domenica 26 febbraio 2012
Bellamonte sci!
E' inutile per fare scialpinismo bisogna prima di tutto imparare a sciare!E per imparare tocca fare anche i cricetini sulla pista. Oggi approfittando del viaggio organizzato dal negozio di bici Colli di Carpi (Mo). Io e la Fede che abbiamo la stessa malsana idea di iniziare a fare scialpinismo (tutte e due senza saper sciare) ci siamo svegliate all'alba (per non dire notte fonda) per raggiungere con l'autobus la meta di Bellamonte. E' un centro turistico invernale rinomato grazie agli impianti di risalita e alle piste del vicinissimo comprensorio sciistico Bellamonte Alpe di Lusia ed all' anello per lo sci di fondo. Le sue piste assolate larcghissime e non troppo difficili sono il posto ideale per imparare a muovere i primi passi sulla neve il tutto incorniciato dalla spendida vista sulle pale di san martino e la catena del lagorai.
La vista dolomiti è una garanzia, io e la Fede iniziamo a risalire con gli impianti e a buttarci nelle discese. Ne facciamo qualcuna insieme e un po' per conto nostro anche a sciare come correre e/o andare in bici ogniuno deve tenere i suoi ritmi. Poi ci si ritrova sempre all'inizio dell'impianto. Mano a mano che facciamo discese riusciamo a scioglierci e a prendere sempre più confidenza. Ci prendiamo sempre più gusto a fare discese, ma dopo un po' mentre ci troviamo sedute sulla panchina di una baita a riposarci guardando il modo passarci davanti conveniamo che ne io nè lei centriamo niente con il tipo di ambiante. La nostra idea della montagna si sposa con l'idea della fatica della conquista e del...."wild".....li sembra più essere ad una sfilata di moda che altro....neeeeee!!!!!Dobbiamo imparare infretta a fare fuoripista!!!!!Rimaniamo con gli sci ai piedi fino quasi le 16. Fino a quando nel fare l'ultima discesa sento che le gambe iniziano ad essere scollegate dal cervello....la mente cede, la concentrazione mi lascia....è ora di fermarsi!
Ci ritroveremo al parcheggio dall'autobus dove gli organizzatori già ci aspettavano con una stavolata all'aperto con birra e piadine a nastro! Stanche ma soddisfatte delle nostre performance torniamo poi a casa con gambe frolle e animo appagato.....anche questa è fatta! A scendere abbiamo imparato....ora dovremmo imparare a sciare!!!!! Poche foto giusto per testimoniare il notro passaggio e il nostro impegno!
Etichette:
bellamonte alpe lusia sci
Ubicazione:
38037 Predazzo TN, Italia
venerdì 3 febbraio 2012
scialpinistica alle piane di Mocogno
Nevica!!!!E ne viene tanta che il centro dove lavoro chiude per tre giorni. Il primo giorno, mi prende un po' alla sprovvista e comunque con tutte le cose che ho da fare in prossimità del trasloco mi limito ad andare a fare una passeggiatona di un paio d'ore sotto la nevicata fra le viuzze in campagna. Continua a nevicare, nevica tutto il giorno, tutta la notte. Alle 6:30 del mattino quando mi suona la sveglia sta ancora nevicando. Prendo un caffè mi vesto ed esco a liberare la macchina dalla neve. Poi parto per l'appennino!!!!Ci vuole una dose di insanità mentale forse mettersi alla guida nella bassa e fare due ore di macchina sotto la neve con la gente che impazzisce al volante per raggiungere la mia amata montagna!!!!Arrivo a prendere Anny carichiamo zaini sci e scaponi in macchina, passiamo a prendere Spalla e il suo cane Roccia e ci mettiamo in marcia verso le piane di Mocogno.
Per strada non c'è quasi nessuno, e nei boschi ci siamo solo noi. Ci sono 50/60 cm di neve buoni. Sci e pelli ai piedi ci mettiamo a salire verso la cima del monte cantiere
Roccia zampetta davanti a noi sparendo ognitanto sotto la neve e non sta mai ferme, noi invece ci fermiamo spesso a fare foto e a godere della magia della natura ricoperta di neve.
Per strada non c'è quasi nessuno, e nei boschi ci siamo solo noi. Ci sono 50/60 cm di neve buoni. Sci e pelli ai piedi ci mettiamo a salire verso la cima del monte cantiere
Roccia zampetta davanti a noi sparendo ognitanto sotto la neve e non sta mai ferme, noi invece ci fermiamo spesso a fare foto e a godere della magia della natura ricoperta di neve.
Arrivati in cima ci fermiamo per levare le pelli. Il freddo si fa sentire, siamo sicuramente qualche grado sotto lo zero e le mani ci si congelano subito.
Pronti per la discesa.....io non so sciare!!!!Anny e spalla si buttano io mi lascio andare, ma la neve è così tanta e soffice che mi devo spingere per riuscire a scendere!!!Non c'è pericolo per la velocità e se cado non posso farmi male!!!!
Sicuramente mi distinguo per lo stile!!!!In qualche modo riesco a scendere. Ruzzolare nella neve ha un suo perchè, e ci divertiamo come matti tanto da scordarci del freddo. Ce ne accorgiamo però quando dobbiamo rifermarci per riattaccare le pelli e tornare a salire. Stare fermi due minuti ci congeliamo anche il midollo e anche a risalire facciamo fatica a scaldarci!!!!.
Raggiunta di nuovo la vetta di monte Cantiere (da un altra parte) siamo pronti a rivestirci togliere le pelli e buttarci nella discesta. Questa volta Anny e spalla decidono di abbandonarmi al mio destino staccandosi ogni tanto per tagliare in mezzo agli alberi, io scendo piantata nella neve in compagnia di roccia. pronto a "soccorrermi" ogni volta che stramazzo a terra.
Ogni tanto ci si ribecca sulla carraia innevata. Continuiamo a scendere fino ad arrivare sotto al campanile con gli sci!
Anche sta volta sono sopravvisuta.....Roccia stremato si mette a dormire in macchina e noi finiamo la giornata con tappa al bar per scaldarci.....
Ore 9:35 gli sono già in macchina. Pronta a ripartire!!!!
domenica 22 gennaio 2012
Val Fiscalina tre cime di Lavaredo
Ormai è diventata una piacevole consuetudine festeggiare a Gennaio il comleanno di Silvia e Gessica. Con loro non ho condiviso solo le fatiche in corsia e gare per qualche anno, ma anche tante tante birrette post allenameto, e tante chiacchiere in spogliatoio.Anche se ora non nuotiamo più insieme ogni pretesto è sempre buono per ritrovarsi, se poi lo sfondo di questi nostri ritrovi sono le montagne allora è ancora più bello!!!Siamo una quindicina a raggiungere il rifugio Fondovalle in val fiscalina nello splendido scenario delle dolomiti. Passiamo il primo giorno a gironzolare nelle vicinanze del rifugio e a fare palle di neve in compagnia, poi parte rientra a godersi il calduccio al chiuso, mentre io e Anny stiamo in giro fino a che non cala il sole e facciamo rientro con il buio giusto per l'ora di cena.
Il mattino dopo sveglia presto colazione e partenza!Ci siamo solo io Anny e Daniele, il resto della ciurma è un po' scoraggiato dai 900 metri di dislivello e preferisce passarsela pù easy. Ci mettiamo tre orette buone a salire al rifugio Locatelli (chiuso) ma lo spettacolo che ci si ripropone davanti ne vale tutta, ma tutta la fatica (e anche il gelone di Danni). Lo scenario delle tre cime di Lavaredo è mozzafiato!Non c'è Patagonia che tenga e forse nè le parole o le foto gli rendono grazia. Le foto si sprecano!Dani sparisce dentro il bivacco, non avendo le ghette le calze gli si sono bagnate e i piedi sono ghiacciati. Gli presto un paio di scaldotti che fortunatamente avevo dietro. Questa "svista" gli costerà un dito nero a causa di un gelone, ma da vero grande non si lamenterà per tutto il tempo. Nello scendere iniziamo ad incrociare un po' di gente salire anche con gli sci per arrivare fino al sasso della croce e ributtarsi giù in dicesa con tutta l'invidia da parte di Anny.....
Riusciamo ad arrivare al rifugio che è ancora abbastanza presto per rilassarsi un po' prima di ripartire per la bassa!
Qui le foto!!!
sabato 14 gennaio 2012
Los amorosos (Sabien)
Los amorosos callan.
El amor es el silencio más fino,
el más tembloroso, el más insoportable.
Los amorosos buscan,
los amorosos son los que abandonan,
son los que cambian, los que olvidan.
Su corazón les dice que nunca han de encontrar,
no encuentran, buscan.
Los amorosos andan como locos
porque están solos, solos, solos,
entregándose, dándose a cada rato,
llorando porque no salvan al amor.
Les preocupa el amor. Los amorosos
viven al día, no pueden hacer más, no saben.
Siempre se estan yendo,
siempre, hacia alguna parte.
Esperan,
no esperan nada, pero esperan.
Saben que nunca han de encontrar.
El amor es la prórroga perpetua,
siempre el paso siguiente, el otro, el otro.
Los amorosos son los insaciables,
los que siempre- ¡ que bueno !- han de estar solos.
Los amorosos son la hidra del cuento.
Tienen serpientes en lugar de brazos.
Las venas del cuello se les hinchan
también como serpientes para asfixiarlos.
Los amorosos no pueden dormir
porque si se duermen se los comen los gusanos.
En la obscuridad abren los ojos
y les cae en ellos el espanto.
Encuentran alacranes bajo la sábana
y su cama flota como sobre un lago.
Los amorosos son locos, sólo locos,
sin Dios y sin diablo.
Los amorosos salen de sus cuevas
temblorosos, hambrientos,
a cazar fantasmas.
Se ríen de las gentes que lo saben todo,
de las que aman a perpetuidad, verídicamente,
de las que creen en el amor como una lámpara de inagotable aceite.
Los amorosos juegan a coger el agua,
a tatuar el humo, a no irse.
Juegan el largo, el triste juego del amor.
Nadie ha de resignarse.
Dicen que nadie ha de resignarse.
Los amorosos se avergüenzan de toda conformación.
Vacíos, pero vacíos de una a otra costilla,
la muerte les fermenta detrás de los ojos,
y ellos caminan, lloran hasta la madrugada
en que trenes y gallos se despiden dolorosamente.
Les llega a veces un olor a tierra recién nacida,
a mujeres que duermen con la mano en el sexo, complacidas,
a arroyos de agua tierna y a cocinas.
Los amorosos se ponen a cantar entre labios
una canción no aprendida,
y se van llorando, llorando,
la hermosa vida.
Jaime Sabines.
Da un ritaglio di un giornale di tanti anni fa quando vagavo per l'america latina. E' semplicemente stupenda..mi ci rispecchiavo e ancora adesso......
El amor es el silencio más fino,
el más tembloroso, el más insoportable.
Los amorosos buscan,
los amorosos son los que abandonan,
son los que cambian, los que olvidan.
Su corazón les dice que nunca han de encontrar,
no encuentran, buscan.
Los amorosos andan como locos
porque están solos, solos, solos,
entregándose, dándose a cada rato,
llorando porque no salvan al amor.
Les preocupa el amor. Los amorosos
viven al día, no pueden hacer más, no saben.
Siempre se estan yendo,
siempre, hacia alguna parte.
Esperan,
no esperan nada, pero esperan.
Saben que nunca han de encontrar.
El amor es la prórroga perpetua,
siempre el paso siguiente, el otro, el otro.
Los amorosos son los insaciables,
los que siempre- ¡ que bueno !- han de estar solos.
Los amorosos son la hidra del cuento.
Tienen serpientes en lugar de brazos.
Las venas del cuello se les hinchan
también como serpientes para asfixiarlos.
Los amorosos no pueden dormir
porque si se duermen se los comen los gusanos.
En la obscuridad abren los ojos
y les cae en ellos el espanto.
Encuentran alacranes bajo la sábana
y su cama flota como sobre un lago.
Los amorosos son locos, sólo locos,
sin Dios y sin diablo.
Los amorosos salen de sus cuevas
temblorosos, hambrientos,
a cazar fantasmas.
Se ríen de las gentes que lo saben todo,
de las que aman a perpetuidad, verídicamente,
de las que creen en el amor como una lámpara de inagotable aceite.
Los amorosos juegan a coger el agua,
a tatuar el humo, a no irse.
Juegan el largo, el triste juego del amor.
Nadie ha de resignarse.
Dicen que nadie ha de resignarse.
Los amorosos se avergüenzan de toda conformación.
Vacíos, pero vacíos de una a otra costilla,
la muerte les fermenta detrás de los ojos,
y ellos caminan, lloran hasta la madrugada
en que trenes y gallos se despiden dolorosamente.
Les llega a veces un olor a tierra recién nacida,
a mujeres que duermen con la mano en el sexo, complacidas,
a arroyos de agua tierna y a cocinas.
Los amorosos se ponen a cantar entre labios
una canción no aprendida,
y se van llorando, llorando,
la hermosa vida.
Jaime Sabines.
Da un ritaglio di un giornale di tanti anni fa quando vagavo per l'america latina. E' semplicemente stupenda..mi ci rispecchiavo e ancora adesso......
domenica 8 gennaio 2012
Tre cime monte Bondone
Bellissimo giro ieri sulle tre cime del monte Bondone. Lasciamo la bassa in una quindicina dopo aver risposto alla proposta di tele tubbie super ash. Partiamo come per fare una tranquilla ciaspolata tra amici dal parcheggio del centro fondo viote. Ci lasciamo alle spalle le piste dello sci di fondo per seguire il sentiero che sale su per il bosco che sale sulla neve fino a uscire dagli alberi mano a mano che si avvicina alla cresta. La neve non è tantissima e ogni tanto le ciaspole sfregano sulla terra ghiacciata. E' freddo, ma è una splendida giornata di sole.Arriviamo tutti fino alla prima cresta il panorama è meraviglioso, davanti a noi la catena del brenta e il lagorai. Da qui il sentiero inizia a farsi un po' più impegnativo, una parte di noi si cava le ciaspole per mettersi i ramponi e tirare fuori la picozza, l'altra parte del gruppo invece decide di proseguire per una via più semplice. Io Anny Pelle Dave Gianluca ed Emy partiamo per fare il primo traverso innevato. La neve è buona ma ci vuole il massimo dell'attenzione su dove mettere i piedi:da li se si scivola finiamo direttamente in fondo alla val d'adige e non è il caso. Dopo il traverso ricevo la chiamata di Mirella che mi avverte che anche Brigo ci sta raggiungendo. Emi invece guarda un po' la situazione e decide di tornare indietro. Ricompattato il gruppo partiamo verso la prima cima del cornetto inventandoci l'itinerario perchè i segni del sentiero sono ricoperti dalla neve. Saliamo a zig zag su di un versante molto ripido cercando di piantare bene le punte dei ramponi fino a raggiungere la prima vetta.
Non sappiamo se riusciremo a fare tutte e tre le cime, dipenderà da quello che ci troveremo davanti, ma scatta una sorta di tacito accordo tra di noi per cui senza nemmeno chiedercelo proseguiamo scendendo dal cornetto per incamminarci verso il crinale che ci porterà sul Dos D'Abramo.
Niente di particolarmente difficile ma come sempre il massimo della concentrazione per non sbagliare a mettere i piedi. Dopo il crinale attraversiamo un tratto dove il verde dei mughi che sbuca fa contrasto con il bianco della neve per poi salire su di un percorso attrezzato dove Pelle deve scavare un po tra la neve per trovare il cavo d'acciaio. Da li si intravede già la seconda croce alla quale arriviamo per primi io e Pelle. Arrivata sotto la croce mi accorgo che c'è una corda che penzola e in cima all'estremità della corda una campanella. Dopo tante vette la mia prima campanella!!!!!!!Il pensiero va a quella che c'è in cima al campanile di val montanaia che tanti anni fa mi ero ripromessa che un giorno l'avrei suonata.
Suno la campana felicissima e stra emozionata per essere li mentre uno ad uno arrivano anche tutti gli altri. Poi trovo il libro di vetta dedico e firmo per tutti.
Il tempo di scattare qualche foto e ripartiamo per cercare di chiudere il giro prima che la sera ci sorprenda anche se oltre alle frontali c'è una splendida luna che già veglia su di noi.
Scesi dal col D'Abramo ci avviamo verso l'ultima cima. questa volta ci aspetta un tratto davvero impegnativo. Dobbiamo riscendere un po' per arrivare su di un altro crinale, ma per farlo dobbiamo calarci in un canale facendo una ferrata ghiacciata a scendere. Meglio imbragarsi.....abbiamo solo due imbraghi e siamo in cinque. E' ora di tirare fuori moschettoni e cordini e vedere un po' come fare. Pelle da bravo istruttore cai sfoggia il suo sapere e con qualche nodo riesce a fare una sorta di imbrago anche per Brigo.
Sfruttiamo tutto quello che abbiamo, ma lui e Gianlu rimangono senza niente. Male che vada scatta la calata in doppia... Partiamo io ed Anny. Respiri profondi e nervi saldi imrago o no c'è solo una regala in ferrata: NON CADERE! E non cadiamo!!!!!
Non sappiamo se riusciremo a fare tutte e tre le cime, dipenderà da quello che ci troveremo davanti, ma scatta una sorta di tacito accordo tra di noi per cui senza nemmeno chiedercelo proseguiamo scendendo dal cornetto per incamminarci verso il crinale che ci porterà sul Dos D'Abramo.
Niente di particolarmente difficile ma come sempre il massimo della concentrazione per non sbagliare a mettere i piedi. Dopo il crinale attraversiamo un tratto dove il verde dei mughi che sbuca fa contrasto con il bianco della neve per poi salire su di un percorso attrezzato dove Pelle deve scavare un po tra la neve per trovare il cavo d'acciaio. Da li si intravede già la seconda croce alla quale arriviamo per primi io e Pelle. Arrivata sotto la croce mi accorgo che c'è una corda che penzola e in cima all'estremità della corda una campanella. Dopo tante vette la mia prima campanella!!!!!!!Il pensiero va a quella che c'è in cima al campanile di val montanaia che tanti anni fa mi ero ripromessa che un giorno l'avrei suonata.
Suno la campana felicissima e stra emozionata per essere li mentre uno ad uno arrivano anche tutti gli altri. Poi trovo il libro di vetta dedico e firmo per tutti.
Il tempo di scattare qualche foto e ripartiamo per cercare di chiudere il giro prima che la sera ci sorprenda anche se oltre alle frontali c'è una splendida luna che già veglia su di noi.
Scesi dal col D'Abramo ci avviamo verso l'ultima cima. questa volta ci aspetta un tratto davvero impegnativo. Dobbiamo riscendere un po' per arrivare su di un altro crinale, ma per farlo dobbiamo calarci in un canale facendo una ferrata ghiacciata a scendere. Meglio imbragarsi.....abbiamo solo due imbraghi e siamo in cinque. E' ora di tirare fuori moschettoni e cordini e vedere un po' come fare. Pelle da bravo istruttore cai sfoggia il suo sapere e con qualche nodo riesce a fare una sorta di imbrago anche per Brigo.
Sfruttiamo tutto quello che abbiamo, ma lui e Gianlu rimangono senza niente. Male che vada scatta la calata in doppia... Partiamo io ed Anny. Respiri profondi e nervi saldi imrago o no c'è solo una regala in ferrata: NON CADERE! E non cadiamo!!!!!
Arrivati tutti giù sciogliamo la tensione con abbracci e pacche sulla spalla. Siamo davvero stati tutti bravi e non era scontato non farsi prendere dal panico visto che qualcuno di noi non aveva nemmeno mai fatto una ferrata!!!(vero gianlu???!!!!) Anche questa è fatta la terza cima ci aspetta!
L'ultimo tratto di crinale è davvero spettacolare. L'azzuro del cielo, il bianco della neve il rosso della terra e il verde dei mughi sono i colori che lo caratterizzano. In poco tempo riusciamo ad "attaccare" anche l'ultima cima! Siamo felicissimi, e cosa strana come nelle due cime precedenti anche stavolta il vento si calma e riusciamo a goderci il panorama scattare qualche foto e godere anche un po' dell'ultimo sole. Sono seduta sull'erba e proprio mentre dico "strano che non ci abbia ancora chiamato nessuno" il telefono squilla!!!!!!E' la Mirella: "ma siete voi quei cinque puntini sulla vetta????"
Incredibile!!!!!Ci alziamo tutti in piedi e salutiamo alzando le braccia!!!!CI SIAMOOOOOOOO!!!!!!!! Eccome se ci siamo!!!!!!!
Per non tardare troppo riprendiamo la discesa per tornare alla base. Scendiamo dalla cima e ci incamminiamo entrando di nuovo dentro il bosco. Una lunga passeggiata nel calare del sole ci riporta verso le piste di fondo.
La luce del sole lascia spazio al chiarore della luna. La splendida giornata alpinistica sta volgendo al termine. Ci ricongiungiamo con il resto del gruppo di cui parte è già in partenza per finire attarno ad un tavolo a raccontarcela!
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mercoledì 4 gennaio 2012
Monte viglio picozza ramponi e scuola di Arva
Arriviamo a Campo Staffi con la speranza di trovare un po' di neve perrimettere gli sci ai piedi, ma l'erbetta che sbuca tra il bianco ci fa subito capire che è il caso di trovare l'alternativa. Decidiamo così di mettere nello zaino picozza e ramponi e partire verso la vetta di monte Viglio seguendo l'itinerario di uno splendido giro ad anello. Tra i Simbruini e gli Erici ci sono i Cantari, e monte Viglio non si sa bene a quale catena faccia parte....comunque si trova li in mezzo ed è la vetta più alta della zona. Anche oggi la giornata è splendida e partiamo a camminare in una comoda carraia innevata in mezzo al bosco con il sole che fa capolino in mezzo agli alberi. Ad un cero punto arriviamo ad un bivio dove entrambe le direzione ci indicano il monte dove vogliamo arrivare con gli stessi tempi di percorrenza. Scegliamo di mantenerci sulla destra ossia sul lato in ombra preferendo lasciarci il lato esposto al sole per il ritorno. Impariamo poi che se avessimo scelto l'altra via sarebbe stata un po' duretta! Continuando a salire sul sentiero iniziamo ad uscire dal bosco. Gli alberi si fanno sempre più radi fino a che il panorama non si apre completamente davanti a noi!Un altro bellissimo regalo del appennino! Continuiamo a salire arrivando fin su una cresta. e dopo un po' che andiamo avanti decidiamo di metterci i ramponoi per essere più sicuri.
Arriviamo fino a cima Cantori e da li iniziamo a fare due calcoli con i tempi di rientro. Come sempre abbiamo anche le frontali con noi, ma preferiamo tornare con calma. Il nostro gps ci segnalerebbe un sentiero da prendere per scendere dal crinale, ma dalla parte che dobbiamo andare è tutto ricoperto da neve e ghiaccio e il sentiero non si vede. Comunque non possiamo sbagliare, la direzione è quella: giù con i ramponi sul versante completamente all'ombra....giù su una lastra completamente ghiacciata!
Riscendiamo fino a tornare nel bosco fra gli alberi eriprendiamo a camminare su di una neve soffice. Decidiamo disfruttare un angolo di sole per mettere qualcosa sotto ai denti e per fare un po' di scuola d'arva che io devo imparare ad usare. Ma il sole dura poco e per fortuna non ci metto tanto a ritrovare l'arva!Se non ci si muove tanto all'obra è veramente freddo, quindi riprendiamo la nostra discesa fino ad arrivare al bivio che avevamo incontrato all'inizio prima della salita e riprendendo la carraia in poco tempo arriviamo alla macchina. Altra fantastica giornata che dai monti si conclude con una visita al paesello di filettino che sembra un presepe e con un buon bicchiere di vino davanti ad un falò! Qui le foto
traccia
la mia prima scialpinistica
L'ultima e unica volta che avevo messo gli sci ai piedi risale a quando andaia fare la settimana bianca all'agraria....all'epoca avevo 17 anni, per cui è passato un po' di tempo!Da tre anni mi era tornata la voglia di riprovare, ma vuoi per un motivo, o per un'altro non ero mai riuscita a rimettermi gli sci ai piedi. Quest'anno che oltre che adessere più convinta che mai avrei anche l'opportunità di avere un buon maestro (e soprattutto paziente....)Non c'è neve!!!! Nonostante tutto stavolta ha vinto la mia testardaggine. 26 dicembre sono in Ciociaria con Anny le montagne sono li fuori che ci aspettano siamo tra gli ernici e i simbuini, vette che arrivano a sfiorare i 2000. Solo le cime sono innevate. Gli sci sono in macchina e io non vedo l'ora di provarli. Decidiamo di andare a Campocatino vicino a Filettino dove ci sono gli impianti da sci. E' una splendida giornata di sole e l'aria ghiacciata sembra quasi rarefatta. Arrivati agli impianti veniamo sorpresi da un fortissimo vento (sembrava quasi che soffiasse solo li..) che trasporta la neve e che fa percepire la temperatura ancora più bassa di quello che è. Parcheggiamo, ma mentre anny è poco convinto di scendere dalla macchina viste le condizioni meteo io non prendo neanche lontanamente in considerazione il fatto di venire via da li! E per fortuna!!!Riusciamo a trovare un paio di canaloni con un po' di neve dove il vento è un po' più tranquillo e dove posso iniziare ad imparare un po' le tecniche di avanzamento e di salita. A parte il vento c'è un sole bellissimo e attorno a noi il panorama è stupendo e si vedono solo cime innevate.Ancora una volta la bellezza dell'appennino mi incanta! Riesco a provare anche qualche piccola discesa non troppo pendente. Con il mio eccesso di zelo riesco a fare non so come, delle curve strettissime meravigliando anche Anny...Tra salite discese e cadute il tempo vola e ci accorgiamo che il sole sta quasi per calare..
La splendida giornata sciistica si conclude davanti ad una bella birra al rifugio!
Ormai è fatta!!!!!Lo sci mi ha conquistata!E io non vedo l'ora di riprovare a mettermi gli sci ai piedi!!!!
qui foto
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