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"vivi una vita in cui ti riconosci"Tiziano Terzani
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domenica 22 dicembre 2013

Notturna al cimone

Che vuoi fare in un a splendida serata di luna piena senza una nuvola in cielo e senza un filo di vento? Bhe la cosa migliore è infilare gli sci in macchina e partire per una bella notturna al Cimone!!!!Siamo io Anny e Carlo (grassie per la foto) che carichissimi ci lasciamo alle spalle la bassa e partiamo verso il Cimone! Dopo un oretta circa ci troviamo al lago della ninfa, ci infiliamo gli scarponi agganciamo gli sci e siamo pronti a partire! Di buon passo iniziamo a salire per la bellissima stradina militare che porta a pian cavallaro. Appena usciamo dal bosco la vista è meravigliosa! Abbiamo le frontali ma non importa che le usiamo perchè la luna facendo riverbero sulla neve illumina quasi a giorno. E' semplicemente spettacolare! Da qui su anche la bassa con tutte le sue luci sembra bella!. Io me la godo continuando a salire per la stradina mentre Anny e Carlo preferiscono complicarsi un po' la vita tagliando le curve sulla neve ghiacciata. Salendo vediamo altre lucette di frontali che scivolano giù dall'altro versante. dopo meno di n ora arriviamo sotto la vetta del cimone dove inizia la pista n 9. Li incontriamo un altro gruppetto di ragazzi con gli sci che stanno già scendendo....con una serata così non siamo stati gli unici ad avere quell'idea! Finalmente è arrivato il momento di levarsi le pelli! Non tira un filo di vento quindi riusciamo a fare tutto con molta calma senza fretta. Iniziamo a scendere, Anny e Carlo che vanno più veloci di mi mi dovranno aspettare ogni tanto.... La pista è appena stata tirata dal gatto delle nevi e la neve è davvero una goduria!!!Che meraviglia!!!Infondo alla pista ci fermiamo soddisfatti e Carlo tira fuori una bella moretti da 66 dallo zaino....ma quanto ci stà!!!!!?????Per non prendere troppo freddo (perchè a star fermi si sente) trinchiamo velocemente, ripelliamo e ripartimo per un'altra salitina che ci riporta proprio sopra al lago della ninfa. Anny e Carlo mi propongono di risalire per la nera....ma stasera me la voglio godere e ho poca voglia di fare della fatica....la rossa va più che bene!!!!In poco tempo arriviamo in cima ci togliamo di nuovo le pelli e dopo un'altra splendida discesa ci ritroviamo di nuovo al lago della ninfa!Sono le 23 e Anny propone un altra pellatina.....in effetti con delle serate così non si tornerebbe più a casa ma il senso del dovere sul fatto che l'indomani ho la sveglia prestissimo mi fa desistere....direi che possiamo comunque ritenerci soddisfatti!!!!! Saliamo in macchina e iniziamo a scendere verso valle in compagnia di un'altra moretti....serata davvero memorabile!!!!!Già non vediamo l'ora della prossima luna piena!!!!! Ecco qui la traccia del giretto! 
E qui alcune foto gentilmente concesse da Anny.

lunedì 9 dicembre 2013

We a Sestrierre


Partiamo venerdì sera dopo il lavoro meta decisa all'ultimo momento: Sestriere! Lasciamo a casa le bici e carichiamo gli sci sul furgo. Il meteo promette un we di sole sole sole, un meteo perfetto per osare un po' di quota!Essendo da parecchi mesi che non mettiamo gli sci ai piedi optiamo per fare il primo giorno sulle piste per levarci un po' la ruggine. Dopo una nottata tranquilla di sonno nel parcheggio degli impianti, alle nove e venti siamo "già" pronti per prendere il primo impianto e risalire. Passiamo tutta la giornata a fare su e giù per le splendide piste del comprensorio di sestriere. La stagione è appena iniziata e non essendoci troppa gente riusciamo a goderci appieno le nostre discese facendo anche (come speravamo) un po' di sano fuoripista. Qui tutte le info che riguardano gli impianti di sestriere.
Arriviamo alla macchina verso le 16 con gli sci in spalla dopo essere scesi di sgamo (si lo so non si fa bla bla bla bla bla bla......) da una pista chiusa non battuta che ci porta fino al paese. C'è ancora un po' di voglino, ma domani ci aspetta una bella ascesa e poi.....e poi è ora di una birra!!!!
Infilati gli sci in macchina e cambiati fuggiamo dal via vai di gente dalle lucine di natale da vetrine e gente luccicosa per infilarci nella val di thures, piccola vallicola laterale della val di susa che prende il nome dal fiume che la solca e dal piccolo borghetto da cui partiremo per la nostra prima sci alpinistica della stagione.
Lasciati i luccichii viziosi di Sestriere troviamo la pace più assoluta nel piccolo borgo semi abbandonato fatto di case in legno e di stradine innevate. Li troviamo il nostro posto ideale per fermarci riscaldare il nostro furgo e finalmente stapparci una birra.

Cima giaissez

Il giorno dopo ci addentriamo, sci in spalla, per la stradina che porta ancora più verso l'interno della valle camminando sul piano arriviamo fino al borgo Rhuilesse.


 Da li attraversiamo un ponte sulla detra che passa sul torrente thures e molto dolcemente iniziamo la nostra lunga ascesa per una comoda forestale innevata. Saliamo per un bosco abbastanza rado all'ombra e il freddo si fa sentire. Quando il bosco si dirada  la vista si apre sul piccolo borgo di  Chabaud illuminato da uno splendido sole.
Mano a mano che saliamo aumenta anche la neve. Dopo il piccolo borgo giriamo a sinistra e la salita inizia a farsi più ripida. Avanziamo ancora un po' nel bosco, siamo in un paesaggio da fiaba attorno a noi le altissime e imponenti alpi Cozie.....montagne vere! Ormai la vetta è vicina e Anny quando la vede, come suo solito, mette il turbo mi stacca e quando arrivo su lui sta già mangiando.
La giornata è davvero perfetta: non una nuvola e pochissimo vento!La vista dalla vetta ci mozza il fiato! Davanti a noi svetta su tutte le altre l'imponente e bellissimo Chaberton.

Abbiamo tutto il tempo di levare le pelli, rivestirci e rifocillarci prima della discesa, anzi facciamo tutto con la massima calma per goderci il più possibile quello che la natura ci sta regalando.
Arriva il momento di scendere. A parte alcuni tratti in cui la neve è un po' crostosa in superfice riusciamo anche a scivolare su della buona farina. Devo dire che vedere scendere anny è davvero bello. Mentre io cerco di non perdere l'equilibrio goffamente lui si infila in mezzo agli alberi padroneggiando gli sci come se fossero un tutt'uno con lui! infatti lo vedo per poco poi sparisce nel bosco mentre io proseguo cautamente per la forestale. Ci riincontriamo al ponte dove soddisfatti ci leviamo gli sci e ce li carichiamo in spalla per fare l'ultimo tratto che ci riporta alla macchina....Giornata davvero davvero spettacolare!!!!.....e la schiena ha retto!!!!!Cima Giaissez....buona la prima!!!!
 Traccia





  

lunedì 13 maggio 2013

Monte Rosa skialp





Venerdì mattina . Il braccio destro mi fa male tanto che non riesco ad alzarlo e le costole in basso a sinistra anche. Scesa dal treno mi fermo alla farmacia della stazione e mi prendo una scatola di cerotti e una di bustine antidolorifici. Una volta pagato, mi metto in disparte un attimo mi tiro su la maglia mi metto due cerotti, mi tracanno una bustina e via che vado a prendere la bici per raggiungere il mio posto di lavoro.
La caduta in bici di mercoledì sera si fa sentire...
“Questo fine settimana mi rilasso!!!” dico con la mia collega. “Si si, con sto male al braccio me ne sto buona buona , sarei da... sai un agriturismo in mezzo al nulla con un tipo che mi fa un corso di cucina vegana…hahah,ma dai scherzi a parte magari mi metto  li ed è la volta buona che imparo anche a cucinare qualcosa….si dai relax totale!!!”
Declino la richiesta di un amico che ci invita ad arrampicare “con sto braccio non ce la faccio…” e valuto di partire per il lecchese dove dei nostri amici si ritrovano per un giro in mtb. Ho una gran voglia di rivederli, ma viste le mie condizioni penso ad un alternativa treck mentre loro pedalano per poi ritrovarci “alla birra”.
Dopo pranzo Marco mi manda un messaggio “cosa facciamo domani!?” e io gli rispondo mandandogli un linck su” we rilassanti in bagni di birra”
Poi mentre sono al pc mi arriva un messaggio da Simone :”domani e domenica vi va di andare sul rosa?”
Azzz!!!!!!Giro subito il messaggio a Marco, sono entusiasta e non penso più ai mie dolori!!! “ma non stai male??!!!mi dice “ma no dai poi dobbiamo muovere le gambe mica le braccia, mi prendo qualche antidolorofico….”
Ritorniamo ai nostri relativi lavori senza darci una risposta e quando a casa ci troviamo faccia a faccia non importa che ci diciamo niente. Chiamo Simone per accordi e iniziamo a preparare la roba.
Cerchiamo di fare lo zaino più leggero possibile, ma siccome Simone mi dice che il rifugio è chiuso ci prepariamo al bivacco con cibo pentolini e fornellino portatile.
Verso le dieci finalmente mi fermo, accendo il pc e inizio a studiarmi l’itinerario….e mi accorgo che il rifugio è aperto!!!!!!!!Mando un messaggio a Michele (altro compagno della spedizione) che dopo qualche minuto mi richiamo dicendo di aver già prenotato!!!!E per fortuna, visto le temperature che ci aspettano!!!!!
Insomma ormai la macchina è in moto e non si può più fermare!Ci siamo Io Anny (perché se lo chiamo Marco non mi risponde..) Simone Michele che ci eravamo già “provati la febbre” sul grampa e a noi si unisce anche Giorgio, che capiamo subito che di montagna ne ha masticata e ne mastica a manetta!
Primo Giorno.
La sveglia è alle 4,30 del mattino nel giro di un oretta ci raduniamo tutti, riempiamo la nostra macchina e partiamo. Verso le 10:30 siamo già a Staffal, ci carichiamo zaino e sci e ci incamminiamo verso il luuuuuuuungo lunuunghisssimo sentiero che ci porterà alla nostra prima tappa al rifugio città di mantova.
Partiamo tranquilli…sappimo di avere tutta la giornata davanti e quasi 1800 metri di dislivello da fare….e dobbiamo tenercene anche per domani di forza!
Vicino al parcheggio che ci lasciamo alle spalle c’è un elicottero che fa avanti e indietro per scaricare immondizia, caricare viveri e clienti per portarli al rifugio. Ci facciamo una risata all’idea di pagare 50 euro a cranio e prenderlo anche noi e ci incamminiamo verso le piste.
Dopo un paio d’ore le lasciamo il sentiero per immergerci in un paesaggio maestoso e selvaggio. Oltre a noi ci sono solo altri due ragazzi che salgono con molta fatica.
Il sole il caldo e la fatica ci cuociono letteralmente passo dopo passo. Dopo i tremila un po inizia a farsi sentire anche la quota, forse,ma forse è anche tutto l’insieme di cose..
Dopo quasi 6 ore con molta calma finalmente raggiungiamo il rifugio. Sono stanca, ma sento che le mie gambe ce la possono ancora fare.
Il panorama intorno a noi è semplicemente maestoso! Da ogni lato in cui ci giriamo siamo circondati da un mare di montagne….di enormi montagne!!!!la nostra carica emotiva è ancora più forte della stanchezza.
Dopo aver ammirato la bellezza e l’unicità del panorama ci ritiriamo al calduccio del rifugio per scaldarci mangiare, bere e recuperare le nostre forze
Domenica giorno due:
la sveglia è alle 4,30. Con fatica sgusciamo fuori dal calduccio dei nostri lettucci e tra luci di frontali e tintinnii di moschettoni prepariamo velocemente lo zaino per scendere a far colazione.
Mi metto altri due cerotti antidolorifici. Costole e braccio a freddo si fanno sentire un bel po’. La mia forma fisica fa schifo e sono molto perplessa.
A fare colazione con gli altri sono agita, indecisa perplessa e parlo poco. Pensare di uscire con quel freddo e con il male che ho addosso mi fa pensare “ma chi me lo fa fare!!!!?”
Simone mi sprona a provare comunque. Male che vada torni indietro!”
In cuor mio so che se parto da li non esiste un tornare indietro.
Siamo pronti. Anche io mi carico lo zaino sulle spalle e vado. Sono stanca continuo ad essere perplessa. Passata la prima gobba ci troviamo di fronte al primo pendio ripido.  Raggiungo Marco e gli rompo le palle con le mie perplessità. Insieme raggiungiamo Giorgio e Simone. Sono per scendere. Ancora una volta Simone mi sprona ad andare avanti. Devo decidere li prima della zona crepacciata.  Da li in poi si continua solo insieme. Li saluto e li faccio andare avanti. Anny mi saluta dicendomi che sono coraggiosa perché lui non ce l’avrebbe mai fatta a rinunciare. Lo vedo andare. Mi guardo attorno, il freddo è estremo. NON CE LA FACCIO A CAVARMI GLI SCI E A SPELLARE Non ce la faccio proprio!Mi metto l’animo in pace e riprendo a marciare. Dopo un po’ Marco si gira e vedendomi mi aspetta.  “Lo sapevo!”.
Più si va avanti più il freddo si fa sentire. Nonostante la fatica e il fatto che ci si muova non ci si riesce a scaldare nemmeno un po’.  Siamo ancora all’ombra, ma il sole sta iniziando ad alzarsi in cielo e riflettendo sulle vette ci regala un paesaggio incredibilmente bello unico, maestoso, che mi ricorda il perché di essere li. Michele è avanti già da un po’e anche Marco ha decisamente un passo più veloce del mio. Io Simone e Giorgio procediamo quasi sempre insieme ognuno con il suo passo. Il freddo e la quota rendono quella salita molto più faticosa di quella del giorno prima. Mi sento stremata. Simone mi incita ad alzare lo sguardo e a guardare le vette: cazzo si vede anche il Monviso!!!
Sono estasiata dalla bellezza del paesaggio attorno ma nello stesso tempo non vedo l’ora di arrivare. Il respiro si fa affannoso, rallento il passo inizio a contare. 8 passi e prendo fiato, se va bene riesco a farne 15 se entro in trip una trentina poi mi fermo di nuovo per cercare di prendere boccate di ossigeno e ripartire. Arriviamo sotto un enorme seracco. Impressionate…davvero ma davvero impressionante!!!!Meglio non perderci tempo sotto. Prendiamo tutto il fiato che abbiamo in corpo e cerchiamo di radunare tutte le nostre energie residue per superare il tratto più in fretta possibile. Poi finalmente ci raggiunge il sole….magra consolazione visto che la temperatura non accenna nemmeno un po’ ad aumentare.
Per pochi minuti ci riaccordiamo anche con Marco. Non si riesce a star fermi per il freddo. Capanna Margherita si vede già . Marco si rimette lo zaino in spalla dicendo “faccio l’ultima tirata fino a su”. E si allontana velocemente. La fatica e il freddo estremi di quell’ultimo tratto me li ricorderò per un bel po’.
Conto i passi, il respiro è affannato mi viene da chiudere gli occhi dalla stanchezza. Ho la gola secca ma non riesco a bere perché l’acqua nel tubino del mio camel beg ovviamente è ghiacciata. Ho bisogno di zuccheri. Mi fermo un attimo per tirare fuori dallo zaino una barretta ghiacciata che sgranocchio in tre bocconi. Tre passi e respiro, otto passi e respiro uno due tre….improvvisamente mi ritrova appena sotto alla capanna margherita. Tempo di alzare lo sguardo e le nuvole arrivano a ricoprire tutto di bianco. Dietro di me sento la voce di Simone che mi raggiunge “dai che ci siamo!” poi quella di Giorgio:”io tornerei giù da qua!”.
Davanti a me ci sono gli sci di Marco e Michele che hanno piantato nella neve per salire con i ramponi.  Grandi!!!Lo sapevo che Marco era già su!
Io mi sento già al traguardo. Capanna margherita è pochi metri sopra la mia testa ma decido di cavare le pelli li. Mentre prepariamo tutto Marco e Michele ci raggiungono, senza bisogno di chiamarli. Ci si capisce.
Si scende solo insieme!
Nel momento in cui partiamo per la discesa si ricopre nuovamente tutto. Non riusciamo a vedere assolutamente niente, siamo solo noi 5 e per un attimo ho come l’impressione che galleggiamo nel vuoto. Marco tira fuori il gps e lentamente iniziamo a seguire con molta cautela la traccia. Finalmente sentiamo anche delle voci e gli andiamo incontro. Sono un gruppetto di alpinisti che avanzano verso la vetta e che per riferimento avevano appena piantato una sonda nella neve con il sacchettino che sventolava sulla sommità.
Il vento finalmente spazza via le nuvole rendendo migliore la visibilità così che noi possiamo fare con più tranquillità la nostra discesa.
Incontriamo farina da subito, poi ghiaccio che ci disfa le gambe. Come già sapevo anche la discesa diventa altrettanto faticosa! Ho i quadricipiti che fumano!!
Nonostante i 900 metri di dislivello raggiungiamo velocemente di nuovo il rifugio Mantova e per quanto il tempo inizi ad essere più instabile decidiamo di fermarci un attimo per riprenderci. Siamo tutti troppo stremati (o per lo mene parlo per me…). Ho bisogno di reidratarmi, di mangiare qualcosa e soprattutto di scaldarmi. Dentro ordino un te caldo e una fetta di torta anche se faccio fatica sia a mangiare che a bere.
Dal rifugista impariamo che sulla vetta davano una temperatura di -19/-20 gradi!!!!!E per forza non ci si scaldava!!!!!
Sono ridotta ai minimi termini, mi sento la febbre, sono BOLLITA. Quando poi ci metto 5 minuti per riuscire a rinfilarmi uno scarpone, inizio a chiedermi come farò a scendere da li.
Ci sono ancora quasi 1800 metri di dislivello in discesa da fare…..AIUTOOOOO!!!!!
Quella tappa sarà però salvavita!!!!!Non perdiamo troppo tempo per non raffreddarci i muscoli e quando usciamo sta nevicando.
Iniziando a scendere la temperatura finalmente si fa più umana! Siamo ancora sotto zero, ma a noi sembra caldo.
La neve è abbastanza facile io al di là di ogni mia aspettativa mi riprendo e mi godo una lunga discesa fantastica!!!!!
Provo a fare anche un ripido canalino con neve valangata dove Marco e Michi scendono in men che non si dica,mentre io ci metto un po, con un paio di belle cadute anche che vanno a dare il colpo di grazia alle mie costole e al mio braccio già doloranti…ma di questo me ne renderò conto dopo quando i miei muscoletti si raffredderanno….
Superato il canalino iniziamo a seguire una traccia diversa da quella dell’andata, passiamo per uno splendido sentiero innevato a mezzacosta il paesaggio è ancora selvaggio e mozzafiato fino a che non raggiungiamo le piste.
Ci lasciamo alle spalle tutta la fatica e come cinque bimbi felici ci divertiamo a scendere prendendo velocità fin che neve ce lo permette!!!!
E’ fatta!!!!Arrivati al sentiero ci fermiamo per cavarci gli sci e metterceli in spalla. Siamo stremati, ma la nostra felicità ci riempie di gioia!
Io e Marco ci giriamo un ultima volta per vedere cosa ci lasciamo alle spalle….”prossimo we ci riposiamo vero?”
“Come no, ho già voglia di bici!!!!!”
Qui ci sono le poche foto che ho fatto io...quel che rimane dell' "impresa"
...e qui le foto del primo giorno di marco e foto del secondo fatte da Marco. Sono decisamente più delle mie...io si e no che "ne avevo" da badar li!!!!!:-)



  

giovedì 31 gennaio 2013

Un Natale da nomadi

E' da un po' che trascuro il blog e in due mesi di cose ne sono successe davvero tante. Ci vuole tempo per riuscire a fare tutto, anche per fermarsi pensare e riusciure a riordinare le idee.Mi ci voleva giusto una brutta influenza per questo. Sono stata quattro giorni con la febbre alta e la tosse e ora che inizio a stare un pochino meglio e che anche l'appetito sta tornando trovo un po' il tempo per me.
Partiamo subito a raccontare direttamente dalle vacanze di natale...Come sempre tante idee nessun programma e un po' di mete obbligate ci segneranno la strada da percorrere.
E' il 21 dicembre venerdì ultimo giorno di lavoro per me e Anny poi ci aspettano due settimane di vacanza.
Appena arriviamo a casa iniziamo ad essere super operativi come al solito. Ogniuno di noi ha dei compiti ben precisi anche se non ce lo siamo mai detti. Dopo aver preparato tutta la mia roba da neve da bici da montagna mi metto ai fornelli a preparare un po' di scorta da portarci via mentre Anny inizia a caricare il nostro super mezzo con bici sci e tutta l'attrezzatura possibile immaginabile "perchè non si sa mai...". In un paio d'ore siamo pronti per partire per la nostra prima tappa. Direzione  Lama di Mocogno dove l'associazione "ad emissione zero" http://www.montecantiere.com/ ci aspetta insieme ad altre associazioni per premiare quei gruppi che durante il corso dell'anno hanno promosso in qualche modo lo sport e il contatto della natura nel suo rispetto valorizzandone il territorio. Noi come MFTT abbimo l'onore di essere tra i gruppi e le persone premiate. Passiamo una bellissima serata a guardare foto e filmati montati dal nostro amico Andrea Bassi vincitore del frignano film festival, tra i must dell'escursionismo. Durante le premiazioni si sprecano applausi e sorrisi ma c'è un momento anche particolarmente toccante, in cui il silenzio e le lacrime trattenute sono più rumorose degli applausi. E' il momento in cui il padre e la moglie di Corrado Testi (yuppareppa) si alzano per andare a ritirare il suo riconoscimento. In quel momento, anche se uno stupido incidente ce l'ha portato via, la sua presenza è più forte che mai e ogniuno di noi a modo suo riesce a sentirla.
Finite le premiazioni mentre gli altri si apprestano ad andare a mangiare tutti insieme, per noi putroppo è arrivato il momento di andare. E' tardi ma noi dobbiamo attraversare l'appennino perchè abbiamo un altro appuntamento a cui non possimo mancare! Ci aspettano a Perugia per un grande raduno in mtb per il ritorno del nostro amico Enrico dopo un anno che è andato a vivere in Nuova Zelanda!
Dopo tante, ma tante curve arriviamo finalmente a Perugia di notte. Attraversiamo la città e prendiamo verso la periferia. Alle 2 di notte arriviamo in un casolare completamente sperduto in mezzo ai boschi. Riconosciamo dalla foto essere il punto di partenza indicato per il raduno. Parcheggiamo il mezzo, accendiamo il riscaldamendo e aspettando che il cane fuori dal furgone la smetta di abbaiare ci prepariamo per la notte.
La mattina abbiamo tutto il tempo di fare le cose con calma. Siamo già pronti quando cominciano un po' alla spicciolata ad arrivare tutti. Baci abbracci strette di mano, ritrovi tra vecchi amici e nuovi conoscenti. Piano piano arrivano tutti. Anche Stex e Marco con cui Anny ha un legame particolare per aver vissuto avventure indimenticabili, e il più spettaccolare di tutti Paolone che della serie "cosa non si fa per una pedalata con gli amici" arriva dopo essersi sparato 60 km con la macchina aperta decapottabile e la bici caricata nel sedile di fianco!FANTASTICO!!!!
Paolone's Car & Bike
Tra baci e abbracci però il tempo passa e non si vede ancora arrivare il festeggiato. Qualche mal pensante inizia a dire che Stex abbia tramato tutto questo per raccogliere un po' di grana e fuggire....poi ci arrivano le voci che sta arrivando in bici ma che ha già forato.!!!!!Finalmente dopo un po' lo vediamo arrivare in sella alla sua bici.
La sua faccia nel vedere tutti noi credo che sia stata indescrivibile!!!Un emozione e una gioia così grande da riuscire a trasmettercela quasi a diventare palpabile!!!!Getta la bici per terra e non si trattiene tra abbracci e grida di gioia. Credo che reincontrare i tuoi amici dopo un anno che non li vedi in un contesto così sia davvero un emozione unica indescrivibile, che forse nemmeno le foto riescono a renderne grazie!!!
Becchiamo una giornata veramente splendida che sembra quasi primaverile in cui facciamo una bellissima pedalata guidata da "Aborigeno" . Ci divertiamo un sacco e parliamo molto con Enrico che ci racconta della sua esperienza in Nuova Zelanda. Il giro finisce proprio nel casolare da cui eravamo partiti dove ci aspetta una bella mangiata in compagnia e tanti brindisi...
Per alcuni di noi le chiacchiere non si esauriscono a tavola. Dopo la mangiata quandio tutti iniziano ad andarsene Stex ci porta a vedere la casa che sta mettendo a aposto dove presto antrdà a vivere. Siamo io Anny Paolone Enrico e Maco. E' buio, e come se fosse una sera d'estate ci mettiamo a parlare sul terrazzo della casa che Stex ci ha appena fatto vedere. Sogni, riflessioni, progetti futuri e passati mentre un cielo stellato splende su di noi e le chiaccchiere ci distraggono dal freddo.
giro mtb colli perugia e qui le foto della "Malbata" natalizia.
  

Sci Apinistica al monte Bove

Lasciamo gli amici per rimetterci in viaggio d'accordo con Stex e Daniele (passolento) per ritrovarci il giorno dopo alle piane di castelluccio e partire per una sciaplinistica sul monte Vettore. Durante la strada ci fermiamo a visitare norcia. Un piccolo borgo che trasuda di storia ed arte una delle tante bellezze tutte italiane..
Poi ci rimettiamo in viaggio e andiamo verso Castelluccio. E' buio, stiamo attraversando tutta la piana innevata. Da lontano si riconoscono le luci arroccate di Castelluccio di Norcia e di Visso come se fossero un presepe. Tutta la piana è completamente deserta. Troviamo un posto giù di strada che per la notte si trasfrmerà in casa nostra. Dormiamo sotto un meraviglioso cielo stellato. La mattina il risveglio è da film: non siamo nel montana o in canada. Siamo semplicemente in umbria alle piane di castelluccio....e non sono da meno di altri posti al mondo. L'alba è incantevole, il cielo rosa sopra la piana completamente innevata, solo neve con il suo silenzio e il nulla.

Una telefonata di Stex ci risveglia dall'incanto cambio di programma si va al monte bove perchè c'è più neve.Ovviamente non abbiamo problemi. Rimettiamo la nostra casa in versione "mezzo" e ripartiamo in direzione monte Bove.
Ci ritroviamo con gli altri a Frontignano dove c'è un rifugio da cui partiamo in mezzo al bosco con gli sci. Oltre a Stex e a Passolonto siamo in un bel gruppone. avanzando nel bosco arriviamo nella vallata sotto alla cima del monte Bove. Anche oggi è una giornata di sole splendida! Lentamente saliamo fino alla cima senza incontrare quasi nessuno a parte un'altro sci alpinista che si sta già godendo la discesa e che è con due cani bianchi pelesissimi e sofficiosi. un saluto, due carezze ai cani e via che la vetta ci aspetta!!!!Per fare l'ultimo tratto dobbiamo mettere i rampant per via della pendenza e del ghiaccio.Dalla cima la vista è mozzafiato, il cielo è così terso che si possono vedere tutte le vette attorno a noi.E' il momento di tirare via le pelli e iniziare la discesa. Tutti partono. Tranne io. Dovrei scendere per una lingua (larga ma pur sempre una lingua) di neve che finisce alla mia sinistra con un bel precipizio. Rimango li un bel po' incerta sul dafarsi mentre Anny da sotto mi sprona in tutti i modi. Ho paura ancora non sento di avere il controllo degli sci e dopo un po', per non fare aspettare troppo gli altri, non ostante le insistenze di Anny desisto e me li tolgo per fare il primo pezzettino a piedi. Quando finalmente la discesa si allarga rimetto gli sci e in qualche modo con il mio stile fantozziano scendo!Ci fermiamo un po' più su rispetto a prima, all'inizio del bosco. Da li ripelliamo e ricominciamo a salire dal lato opposto della vallata. Facciamo un lungo traverso che ci porterà a scendere dall'altro lato del monte. Ci ritogliamo di nuovo le pelli. Tutti mi rassicurano che c'è solo un traverso da passare poi una bella discesa ripida ma larga....e così è. Tutti partono, Anny rimane con me. Inizio ad avere le prime difficoltà già dal traverso. L'esposizione, per di più su di un mezzo di cui non ho ancora il controllo, mi da da fare! Vado avanti goffamente e a fatica grazie a Anny che mi sta vicino e cerca di spronarmi. Poi decido di provare ad attraversarlo cavandomi gli sci, ma è una pessima idea in quanto le gambe mi si piantano in mezzo alla neve e allora tribolo come una matta a rimettermeli. In qualche modo arriviamo alla fine del traverso e li bisognerebbe iniziare a scendere. La pendenza è da nera e io ho un bel blocco!!!!!Non so dove e come muovermi non so davvero da dove partire. Tutte le mie discese in pista mi sembra che non abbiano niente a che vedere con quella situazione. Anny continua a spronarmi fino ad incazzarsi con un  bel "Adesso scendi da li o siamo nella merda!!!!" Preso atto di ciò inizio a muovermi!!!!!Tra un cascone e l'altro inizio a fare delle curve....sto scendendo caxxo!!!!!!!La pista è bella larga e la neve è soffice realizzo che non è che mi possa succedere chissà che cosa. Se non fosse per un cazzo di pino che improvvisamente sembra spostarsi nella mia direzione!!!!!!Il tempoo solo di sentire Anny che mi dice "noooooo!!!!" e BOM!!!!!!mi ritrovo abbracciata al pino con un mucchietto di neve che dai rami mi cade sulla testa!!!!!Bhe forse proprio quello che ci voleva per sciogliere la tensione e lasciarsi andare in una bella risata liberatoria!!!!!La discesa prosegue arrivando su una pista battuta. Li riesco ad avere di più il controllo e ad arrivare fino al rifugio più tranquilla. 
Con gli altri faccio dell'ironia, ma quando siamo giù mi aspetto che ci diano degli incoscenti (a me per essere andata e ad Anny per avermici portoto) invece rimango sorpresa dai complimenti che tutti mi fanno per il mio coraggio!!!!!
Non ho passato certo dei bei momenti quando non sapevo come muovermi, ma quello che mi dicono anche gli altri mi fanno capire che in realtà non ero in pericolo e sono davvaro di incoraggiamento per andare avanti! e ancora una volta devo ringraziare Anny, per la sua caparbibietà nel, come dico io, cercare di "ammazzarmi"!!!!!In realtà lui sa quanto me quello che voglio, e quando cedo io, ci pensa lui a farmi riprendere!
Stex deve scappare per andare a Canazei con la famiglia mentre noi ci fermiamo con Passolento ed atri ragazzi a farci una birra al rifugio.
Si chiacchiera si mangia e si beve...e si gettano le basi per altre avventure.
Noi iniziamo ad aver bisogno di una scrostata....ancora non abbiamo deciso la direzione ma anche la scialpinistica al Bove è fatta e ora via per una nuova avventura.