci tutte le volte!!!Arriviamo in tarda serata, e troviamo Marco, Paolone e Stex che ci hanno aspettato per la cena. Mettiamo insieme un po' quello che abbiamo noi e quello che hanno loro e passiamo insieme una serata piacevolissima! Purtoppo Teddy non può essere dei nostri perchè con il lavoro che fa viene chiamato per andare a spargere il sale...peccato mannaggia!!!!!!
Sarà dei nostri il giorno dopo...eccome se ci sarà!!!!
La mattina ci svegliamo che fuori la temperatura è scesa di qualche grado sotto zero. Le nostre bici sono ricoperte da una strato di ghiaccio!!!

Aspettiamo anche l'arrivo di Teddy (la nostra guida!!!) e partiamo per trasferirci con le macchine su fino al passo di San Buca. Ci troviamo circa a 800 mslm ma a causa del fenomeno dell'inversione termica li ci sono circa 7 gradi!!!Molto più caldo rispetto alla pianura!!!
Finalmente scarichiamo le bici e siamo pronti per partire!!!Altra giornata meravigliosa di sole!!!Teddy ci guiderà per un giro bello lungo, con salite belle toste e discese incazzose! Non ostante il sole fa freddo e quando, per arrivare alle cascate dell'abbraccio, passiamo più volte il fiume, io sono davvero mezza congelata!!!
Anche se meraviglioso il giro è veramente tosto (più per il freddo che altro...) e per non farci mancare niente facciamo anche un po' di salita con bici in spalla
Anche se davvero tosto il giro è veramente bello sia per i panorami, sia per le belle discese che Teddy ci fa fare!

Arriviamo a fine giro quasi molto tardi e l'ultima discesa la facciamo quasi al buio.

Ci becchiamo un favoloso tramonto
e arriviamo arriviamo al bar a fino giro giusto giusto con il buio!!!!
Qui la traccia del giro! E qui tutte le altre foto!!!
La sera sono davvero sfinita tempo di tornare ai nostri mezzi e di sistemarci un po' io mi butto nel "letto" sotto al piomone e non mi muovo più nè per mangiare nè per ndare a fare pipì.
Mentre gli altri sono sul camper di fianco al nostro mezzo, tramando per il giro del giorno dopo, io cerco di recuperare per essere pronta ad un altro giro!!!

Eremo di Gamogna Marradi

Il giorno dopo non me la sento di fare un altro giro in bici. Ho bisogno di recuperare un po' di forze anche perchè probabilmente la sera prima mi era venuta anche un po' di febbre. Mentre gli altri sono già pronti per ripartire per un altra pedalata io opto per andare a fare un treck tranquillo e Anny viene con me. Facciamo un bellisimo giro ovviamente indicato da Teddy, dove per un bel po' stiamo sul crinale camminando sulla vena del gesso.....
 Altra giornata meravigliosa a contatto con la natura!!!!

Intanto abbiamo appuntamento con gli altri ragazzi all'eremo di Gamogna e in poco più di un paio d'ore ci arriviamo.

 Qui ci troviamo con Marco Teddy Paolone e Stex. Mentre siamo seduti attorno al monumento a smangiucchirci qualcosa mentre ci godiamo di uno splendido sole la domanda sorge spontanea: E' il 31 dicembre, pomeriggio, nessuno di noi ha ancora parlato di ultimo dell'anno...fondamentalmente perchè a nessuno di noi gliene frega, quindi pongo la domanda esattamente come se fosse un giorno qualunque: "ragazzi programmi per stasera?" Dopo un giro di sguardi interrogatori scambio uno sguardo con Anny e rivolgendomi a tutti dico: "bhe noi abbiamo la zuppa di legumi, un po' di verdure e il dolce da finire..."
Paolone: " a ragà c'avemo da fà un lavoraccio anche stasera!" e così in una splendida giornata di sole in mezzo alla natura a qualche ora dal capodanno ci si accorda per un veglione tutto particolare e fuori dalle righe!

Ci separiamo dai ragazzi dandoci appuntamento giù in paese e nemmeno a farlo a posta dopo qualche ora ci si becca in una viuzza senza che ci fossimo dati nessun appuntamento. Io e Anni visto che siamo a piedi andiamo a fare un po' di spesa per integrare un po' quello che abbiamo. Paolone che ci fa da cheff ci dirà cosa prendere.
Questa volta ci sarà anche Teddy con noi! Passeremo un ultimo dell'anno veramente speciale, noi sei sul camper con una cenetta buonissima preparata da Paolone, mentre fuori da li il mondo si prepara a festeggiare con grandi abbuffate e tacchi alti, noi chiusi li dentro, in un parcheggio ai piedi di una collina a Marradi sembra di fare il veglione più bello che ci sia!!!
Stex e Teddy...durante il "cenone" dell'ultimo dell'anno
Ovviamente alle 10 però siamo già cotti e per rimanere svegli andiamo fuori a fare due passi.
Il mondo che troviamo fuori non ci piace...Nel parcheggio troviamo un cane lupo smarrito, cerchiamo di avvicinarlo, ma i botti lo spaventano e si allantana senza che riusciamo più a trovarlo. C'è gente che spara con il fucile a salve e ci arrivano più volte i pallini. Per il centro ci sono ragazzi che fanno scoppiare petardi in continuazione...facciamo la nostra passeggiata allontanandoci dal centro, dal rumore dal troppo....Ci accorgiamo che è quasi mezzanotte giusto guardando per caso l'orologio un paio di minuti prima. Non importa aspettare....Abbracci strette di mano e sorrisi sinceri non devono aspettare per forza la mezzanotte!!!
Mentre torniamo verso il camper vediamo un tizio affacciato alla finestra con il fucile in mano...quando ci vede grida di spegnere la luce e si diverte a fare i suoi botti.....che tristezza!!!!!!
Saremo noi i disadattati....ma ci piace così! Arriviamo al camper un ultimo bicchierino prima di dormire e via a riposarci per la prima pedalata dell'anno!!!!
Qui tutte le altre foto del giro!!

San Cassiano Zattaglia

E' il primo dell'anno e un altra bellissima giornata di sole ci attende fuori dal mondo nei nostri boschi. Oltre a noi sei si aggiunge anche un altro amico, che ci raggiunge a san cassiano da dove partiamo per un altro bel giro. Dal paesello iniziamo a salire per una gelida vallata completamente all'ambra fino a raggiungere il crinale dove un po' di saliscendi ci portano fino all'agriturismo di Zattaglia, un piccolo borghetto che conoscevo perchè c'ero arrivata scarpinando da piccola quando con la famiglia andavo a Riolo per fare le terme.


Sono e siamo felicissimi di iniziare l'anno così!!!Anche se per tutto il tempo pedalo pennsando di fare un altro giro!!!!Infatti io sono convintissima che stiamo andando a fare una discesa che avevo già fatto l'anno precedente (il "culo della rosona") . Per tutto il tempo non vedo l'ora di gustarmela, tanto che quando passiamo dei tratti dove c'è molto fangoo (e sono molti) sto attenta a non sporcare troppo le gomme perchè non vedo l'ora di andare a farmi quei bei gradoni.....
Fino a che non mi ritrovo giù a San Cassiano!!!!!!!Nuoooooooo!!!!!!!!!Ma come già finito il giro!!????Arriviamo al bar che ci sono io che "sgrido " Teddy mentre gli altri mi danno della solita suonata!!!!
Un altra splendida giornata è andata ci "spaparanziamo" davanti al bar a reintegrare un po' i sali persi....Grassie Amici di questi fantastici tre giorni fuori dal mondo, nel nostro mondo!!!!
Per me le vacanze sono finite...diciamo almeno quelle ufficiali, perchè il viaggio non finisce maiiiiii!!!!!!!!!
Paolone!
Qui la traccia del giro e qui le Foto!!!