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"vivi una vita in cui ti riconosci"Tiziano Terzani

domenica 7 maggio 2017

Marocco Bike Tour

Un viaggio meraviglioso e incredibile, in cui non sono importanti i Km, il dislivello, le salite e le discese fatte. La bici è mezzo che ci fa vivere il viaggio completamente immersi in una natura spettacolare che cambia scenario in continuazione. Un grazie davvero di cuore a chi ci ha aiutato a realizzrlo: a Fabio, che ha passato serate intere a studiare la traccia portandoci in posti completamente al di fuori delle mete turistiche e ad Hassan il nostro accompagnatore berbero grazie al quale abbiamo potuto comunicare con le persone del posto e immergerci ancora di più in un mondo imparagonabile al nostro.
Qualche scatto di Fez la più antica delle città imperiali, che ci introduce nella nostra nuova dimensione.


l'antichissima conceria di Fez






Giorno uno: Ksar Timnay (20 km da Midelt) Tounfite /80 km x 1600


Lasciamo Fez e dopo un lungo trasferimento in macchina in cui saliamo decisamente di quota per arrivare sull’alto atlante, ci fermiamo a Kzar Timnay da dove inizieremo a pedalare. Posto turistico, ultime birre…

Il prima.......



La prima tappa prevede 80 km per circa n1500 d+  e in questa distanza il paesaggio cambierà più volte. Dopo un lungo trasferimento su di un altopiano che passa attraverso i paesini, ci addentriamo in un ambiente sempre più selvaggio. Arriviamo all’interno delle gole del cirque de Jaffar, un imponente canyon che attraversiamo con il naso per aria seguiti da Hassan che per riuscire a passare fa dei numeri da circo!






 
Risaliti dalle gole il paesaggio cambia di nuovo le montagne sono alberate ma brulle, intorno a noi la natura la fa da sovrana. Il cielo sopra di noi è nuvolo e inizia ad arrivarci qualche goccia. Tramite Hassan veniamo ospitati in una capanna berbera. Ci sono solo donne e bambini, gli uomini, immagino, saranno fuori al pascolo. Veniamo accolti con ampi sorrisi nella loro “casa” che ha solo due stanze e ci fanno accomodare per terra sui loro tappeti. Ci accendono una piccola stufetta a legna che rende subito l’ambiente super confortevole all’interno di quelle grosse mura fatte di paglia e fango, ci preparano il the, e una frittata con del pane facendo di tutto, nonostante la barriera della lingua, per farci sentire a nostro agio. Una delle bimbe con cui mi metto un po’ a scherzare, mi viene in braccio e non mi molla più per tutto il tempo. Quando ce ne andiamo la Dani le lascia il portafortuna che aveva attaccato allo zaino, un piccolo peluche, che la bimba continua a tenerselo fra le mani e a baciarlo! Rimontiamo in sella alle bici mentre Hassan pensa a lasciargli una piccola ricompensa.






Facciamo gli ultimi kilometri sotto una fine pioggerellina arrivando fino al villaggio di Tounfite. Sulle montagne che sovrastano il paesino ci sono ancora lunghe lingue di neve. Fa freddo! All’arrivo veniamo a sapere che saremo ospiti nella casa della zia di Hassan. I ragazzi si preparano per andare a lavarsi nell’hammam pubblico del paese, esperienza che noi ragazze invece non possiamo fare per una questione di orari. La nostra doccia sarà una piccola stanzina, con una stufetta a legna che scalda l’acqua e l’ambiente, con in mezzo una turca (con dentro una bottiglia), una bacinella e una ciotola per prendere l’acqua e versarsela addosso.

La prima sera impareremo da subito anche che qui non c’è fretta per la cena…..il primo di uno dei tanti tajin, con pane e the….



Giorno due: Tounfite- Anergui


Ci svegliamo con le vette che guardano il paesino ricoperte di neve, ma sotto un bel sole. Salutiamo e ringraziamo la zia di Hassan che ci ha ospitato e lasciamo Tounfite mentre i ragazzi del paese vanno a scuola.





  La tappa di oggi, apparentemente semplice, prevede anche un trasferimento con la macchina e una discesa free raid. Anche oggi il paesaggio cambia ancora. Facciamo quasi 70 km tra dolci colline, campi verdi di frumento macchiati dal rosso dei papaveri.


 Carbonaie



 Nei pressi di Tizi N' Isly carichiamo tutte le bici sul tetto della macchina di Hassan, che nel frattempo ha già trovato un altro “autista” che ci carica tutti sul suo furgone. Facciamo un lungo tratto in macchina passando attraverso delle gole meravigliose e salendo su di un altopiano. Dopo una lunga salita ( con la macchina) ci fermiamo ad ammirare i granai di Aoujgal. 

Dopo qualche scatto ripartiamo in macchina. I prossimi km saranno un incognita in quanto Hassan dice di aver percorso quel tratto anni fa e di non ricordarselo bene. La gente del posto (perplessa) ci dice che ci vorranno almeno tre ora per uscire da lì. Sono circa le sei e mezza del pomeriggio….ripartiamo.
Difficile descrivere il posto in cui ci troviamo, una immensa piana desertica rocciosa e ondulata. La carraia che si srotola sotto alle ruote del nostro mezzo diventa sempre più insidiosa. Hassan con il 4x4 davanti a noi passa a fatica molti tratti, noi dietro con il furgone facciamo l’impossibile. Il sole sta calando lasciandoci nel nulla in mezzo ad un bellissimo tramonto. All’arrivo del buio iniziamo a preoccuparci. Si segue una pista molto vaga, passiamo a fatica diversi tratti con un fango che fa effetto sabbie mobili! Finchè il furgone non ce la fa e l’autista è costretto a prendere una deviazione fra le rocce. Per rientrare sulla pista bisogna legare il 4x4 e noi dobbiamo andare dietro a spingere.

 Passiamo, incredibilmente. Le insidie però non non sono finite. Mentre Hassan riesce ad andare avanti con il 4x4 noi dobbiamo tornare e scendere per spingere. La “pista” è un cumulo di rocce che dobbiamo spostare per riuscire a far passare il furgone. Noi siamo a piedi per alleggerirlo e per cercare, dove possibile, di muovere le rocce per farci passare le gomme. Il fascio di luce dei fari della macchina illumina qualcosa di piccolo e argenteo che si muove veloce tra le rocce. Uno scorpione con la coda per aria sulla difensiva passa e rinasconde velocemente tra i sassi. Passiamo anche questo tratto.  Per un po’ la pista sembra migliorare. Ci fermiamo un attimo per far prendere fiato all’autista e sciogliere un po’ la tensione.  Scendiamo dalla macchina e il cielo stellato sopra di noi ci lascia a bocca aperta facendoci sentire infinitamente minuscoli nell’universo. Qualche passo più in là accanto a noi il nostro autista si accende una sigaretta e la aspira senza dire una parola in due tiri!
Risaliamo sulle macchine e ripartiamo in mezzo alle rocce. Andiamo a passo d’uomo con il furgone che ondeggia come una barca in mezzo al mare in tempesta. In effetti sono ormai più di tre ore che siamo in mezzo al nulla! Ad un certo punto mi giro, e guardando fuori dal finestrino alla mia destra distinguo delle luci…sono macchine! E’ una strada! Finalmente siamo fuori pericolo, ce l’abbiamo fatta!!!!! La tensione piano piano si scioglie, ma ci metteremo ancora un po’ prima di arrivare alla nostra gite de tape quasi alle 11, in mezzo al nulla. Al nostro arrivo brindisi ( con le birre prese da Fez viste per la prima e ultima volta). Ci aspettano due camerate, materassi per terra, un caldo Hammam e l’immancabile tajin!


Giorno 3: Anergui- gole dell’Assif Melloul- Cathedral di Amsfrane – Zaouiat Ahensal (Kashba)



Partiamo circondati dalle montagne. Nella prima parte di questa tappa Hassan non potrà seguirci perché faremo 35 km in mezzo a delle gole di un fiume, e l’ultima volta che Fabio era passato di qua, aveva dovuto percorrere lunghi tratti nell'acqua. In realtà ci accorgeremo che le condizioni sono migliorate a tal punto che ora ci possono passare anche i fuori strada. L’ambiente in mezzo alle gole è mozzafiato!!!!!Sono 35 km di sali scendi scorevolissimi, se non fosse che ad un certo punto un ramo si mette deve non deve e spacca il forcellino della bici di Anny! L’unica bici di cui non abbiamo il forcellino di riserva perché la bici con la quale sarebbe dovuto venire si è crepata prima della partenza e ha dovuto farsela prestare!!!! Conosco bene Anny e sono tranquilla. Infatti dopo un’ ora di lavoro, tante fascette, cacciavite, smartellate con i sassi, riesce a farci stare il forcellino della bici di Gianluca e si riparte! 









Prima di uscire dalle gole ci si ferma in una ansa del fiume per tuffarci nelle sue acque!



Usciti dalle gole decidiamo poi di non fermarci e di attaccare la lunga salita che ci aspetta oggi.
Si passa ad un paesaggio quasi alpino. Dopo un po’ di salita ci troviamo davanti a noi l’imponente Cathedral di Amsfrane, una conformazione rocciosa che ricorda un po’ la nostra tofana di rozes!!!
Arrivati al passo, quando iniziamo a scendere il paesaggio davanti a noi cambia ulteriormente. Distese di campi verdi, coltivati e villaggetti di paglia e fango color ocra, animali al pascolo e campi solcati dal vomere tirato dall’asinello. Qui uomini e animali se la devono sudare davvero la pagnotta! Imbocchiamo un single track fra le case che con saliscendi che ci porta nell’imbrunire, fino al villaggio di Zaouiat Ahensal. Li dovremo fare un ultimo sforzo di 50 metri per raggiungere la kasbah  arroccata sotto cui dormiremo. Sembra di essere in una piccola perla incastonata nelle montagne! Ci aspetta una doccia quasi calda, il solito tajin e ottimo the alla menta!

Giorno 4 Zouiat Ahensal-  El Fugani-Tagreft  65 km x 1000 d+



La tappa in programma per oggi fa paura: Prevede 75 km per 2200 d+

Nonostante tutto ci si sveglia con molta calma e si va particolarmente a rilento anche rispetto agli altri giorni. Ci sono bici da sistemare, la colazione che non è pronta, la visita alla casbha da fare e tutti i bagagli e le bici da caricare sulla macchina perché prima dobbiamo fare un tranfert con la macchina per arrivare ad un passo. Ovviamente vale la pena la visita alla Kasbah. Le qasba sono sorta di fortezze costruite a partire dal 600 con una tecnica di paglia e fango chiamata pisè, che in realtà rende le costruzioni molto robuste per questo si sono conservate così a lungo nel tempo.



 



 Saliamo in macchina che sono quasi le 10, e come se non bastasse lungo il tragitto ci fermiamo a scattare foto e a far fumare l’autista. Sarebbe tutto ok…..se la tappa di oggi prevedesse il riposo!!!!Invece no!!!Arriviamo finalmente al passo  a quota 2760 m. C’è un sole splendido, ma la quota si sente e fa freddo. Ci bardiamo ben bene per affrontare la lunghissima discesa. In realtà perdiamo quota molto lentamente, iniziamo ad attraversare paesini che sembra che conoscano di più il turismo rispetto a quelli che abbiamo passato fino ad ora. Attraversiamo una lunga valle dellAit Bougmez detta “valle della felicità” . Ci sono molti tappeti fatti a mano esposti in vendita sulle rocce, vediamo donne al fiume che li battono per lavarli. Scene di altri tempi. Anny buca la ruota dietro ed è costretto a fermarsi per aggiustarla. La cosa diventa un po’ più complicata per la questione del forcellino di fortuna. Noi proseguiamo e dopo forse tre ore che scendiamo e pedaliamo sul piano arriviamo all’attacco della prima salita che dovrebbe portarci sul primo dei due passi che dovremmo attraversare oggi.  Inizia un interminabile salita. E’ tardi, non c’è la spinta e lo spirito sapendo tutto quello che ancora manca. Fabio e Anny sono rimasti indietro per la gomma forata, io e Dani andiamo a rilento, gli altri sono avanti. Hassan ci raggiunge per dirci che ci cerca un passaggio in macchina. La strada è trafficata da diversi mezzi perché pare che la stiano asfaltando, non ci mette molto a trovare un furgoncino che uno alla volta ci carica tutti!!!!

Intanto Hassan è andato a recuperare Anny e Fabio, e sul passo, a Tizi Ait Imi  a quota 2905 m sotto le vette innevate del M’goun che ci guarda dall’alto, ci ricompattiamo tutti. Li, come se non avessimo un altro passo da fare, ci fermiamo a mangiare con tutta calma. Poi iniziamo una lunga discesa nella verde e bellissima vallata del M’Goun. Arrivati giù al fiume, facciamo un briefing: che fare?è tardi, e se ci mettessimo di buona lena avremo ancora 4 ore da pedalare per finire la tappa. Non si arriverebbe prima delle 9 di sera. Hassan ci dice che a una quarantina di minuti da li  c’è una gite de tape in valle, che lui conosce.  Ragionevolmente decidiamo di fermarci.  I 40 minuti diventano circa un ora e mezza facendo una bellissima deviazione fra i villaggi che tra single track e sentierini ci porta dove Hassan ci sta aspettando con la macchina. Siamo finalmente arrivati alla gite de tape…..basta attraversare il fiume senza ponte!!!!Niente paura!ci carichiamo le bici in spalla e passiamo sopra ad un tronco che ci porta dall’altra parte!!!Ai nostri bagagli ci penserà un asinello! Veniamo accolti con l’immancabile the alla menta e le noccioline! Siamo in mezzo alla foresta ai piedi di una montagna.  La poca corrente disponibile è data da un generatore. Le nostre stanze con coperte e materassi per terra sono ben isolate dagli spessi muri di fango e paglia e profumate dal legno di cedro di cui sono fatte i soffitti. Anche stasera avremo una doccia calda, e un tajin particolarmente buono. Non tutti riusciamo a caricare i nostri telefoni…..Per fortuna Gianluca si!



 
Giorno 5 Tagreft- valle del M’Goun passo El Fugani Gole Ameskar

Oggi, nonostante il fiume da attraversare e le valigie da caricare sull’asinello, riusciamo finalmente a partire presto. Ci aspetta una lunghissima salita per arrivare dopo circa 1000 md+ al Passo Tizi al fougani a 3009 di quota!!!Siamo felicissimi, l’ambiente è ancora una volta spettacolare, ci abbracciamo e tiriamo fuori la maglietta del viaggio e la bandiera berbera per fare una foto.





Ora, da qui ci sono due possibilità per scendere: proseguire sulla pista, o provare una traccia free raid che Fabio aveva trovato prima di partire su wikiloc. Quando arriviamo all’attacco del sentiero siamo tutti un po’ perplessi. Il primo a decidersi a partire con traccia alla mano è Gianluca che vediamo scomparire nella vallata per poi riapparire come un piccolo puntino sulla riva della vallata opposta. Poi partono Fabio e Anny. Anche loro li vediamo scomparire e riapparire nella vallata opposta grandi come due puntini. Solo che anziché prendere la stessa traccia di Gianluca li vediamo scendere lungo il letto del fiume. Io dani Chiara e Obi, rimaniamo ancora li per un po’, poi decidiamo di prendere la pista magari stando attenti di vedere se si trova qualche taglio carino da fare. Io personalmente sono molto perplessa e preferisco la pista, mentre loro si buttano all’avventura su un sentiero che Hassan dice di aver fatto a piedi (chiedendo conferma a dei pastori). Dopo qualche curva mi fermo per controllare se vedo i miei compagni di viaggio sparpagliati sulla montagna e li vedo arrivare tre da una parte e due dall’altra con la bici a mano! Finalmente ci ricompattiamo…..manca solo Gianluca che intuiamo che arrivi alla fine della discesa lungo il letto del fiume, ma quando ci arriviamo lui non c’è. Chiediamo un po’ alla gente del villaggio, ma nessuno ha visto passare qualcuno in bicicletta. Iniziamo a preoccuparci. Intanto attorno a noi iniziano arrivare dei bambini. Finalmente riceviamo un messaggio sulla nostra chat del cellulare. E’ lui, sta bene, ma è fuori traccia!!!!!Meno male che la sera prima era riuscito a ricaricare il telefono!!!!!<Con l’aiuto della tecnologia, messaggi, cellulare e gps riusciamo ad individuare la posizione, a capire dov’è e ad indicargli il modo per tornare. >Passa almeno un ora e mezza prima che lo si riveda sbucare fra i ciotoli del letto del fiume. Un ora e mezza in cui diventiamo l’attrazione principale di tutti i meravigliosi bimbi del villaggio che facendoci sciogliere la tensione ci aiutano a far volare via il tempo, tra scherzi, giochi, e ampi sorrisi!!!Quegli stessi sorrisi che accoglieranno Gianluca al suo arrivo, stremato, stanco, affamato….e desolato!





 
Tempo di farlo riprendere un attimo e ci rimettiamo in sella decidendo di variare un po’ anche la traccia di oggi facendo un transfert con la macchina per non arrivare con il buio. Ci dirigiamo verso le bellissime gole di Amekcar che attraversiamo con diversi saliscendi.


 Fino ad arrivare al villaggio di  Bou Thrarar. Di li pedaliamo ancora un po’ poi carichiamo tutte le bici per attraversare la meravigliosa valle del Dades…peccato non averla pedalata, ma siamo già al tramonto, e forse per quello sembra ancora più magica. Arriviamo con il buio in un paesino della valle. Veniamo accolti in uno splendido alberghetto in stile riad con tutti i confort! Che meraviglia la doccia e il letto!!!!!
 Stasera niente tajin…..ci vengono portati un antipastino, un insalata con formaggio, e altre nuove bontà per il nostro palato….non chè due bottiglie di vino che ci costeranno 4 volte più di quello che paghiamo la stanza per dormire……qui gli alcolici non sono proprio cosa!!!!!Mentre io sono sono in bagno la maggioranza vota per una variante per l’indomani……


Giorno 6  Gole del dades (vista) - Baumalne - deserto del sagro passo Tizi'n tazazert(2283) discesa a bab n'ali

95 km x 1400

Lasciamo il nostro riad di buon ora e ci mettiamo a pedalare in salita su asfalto verso un albergo riad che dall’alto domina la vallata del dades. Dopo circa una mezz’ora 40 minuti, lo raggiungiamo. Ci fermiamo a scattare un po’ di foto, poi mi dicono che dobbiamo ritornare indietro…….Variante decisa mentre ero in bagno, solo per scattare due foto nel posto più turistico che abbiamo visto di tutto il viaggio!!!!Va bhe..


Ridiscendiamo sui nostri passi e iniziamo a pedalare in mezzo a paesini. Qui sembra che siano più abituati ai turisti.
 

Ad un certo punto lasciamo la zona abitata e iniziamo ad addentrarci in un immenso pianoro desertico. Ci lasciamo la civiltà dietro di noi, davanti, all’orizzonte montagne, in mezzo il nulla! In lointananza vediamo qualcosa di grosso che muovendosi alza polvere. Non capiamo, bene cosa sia, ma zummando con gli obbiettivi delle macchine fotografiche ci togliamo ogni dubbio...


 Purtroppo passiamo anche per una zona piena di rifiuti probabilmente trasportati dal vento. Le montagne verso le quali pedaliamo sembrano sempre li, ma in realtà ci mettiamo ore prima di raggiungerle.


Finalmente ci immettiamo in una valle prima di iniziare la lunga salita. Facciamo una pausa per mangiare qualcosa, poi ripartiamo attaccando la lunga e meravigliosa salita. Arrivati in quota ci sembra sempre che il passo sia dietro la prossima curva, invece le curve diventano davvero tante prima di raggiungere il passo Tizi'n Tazazert quota 2283!!! La stanchezza inizia a farsi sentire arrivo su cantando in lingue strane….



Al passo ci aspetta una spece di rifugetto dove ci sono ad accoglierci una donna, un uomo, e un cagnolino che si scioglie letteralmente con le nostre carezze. Ci prendiamo una pausa per berci un buon te alla mente e un paio di coca ammirando il panorama. Fa freschino, la quota si fa sentire. Iniziamo a scendere mentre il sole inizia a calare. L’orario perfetto!!!! Il panorama che si apre davanti a noi è spettacolare, siamo nell’anticamera del deserto. Montagne rocciose e poche piante.

Avvolti da una luce meravigliosa, arriviamo dopo quasi due ore in una sorta di riad in mezzo al nulla sullo sfondo di due giganteschi “mammelloni” di roccia chiamati bab n’ali. 





Ci accoglie una famiglia berbera, padre madre e due bimbe meravigliose. Stanze spartane, materassi per terra, ma ben riparati dietro alle spesse mura di paglia e fango. Ci aspetta una doccia bollente, tanto tajin, riso, e spiedini. Mangiamo fuori sotto una tenta bebera, sotto ad un cielo incantevole con la via lattea che ben si distingue su di noi. 

Spaghettata??!!!!
 
Giorno 7 bab n’ali – N’cob 34 km x 500 d+


Oggi ci aspetta una tappa corta defaticante……ma bellissima!!!! Partiamo infatti con tutta calma, Hassan non potrà starci dietro con la macchina perché ci addentreremo fra sentieri delle montagne.






Andiamo verso i due mammelloni Bab N’Ali, e quando li raggiungiamo non possiamo non perderci fra foto e filmati! Il cielo di un azzurro incredibile contrasta con i colori rossastri della terra, il sole splende su di noi, ma il caldo non da fastidio, è un clima secco, piacevolissimo! Facciamo scorrere le ruote felici come dei bambini sui primi single track che troviamo nel nostro viaggio. Continuiamo a pedalare su di un altopiano desertico, ormai siamo sulle montagne del sagro. Il colore rossiccio della terra è macchiato ogni tanto da verdi palmeti. Nel primo pomeriggio raggiungiamo un bellissimo albergo riad, nel paesino di N'Kob. Anche questa volta con tutti i confort piscina compresa. Vi troviamo un altro gruppo di pedalatori austriaci. Stasera cena a bordo piscina sotto la tenda berbera.


Giorno 8 N'Kob tranfert Tizi’n Tichca


Ultimo giorno…. Ci svegliamo con calma perché in teoria oggi dovremmo fare solo un trasferimento con la macchina per salire in quota per poi buttarci in un’ infinita discesa verso la piana di Marrakech. Dal passo di Tizi’n Tichca dove arriviamo con la macchina prendiamo subito un sentiero che lascia la strada alle nostre spalle e si addentra nelle montagne. Dopo un breve tratto di discesa molto sconnessa iniziamo un po’ di salita.  Ormai non vediamo più la strada che abbiamo lasciato alle nostre spalle e siamo immersi in mezzo alle montagne in un ambiente che ci ricorda quello nostro alpino.



 Dopo un po’ che pedaliamo finalmente vediamo spuntare fra le nuvole, il colosso roccioso del Tubkal, che con i suoi 4167 metri di altezza è la montagna più alta del Marocco. Dopo circa un oretta che pedaliamo arriviamo in un villaggio in quota dove vediamo un campo da calcio nel quale si sta svolgendo un partita mista. Molliamo le bici per fare un invasione di campo e metterci a giocare con loro. Purtroppo la partita non finisce nel migliore dei modi. Fabio corre sull’ala sinistra del campo per fare un azione in scivolata, becca dell’erba bagnata e vola a terra con una schienata clamorosa. Gli corriamo incontro pensando che stia ridendo, invece la scena che ci troviamo davanti è preoccupante.  Disteso a terra in una pozza d’acqua, senza il respiro dalla botta. Allontaniamo tutti i bambini che gli si sono fatti intorno per vedere per farlo respirare. Anche noi siamo con il fiato sospeso, in attesa di un cenno da parte sua, che per fortuna dopo un interminabile minuto arriva. “non sei mai stato bravo he giocare a calcio!?” La voce di Anny interrompe il silenzio e scioglie la tensione.  Fortunatamente Fabio riesce ad alzarsi, si mette le cose asciutte che ha, mi prendo il suo zaino e salutando con la coda tra le gambe ripartiamo…..Marocco uno, Italia zero!!!!! Arrivati al primo paesino in cui passa una strada chiamiamo Hassan. Fabio e Obbi prendono una strada asfaltata per cercare di raggiungerlo più velocemente. Noi, guidati da Anny ripartiamo sotto l’occhio minaccioso del Tubkal che nel frattempo si è ricoperto di nuvole. Ci aspetteranno tratti di discesa molto esposta, guadi di fiume, risalite….insomma non sarà un banale l’ultima tappa del nostro viaggio!!! Alla fine dopo 31 km e 460 d+ per niente semplici ci ricompattiamo nel paesino di Tighdouine ritrovando anche Fabio Obbi e Assan. Un mix di sentimenti ci avvolge!!!Siamo stanchi, felici, e tristi nello stesso tempo per essere arrivati ai titoli di coda del nostro viaggio! Dalle facce dell’ultimo scatto al nostro arrivo trapela tutto!!!!

E ora via si caricano le bici e si va verso Marrakech. Ci aspetterà una lunga giornata per impacchettare tutto e visitare la medina, ma questo è un capitolo secondario…..il viaggio finisce qua!

Nb: Premetto che per fare un viaggio di questo tipo bisogna avere un grosso senso dell'adattamento. Gli standard non sono nemmeno lontanamente europei, l'acqua calda e l'elettricità sono un optional, il mangiare è quello che hanno (ma con amore). Sicuramente non è adatto a chi vuole arrivare a sera e stendersi in un bel letto e ad aver tutti i confort. Ma le bellezze del territorio ripagano ampiamente queste piccole mancanze!!! Detto questo, chi fosse interessato a organizzare un viaggio così, con o senza bici (anche facendo trecking) Hassan è sempre disponibile e pronto a tutto e si prenderà curà di voi!!!!Lo si può contattare nel suo profilo Fb come Hassan Amazigh.
Parla spagnolo e itagnolo!!!:-) 

Altra persona fondamentale per questo viaggio è Stato Fabio Nofferini, che in Marocco c'è già stato....bho, 6/7/8 volte??Insomma, un sacco di volte!!!!Ed è stato lui che ha passato le nottati insonni a studiare la nostra meravigliosa ruta!!!Sempre disponibile per qualsiasi consiglio anche lui lo travate su Fb!!!












martedì 30 agosto 2016

Assalto al Cusna


Partenza da Civago e su per la lunga forestale che porta a lama lite. Da lì inizia la prima parte della nostra cavalcata sul crinale che ci porta prima al passone poi tra spingismo e spallismo riusciamo a portare la nostra bici fino alla vetta del Cusna!
Ci godiamo il magnifico panorama dalla testa del gigante per poi buttarci giù in picchiata fino a Febbio. Li ci rifocilliamo per bene, per poi prendere la seggiovia fino a Febbio 2000 e tornare in quota. Da lì inizia la seconda parte della nostra magnifica cavalcata del crinale passando di nuovo per il passone superando la piella,poi il balestra e fino al Ravino. Di lì una lunga "discesa"con in mezzo tanta salita, un susseguirsi di saliscendi in mezzo al bosco ci riporta di nuovo a Civago dove abbiamo lasciato la nostra macchina! Fantastici compagni d'avventura la miss (Alessandra Marchesini) e Manuel Caiti!!!! Più.....special guest neanche a farlo apposta l'amico sembola che incontrato per caso ci ha accompagnato per un tratto!!!!










domenica 11 maggio 2014

Ritorno in pietra

Gran bel giretto oggi in quel del reggiano dalle fonti di poiano in quel della pietra....Ad un bivio la decisione di prendere un sentiero piuttosto che un altro ci ha fatto incontrare questo povero capriolo terrorizzato con le corna incastrate nella rete di un recinto....Favolosi Paolo Stefano Fratti e Anny che hanno preso in mano la situazione salvando il cucciolo....che soddisfazione vederlo correre via!!!!!!!!!:-)

Qui la Traccia del giro!

lunedì 21 aprile 2014

Triatlon alla Pietra

Sempre di corsa (in tutti i sensi) faccio sempre più fatica a stare dietro al blog e ad aggiornarlo... In questo lungo we piovoso di Pasqua approfitto per riordinare un po' di tracce e di foto e per preparare la roba per il viaggio imminente in Sicilia. Nell'unico dei tre giorni di sole del we riusciamo a godercela passando una splendida giornata alla pietra di bismantova sfruttando tutto quello che la mitica pietra ci può offrire: Bike arrampicata (riesumando le scarpette dopo 8 anni...)birra e chiacchiere! Per il giro in bici siamo partiti alle foci di Poiano e saliti per asfalto fino al borghetto di Sologno. Può essere l'atmosfera pasquale, ma mi piace di più pensare che sia questione che i reggiani siano davvero "friendly", infatti veniamo salutati da tutti quelli che incontriamo. Una signora che ci vede dalla finestra di casa fare le foto si affaccia per indicarci altri punti belli da fotografare... Partiamo per la prima discesa sperando di trovare poco bagnato...iniziamo a scendere su una carraia fangosissima dove sembra che ad ogni metro le ruote aumentino di peso e di centimetri. Poi inizia un godurioso single track che si fa sempre più tecnico e per fortuna non troppo bagnato. Io, ancora troppo timorosa, volo clamorosamente dopo che la ruota davanti si impunta su una roccia. Mi rialzo incredula e soddifatta per essere finalmente riuscita a cadere bene: ho staccato le mani dal manubrio (cosa che non faccio mai) e fatto una "semi ruota" per poi ritrovarmi in piedi affianco alla bici.....Oplà!!!!! Mi rialzo e riparto che mi ride anche il C....!!!!!Anny con il panzer non lo vedo più...gli si è chiusa la vena!!! Arrivati in fodo alla discesa riprendiamo a salire su strada con qualche piccola variante fra i campi per raggiungere la pietra.Dopo una lunga salita finalmente ci arriviamo di fianco e iniziamo a salire per il sentierino che via via si fa sempre più ripido. Provo testardamente di fare qualche pezzetto in sella, ma il terreno bagnato non aiuta e alla fine mi rassegno spesso a spingere. Non esiste una vetta sulla pietra, semplicemente ci arriviamo sopra.
Ci godiamo il panorama soddisfatti giusto il tempo di uno scatto e un pacchetto di crecker per poi iniziare la discesa. Primo pezzo mortal combat ci portiamo la bici a mano. Incrociamo diverse persone che ci guardano un po' stranite. Uno si complimenta dicendo "E' tanto che vengo alla pietra ma non ho mai visto nessuno scendere da qua...anche io vado in bici, ma non mi sognerei mai di fare sto pezzo...." prontamente gli rispondo che ci sono diversi livelli per andare in bici.....il nostro è il livello "demenza!!" Proseguendo per la discesa arriviamo dritti dritti al "rifugio della pietra". Li la bici frena da sola.Non c'è verso di andare avanti se non si prende prima una birra.
Mentre stiamo trincando allegramente sento la voce del Cocco che mi chiama dall'alto! Minchia sono quasi le tre ora in cui ci aspettava e siamo ancora li!!!!!! Ingurgitiamo birra focaccia salata e formaggio e li andiamo a mischiare tutti insieme nella goduriosa discesa che passa per Maro. Nel primo tratto faccio un altro bel cappottone, ma mi rialzo sempre ridendo...passiamo di fianco a una coppietta che sta prendendo il sole sul prato e che ci guarda come se fossimo due ufo...in effetti.... Arrivati alla macchina ci cambiamo carichiamo le bici e torniamo su alla pietra dove raggiungiamo Cocco che è appeso ad una parete. Rimaniamo un po' a guardare poi passano Albi e Vera un saluto e via a srotolare la corda con loro. Totalmente arrugginata cerco di fare quel che posso mentre Anny se la cava ancora bene!!!! Ancora qualche tiro con Cocco, poi verso le 19 la sete si fa tanta e torniamo al rifugio seguiti dopo poco anche da Albi e Vera.
Arrivano le nove che neanche ce ne accorgiamo!!!!! Bellissima giornata in quel della pietra!!!!E finalmente si sono rimesse le scarpette!!!:-)

martedì 1 aprile 2014

Quasi Cima Cece (Lagorai-val di fiemme)


Sono rimasta un po' indietro con i racconti delle mie avventure con gli sci, ma quale miglior occasione di recuperare quando si è a casa con l'influenza!!!
Allora vado indietro di un paio di settimane perchè cima cece (o quasi) è una di quelle gite che va raccontata.
Si prospettava un bellissimo we di sole e Pella era partito con l'idea di andare a fare cima d'asta, o cima cece in alternativa. Vado a leggere le relazioni delle due ski alp...bella cima d'asta, ma un po' troppo mortal combat ancora per le mie capacità!!Quindi vai si decide per cima cece. Sulla relazione leggo un tranquillo 1400 di dislivello, ci stà. "Peccato" che quest'anno sia venuta tanta di quella neve che anzichè portare la macchina fino a quota 1300 come dovrebbe essere stato, non arriviamo nemmeno a quota 1000!!!Parcheggiamo proprio davanti ad un bar ristorante con veranda...perfetto per concludere in bellezza. Ma intanto io Anny Pella Gianlu e Alle Carlo e Leo partiamo iniziando a fare strisciare gli sci sulla luuuuuunga stradina forestale che molto lentamente inizia a salire verso il bosco.
Ad un certo punto il bosco lascia posto ad una grande piana innevata. In fondo alla piana si vede il rifugio dal quale saremmo dovuti partire.
 Abbiamo fatto solo 500 metri di dislivello e tanta strada......c'è ancora tanto da salire!
Dopo la piana le pendenze iniziao a farsi più decise.Dobbiamo sceglire bene la traccia, anche se la neve sembra ben assestata. Passeremo con  cautela due muri molto ripidi.
Il giro è molto lungo e la quota un po' si fa sentire...
Arriviamo all'anti vetta esausti, ma la giornata è davvero di quelle perfette, con il sole e senza un filo di vento. Ci godiamo la nostra meta anche se Anny fa il pensiero di arrivare alla vetta....troppo esposta...desiste.
Splendida la discesa fino alla forestale dove mi metto in modalità spazzaneve per un tratto che mi sembra di 200 km arrivando alla macchina con le gambe BRUCIATE!!!!
Per chiudere in bellezza una birra sulla veranda del bar finchè il sole non ci saluta!
Splendida giornata!!!
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martedì 25 marzo 2014

Treno per casa

Questa mi hanno consigliato di raccontarla.....in effetti si tratta di un luuuuuuungo viaggio attraverso l'Emilia!!!

Venerdì pomeriggio ore 15. Finalmente finisce la mia settimana lavorativa!!!!!!E' una bella giornata e non vedo l'ora di essere a casa. Esco dal lavoro monto sulla mia bici e di volata arrivo in stazione per prendere il solito treno linea Ancona Piacenza.  Butto l'occhio sul tabellone leggo solo l'orario e corro al solito binario. Mi lancio sul treno come sempre di corsa tutta sudata e trafelata. ("-ma quanta gente che c'è oggi") finalmente trovo un posto libero mi siedo, come sempre tiro fuori il mio libro apro leggo due pagine e mi addormento. Nel sentire il treno che rallenta apro gli occhi, guardo fuori dal finestrino e leggo: San Pietro in Casale. Mi giro e rivolgendomi al tipo seduto davanti a me escamo "ma dove cazzo va sto treno????" e quello con un bell'accento marcatamente ferrarese : "Oi, a Ferrara!" ......Cazzo!!!!!!Mi accorgo di un po' di facce divertite attorno a me, Fanculo penso!
Inizio a cercare il modo più semplice e veloce per arrivare a Modena che sarebbe tornare indietro e prendere (il solito) treno bologna Modena, ma oggi non è giornata infatti la linea è appena stata soppressa causa grave incidente ferroviario.
Ormai che ci sono arrivo a Ferrara e da li vedo...
Arrivata in stazione scendo e inizio a guardarmi attorno. C'è un autobus fermo nel piazzale davanti e approfitto per andare a chiedere all'autista che mi dice che c'è una corriera che va diretta a Modena che parte alle 16:22. Ringrazio guardo l'ora 16:10!!!!!Inizio a sgaggiarmi per capire dove prendere sta corriera e il biglietto. Arrivo di corsa alla stazione degli autobus passo davanti alla ragazza che abitava sopra da me quando stavo a Cento, lei distoglie un attimo lo sguardo dal libro che sta leggendo poi riconoscendomi alza la testa e mi guarda con occhi sgranati!!! "Ciao, dove caxxo si fanno i biglietti qui!!!!!"Lei mi indica con il dito corro verso la biglietteria e intanto incrocio un altro ragazzo delle mie parti con cui avevo fatto il corso di alpinismo che saluto frettolosamente.
Alla biglietteria automatica riesco a fare il biglietto in fretta e furia e finalmente con calma riesco a tornare in dietro per salutare i mie due amici che si chiedono cosa stessi facendo a Ferrara. Spiego loro la gaffe e intanto arriva la corriera.
Almeno me la passo in chiacchiere fino a Cento!
Ferrara Modena in corriera è luuuuuuunga davvero lunghissima!!!!Ci metto quasi due ore.
Finalmente alle 18 passate arrivo a Modena. Passo la fermata della stazione ma un tipo mi dice che il capolinea è solo 200 metri più avanti. Va bene, tanto ormai....
Finalmente scendo dalla corriera faccio due passi vado su un aiuola e metto il piede su una m......giornatona direi!!!!Inizio a camminare per raggiungere la stazione dei treni dove ho parcheggiato la macchina. Cammino, cammio, cammino cammino......devo aver sbagliato qualcosa alttro che 200 metri!!!!Ma io Modena non la conosco proprio, meglio chiedere. Fermo una tipa che mi risponde in Inglese......è uno scherzo dai su smettiamola!!!!!!Mi fermo a chedere in un edicola e quello mi dice che sono totalmente fuori zona....ma cosa cazzo mi sono persa!!!????Mi viene da ridere perchè sto ritorno dal lavoro sta diventando un viaggione altro chè!!!Dopo un infinito giro turistico in quel di Modena alle 19 passate riesco a raggiungere la stazione e ad arrivare finalmente alla macchina.
Verso le 20 finalmente riescco a varcare la soglia di casa!!!!Una birrona gigante me la merito tutta!!!!!!Che fatica tornare dal lavoro oggi!!!!