Los amorosos callan.
El amor es el silencio más fino,
el más tembloroso, el más insoportable.
Los amorosos buscan,
los amorosos son los que abandonan,
son los que cambian, los que olvidan.
Su corazón les dice que nunca han de encontrar,
no encuentran, buscan.
Los amorosos andan como locos
porque están solos, solos, solos,
entregándose, dándose a cada rato,
llorando porque no salvan al amor.
Les preocupa el amor. Los amorosos
viven al día, no pueden hacer más, no saben.
Siempre se estan yendo,
siempre, hacia alguna parte.
Esperan,
no esperan nada, pero esperan.
Saben que nunca han de encontrar.
El amor es la prórroga perpetua,
siempre el paso siguiente, el otro, el otro.
Los amorosos son los insaciables,
los que siempre- ¡ que bueno !- han de estar solos.
Los amorosos son la hidra del cuento.
Tienen serpientes en lugar de brazos.
Las venas del cuello se les hinchan
también como serpientes para asfixiarlos.
Los amorosos no pueden dormir
porque si se duermen se los comen los gusanos.
En la obscuridad abren los ojos
y les cae en ellos el espanto.
Encuentran alacranes bajo la sábana
y su cama flota como sobre un lago.
Los amorosos son locos, sólo locos,
sin Dios y sin diablo.
Los amorosos salen de sus cuevas
temblorosos, hambrientos,
a cazar fantasmas.
Se ríen de las gentes que lo saben todo,
de las que aman a perpetuidad, verídicamente,
de las que creen en el amor como una lámpara de inagotable aceite.
Los amorosos juegan a coger el agua,
a tatuar el humo, a no irse.
Juegan el largo, el triste juego del amor.
Nadie ha de resignarse.
Dicen que nadie ha de resignarse.
Los amorosos se avergüenzan de toda conformación.
Vacíos, pero vacíos de una a otra costilla,
la muerte les fermenta detrás de los ojos,
y ellos caminan, lloran hasta la madrugada
en que trenes y gallos se despiden dolorosamente.
Les llega a veces un olor a tierra recién nacida,
a mujeres que duermen con la mano en el sexo, complacidas,
a arroyos de agua tierna y a cocinas.
Los amorosos se ponen a cantar entre labios
una canción no aprendida,
y se van llorando, llorando,
la hermosa vida.
Jaime Sabines.
Da un ritaglio di un giornale di tanti anni fa quando vagavo per l'america latina. E' semplicemente stupenda..mi ci rispecchiavo e ancora adesso......
sabato 14 gennaio 2012
domenica 8 gennaio 2012
Tre cime monte Bondone
Bellissimo giro ieri sulle tre cime del monte Bondone. Lasciamo la bassa in una quindicina dopo aver risposto alla proposta di tele tubbie super ash. Partiamo come per fare una tranquilla ciaspolata tra amici dal parcheggio del centro fondo viote. Ci lasciamo alle spalle le piste dello sci di fondo per seguire il sentiero che sale su per il bosco che sale sulla neve fino a uscire dagli alberi mano a mano che si avvicina alla cresta. La neve non è tantissima e ogni tanto le ciaspole sfregano sulla terra ghiacciata. E' freddo, ma è una splendida giornata di sole.Arriviamo tutti fino alla prima cresta il panorama è meraviglioso, davanti a noi la catena del brenta e il lagorai. Da qui il sentiero inizia a farsi un po' più impegnativo, una parte di noi si cava le ciaspole per mettersi i ramponi e tirare fuori la picozza, l'altra parte del gruppo invece decide di proseguire per una via più semplice. Io Anny Pelle Dave Gianluca ed Emy partiamo per fare il primo traverso innevato. La neve è buona ma ci vuole il massimo dell'attenzione su dove mettere i piedi:da li se si scivola finiamo direttamente in fondo alla val d'adige e non è il caso. Dopo il traverso ricevo la chiamata di Mirella che mi avverte che anche Brigo ci sta raggiungendo. Emi invece guarda un po' la situazione e decide di tornare indietro. Ricompattato il gruppo partiamo verso la prima cima del cornetto inventandoci l'itinerario perchè i segni del sentiero sono ricoperti dalla neve. Saliamo a zig zag su di un versante molto ripido cercando di piantare bene le punte dei ramponi fino a raggiungere la prima vetta.
Non sappiamo se riusciremo a fare tutte e tre le cime, dipenderà da quello che ci troveremo davanti, ma scatta una sorta di tacito accordo tra di noi per cui senza nemmeno chiedercelo proseguiamo scendendo dal cornetto per incamminarci verso il crinale che ci porterà sul Dos D'Abramo.
Niente di particolarmente difficile ma come sempre il massimo della concentrazione per non sbagliare a mettere i piedi. Dopo il crinale attraversiamo un tratto dove il verde dei mughi che sbuca fa contrasto con il bianco della neve per poi salire su di un percorso attrezzato dove Pelle deve scavare un po tra la neve per trovare il cavo d'acciaio. Da li si intravede già la seconda croce alla quale arriviamo per primi io e Pelle. Arrivata sotto la croce mi accorgo che c'è una corda che penzola e in cima all'estremità della corda una campanella. Dopo tante vette la mia prima campanella!!!!!!!Il pensiero va a quella che c'è in cima al campanile di val montanaia che tanti anni fa mi ero ripromessa che un giorno l'avrei suonata.
Suno la campana felicissima e stra emozionata per essere li mentre uno ad uno arrivano anche tutti gli altri. Poi trovo il libro di vetta dedico e firmo per tutti.
Il tempo di scattare qualche foto e ripartiamo per cercare di chiudere il giro prima che la sera ci sorprenda anche se oltre alle frontali c'è una splendida luna che già veglia su di noi.
Scesi dal col D'Abramo ci avviamo verso l'ultima cima. questa volta ci aspetta un tratto davvero impegnativo. Dobbiamo riscendere un po' per arrivare su di un altro crinale, ma per farlo dobbiamo calarci in un canale facendo una ferrata ghiacciata a scendere. Meglio imbragarsi.....abbiamo solo due imbraghi e siamo in cinque. E' ora di tirare fuori moschettoni e cordini e vedere un po' come fare. Pelle da bravo istruttore cai sfoggia il suo sapere e con qualche nodo riesce a fare una sorta di imbrago anche per Brigo.
Sfruttiamo tutto quello che abbiamo, ma lui e Gianlu rimangono senza niente. Male che vada scatta la calata in doppia... Partiamo io ed Anny. Respiri profondi e nervi saldi imrago o no c'è solo una regala in ferrata: NON CADERE! E non cadiamo!!!!!
Non sappiamo se riusciremo a fare tutte e tre le cime, dipenderà da quello che ci troveremo davanti, ma scatta una sorta di tacito accordo tra di noi per cui senza nemmeno chiedercelo proseguiamo scendendo dal cornetto per incamminarci verso il crinale che ci porterà sul Dos D'Abramo.
Niente di particolarmente difficile ma come sempre il massimo della concentrazione per non sbagliare a mettere i piedi. Dopo il crinale attraversiamo un tratto dove il verde dei mughi che sbuca fa contrasto con il bianco della neve per poi salire su di un percorso attrezzato dove Pelle deve scavare un po tra la neve per trovare il cavo d'acciaio. Da li si intravede già la seconda croce alla quale arriviamo per primi io e Pelle. Arrivata sotto la croce mi accorgo che c'è una corda che penzola e in cima all'estremità della corda una campanella. Dopo tante vette la mia prima campanella!!!!!!!Il pensiero va a quella che c'è in cima al campanile di val montanaia che tanti anni fa mi ero ripromessa che un giorno l'avrei suonata.
Suno la campana felicissima e stra emozionata per essere li mentre uno ad uno arrivano anche tutti gli altri. Poi trovo il libro di vetta dedico e firmo per tutti.
Il tempo di scattare qualche foto e ripartiamo per cercare di chiudere il giro prima che la sera ci sorprenda anche se oltre alle frontali c'è una splendida luna che già veglia su di noi.
Scesi dal col D'Abramo ci avviamo verso l'ultima cima. questa volta ci aspetta un tratto davvero impegnativo. Dobbiamo riscendere un po' per arrivare su di un altro crinale, ma per farlo dobbiamo calarci in un canale facendo una ferrata ghiacciata a scendere. Meglio imbragarsi.....abbiamo solo due imbraghi e siamo in cinque. E' ora di tirare fuori moschettoni e cordini e vedere un po' come fare. Pelle da bravo istruttore cai sfoggia il suo sapere e con qualche nodo riesce a fare una sorta di imbrago anche per Brigo.
Sfruttiamo tutto quello che abbiamo, ma lui e Gianlu rimangono senza niente. Male che vada scatta la calata in doppia... Partiamo io ed Anny. Respiri profondi e nervi saldi imrago o no c'è solo una regala in ferrata: NON CADERE! E non cadiamo!!!!!
Arrivati tutti giù sciogliamo la tensione con abbracci e pacche sulla spalla. Siamo davvero stati tutti bravi e non era scontato non farsi prendere dal panico visto che qualcuno di noi non aveva nemmeno mai fatto una ferrata!!!(vero gianlu???!!!!) Anche questa è fatta la terza cima ci aspetta!
L'ultimo tratto di crinale è davvero spettacolare. L'azzuro del cielo, il bianco della neve il rosso della terra e il verde dei mughi sono i colori che lo caratterizzano. In poco tempo riusciamo ad "attaccare" anche l'ultima cima! Siamo felicissimi, e cosa strana come nelle due cime precedenti anche stavolta il vento si calma e riusciamo a goderci il panorama scattare qualche foto e godere anche un po' dell'ultimo sole. Sono seduta sull'erba e proprio mentre dico "strano che non ci abbia ancora chiamato nessuno" il telefono squilla!!!!!!E' la Mirella: "ma siete voi quei cinque puntini sulla vetta????"
Incredibile!!!!!Ci alziamo tutti in piedi e salutiamo alzando le braccia!!!!CI SIAMOOOOOOOO!!!!!!!! Eccome se ci siamo!!!!!!!
Per non tardare troppo riprendiamo la discesa per tornare alla base. Scendiamo dalla cima e ci incamminiamo entrando di nuovo dentro il bosco. Una lunga passeggiata nel calare del sole ci riporta verso le piste di fondo.
La luce del sole lascia spazio al chiarore della luna. La splendida giornata alpinistica sta volgendo al termine. Ci ricongiungiamo con il resto del gruppo di cui parte è già in partenza per finire attarno ad un tavolo a raccontarcela!
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mercoledì 4 gennaio 2012
Monte viglio picozza ramponi e scuola di Arva
Arriviamo a Campo Staffi con la speranza di trovare un po' di neve perrimettere gli sci ai piedi, ma l'erbetta che sbuca tra il bianco ci fa subito capire che è il caso di trovare l'alternativa. Decidiamo così di mettere nello zaino picozza e ramponi e partire verso la vetta di monte Viglio seguendo l'itinerario di uno splendido giro ad anello. Tra i Simbruini e gli Erici ci sono i Cantari, e monte Viglio non si sa bene a quale catena faccia parte....comunque si trova li in mezzo ed è la vetta più alta della zona. Anche oggi la giornata è splendida e partiamo a camminare in una comoda carraia innevata in mezzo al bosco con il sole che fa capolino in mezzo agli alberi. Ad un cero punto arriviamo ad un bivio dove entrambe le direzione ci indicano il monte dove vogliamo arrivare con gli stessi tempi di percorrenza. Scegliamo di mantenerci sulla destra ossia sul lato in ombra preferendo lasciarci il lato esposto al sole per il ritorno. Impariamo poi che se avessimo scelto l'altra via sarebbe stata un po' duretta! Continuando a salire sul sentiero iniziamo ad uscire dal bosco. Gli alberi si fanno sempre più radi fino a che il panorama non si apre completamente davanti a noi!Un altro bellissimo regalo del appennino! Continuiamo a salire arrivando fin su una cresta. e dopo un po' che andiamo avanti decidiamo di metterci i ramponoi per essere più sicuri.
Arriviamo fino a cima Cantori e da li iniziamo a fare due calcoli con i tempi di rientro. Come sempre abbiamo anche le frontali con noi, ma preferiamo tornare con calma. Il nostro gps ci segnalerebbe un sentiero da prendere per scendere dal crinale, ma dalla parte che dobbiamo andare è tutto ricoperto da neve e ghiaccio e il sentiero non si vede. Comunque non possiamo sbagliare, la direzione è quella: giù con i ramponi sul versante completamente all'ombra....giù su una lastra completamente ghiacciata!
Riscendiamo fino a tornare nel bosco fra gli alberi eriprendiamo a camminare su di una neve soffice. Decidiamo disfruttare un angolo di sole per mettere qualcosa sotto ai denti e per fare un po' di scuola d'arva che io devo imparare ad usare. Ma il sole dura poco e per fortuna non ci metto tanto a ritrovare l'arva!Se non ci si muove tanto all'obra è veramente freddo, quindi riprendiamo la nostra discesa fino ad arrivare al bivio che avevamo incontrato all'inizio prima della salita e riprendendo la carraia in poco tempo arriviamo alla macchina. Altra fantastica giornata che dai monti si conclude con una visita al paesello di filettino che sembra un presepe e con un buon bicchiere di vino davanti ad un falò! Qui le foto
traccia
la mia prima scialpinistica
L'ultima e unica volta che avevo messo gli sci ai piedi risale a quando andaia fare la settimana bianca all'agraria....all'epoca avevo 17 anni, per cui è passato un po' di tempo!Da tre anni mi era tornata la voglia di riprovare, ma vuoi per un motivo, o per un'altro non ero mai riuscita a rimettermi gli sci ai piedi. Quest'anno che oltre che adessere più convinta che mai avrei anche l'opportunità di avere un buon maestro (e soprattutto paziente....)Non c'è neve!!!! Nonostante tutto stavolta ha vinto la mia testardaggine. 26 dicembre sono in Ciociaria con Anny le montagne sono li fuori che ci aspettano siamo tra gli ernici e i simbuini, vette che arrivano a sfiorare i 2000. Solo le cime sono innevate. Gli sci sono in macchina e io non vedo l'ora di provarli. Decidiamo di andare a Campocatino vicino a Filettino dove ci sono gli impianti da sci. E' una splendida giornata di sole e l'aria ghiacciata sembra quasi rarefatta. Arrivati agli impianti veniamo sorpresi da un fortissimo vento (sembrava quasi che soffiasse solo li..) che trasporta la neve e che fa percepire la temperatura ancora più bassa di quello che è. Parcheggiamo, ma mentre anny è poco convinto di scendere dalla macchina viste le condizioni meteo io non prendo neanche lontanamente in considerazione il fatto di venire via da li! E per fortuna!!!Riusciamo a trovare un paio di canaloni con un po' di neve dove il vento è un po' più tranquillo e dove posso iniziare ad imparare un po' le tecniche di avanzamento e di salita. A parte il vento c'è un sole bellissimo e attorno a noi il panorama è stupendo e si vedono solo cime innevate.Ancora una volta la bellezza dell'appennino mi incanta! Riesco a provare anche qualche piccola discesa non troppo pendente. Con il mio eccesso di zelo riesco a fare non so come, delle curve strettissime meravigliando anche Anny...Tra salite discese e cadute il tempo vola e ci accorgiamo che il sole sta quasi per calare..
La splendida giornata sciistica si conclude davanti ad una bella birra al rifugio!
Ormai è fatta!!!!!Lo sci mi ha conquistata!E io non vedo l'ora di riprovare a mettermi gli sci ai piedi!!!!
qui foto
mercoledì 21 dicembre 2011
La montagna in bicicletta
Il motivo per cui dopo il giro ci siamo fiondati a Lama è stato per partecipare ad un evento creato da Timmy per beneficenza. Timmy è una splendida persona impegnata nel terrirorio di Lama per avvicinare i ragazzi alla montagna tramite la mtb d'estate e le ciaspole o lo sci da fondo in inverno. Per la creazione dell'evento vengono chiamati in ballo Anatas Gianluca Kevin e Roberto per farci vedere foto e filmati sulla Mtb. Quello che traspare dalla presentazione delle loro foto credo ce siano gli stessi sentimenti che anima lo spirito della serata e dell'evento stesso. Mtb, ma non è l'atto fisico di per se se non l'unione, lo stare insieme, la solidarita l'amicizia. la condivisione. La serata infatti è stata organizzata per raccogliere fondi per aiutare la famiglia di Daniele Rossi venuto a mancare in un incidente. Una serata splendida in cui ho avuto modo di conoscere bellissime persone che con il loro FARE fanno la differenza. Tra queste voglio citare Silvia giovane "bikeressa" (come dice suo padre) figlia di Timmy che mi ha particolarmente colpito per la sua sensibilità ed il suo entusiasmo. Di seguito riporto le sue parole per la descrizione dell'evento. Io non sarei stata capace di descriverlo meglio!
http://www.montecantiere.com/
"Un grande atto di cuore" di Silvia Torri
Il 17 dicembre, come molti di voi sapranno, si è tenuto l'evento "La Montagna in Bicicletta" in memoria di Daniele Rossi. Un folto gruppo di bikers provenienti da diverse località della provincia e da quelle limitrofe ha cominciato a riempire la Sala Consigliare del Comune, gentilmente messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale, già prima dell’inizio dell’evento, poco dopo anche buona parte dei Biker Boy & Girl dell’associazione con i loro genitori e diversi cittadini hanno riempito il locale portando così a 70 persone il numero degli spettatori.
I protagonisti sono stati Marco “Anatas” Bietti, Francesco “Kevin” Mazza, Gianluca “Gianlu” Bellezza e Roberto “Robby” Mattioli, che si sono presi l'impegno di venire da lontano per presentare i loro video illustrandoli nei particolari, ma partiamo dall'inizio.
I giri presentati sono escursioni svolte tra le montagne, Livigno, Marmolada, Sibillini, solo per citare alcuni luoghi.
Siamo partiti con una presentazione video del nostro gruppo, realizzato dalla sottoscritta, mentre Timmy illustrava a voce gli scopi e le attività.
Anatas è stato il primo ad iniziare con il suo video, raccontando vari aneddoti accaduti durante l'escursione illustrata in un fantastico tour di diversi giorni attraverso Italia, Svizzera e Austria, ha continuato Robby dicendo che era quasi lo stesso giro ma al contrario e… con pioggia e neve nonostante fosse luglio! A proposito, ringraziamo l’Asd Turbolenti Mtb di cui Robby fa parte, per averci messo a disposizione l'impianto audio-video.
Abbiamo quindi fatto una breve pausa per uno spuntino, realizzato grazie alle mamme dei nostri ragazzi, al forno La Spiga d’Oro, al Lama Market e al Vecchia Lama.
Durante questo intervallo è stato anche presentato il libro "Alto Appennino Modenese in mountain bike", con dvd e tracce gps, scritto da Paolo Cervigni e Michele Trenta, il ricavato dei libri venduti nell’occasione è stato devoluto a favore dell'iniziativa.
Abbiamo poi ripreso con i video, è stata la volta di Gianlu, anche lui raccontando aneddoti e descrivendo i luoghi di una bellissima carrellata di foto scattate negli ultimi anni in varie località.
E' quindi il turno di Kevin, l'ultimo dei protagonisti, con foto mozzafiato attorno alla “Regina delle Dolomiti”, la Marmolada. Colori e paesaggi carichi di adrenalina! Dopo di che si è tenuto il momento clou della serata, la consegna del ricavato ai ragazzi, ma anche la "premiazione ai protagonisti".
Timmy premia Gianlu, Fausto premia Anatas e Robby e... io premio Kevin, con una copia della locandina dell’evento dedicata ad ognuno di loro. Infine Claudio consegna la scatola con il ricavato a Manuel.
Vista l'ora, abbiamo pensato bene di avvertire il Ristorante Vecchia Lama per farci preparare da mangiare, naturalmente pensando anche ai vegetariani!
Una veloce rassettata alla Sala di Consiglio e... a Tavola!
Durante il pasto abbiamo chiacchierato, fatto battute e scherzato.
A fine serata abbiamo pagato e siamo andati a casa ,un po' dispiaciuti di lasciare quella bella compagnia.
In seguito esporremo le foto dell'evento
Un Saluto Grande Grande
Qui sotto il link!
lunedì 19 dicembre 2011
Alpe sigola
Stavolta non scegliamo la meta del giro, a Lama sabato DOBBIAMO ANDARCI! Fabio lancia l'idea di un trecking ma io rilancio con la proposta di un giro in bike. Timmi ci manda la descrizione di un giro che a mia volta la passo a Fabio che passa ad Anatas....Gli ultimi due iniziano un tam tam di botta e risposta tra una variante e un altra fino a che alla fine ne salta fori una traccia di cui nessuno dei partecipanti riesce a capire bene di che giro si tratti. Oltre a me Fabio e Anatas ci sono anche Gianluca (Sergione o Luky...ma come lo si deve chiamare???) ed Enrico e Beppe. L'unica cosa che sappiamo è che si va all'alpe sigola e l'unica domanda che facciamo anzi che fa Gianluca riguarda i tempi. Quella santa donna di sua moglie lo aspetterebbe a casa a pranzo....giusto per sapere quando dovrebbe far buttar giù la pasta! Ma la risposta di Fabio ("potremmo metterci da una a sei ore") non è certo rassicurante! Partiamo poco più su di Lama belli imbacuccati, la giornata è una di quelle con cielo limpido e terso. Il vento del giorno prima ha spazzato ogni nuvola e pulito comletamente il cielo, ma nonostante il sole la temperatura è davvero bassa.
Pochi metri di asfalto e ci infiliamo su per la famosa via Vandelli di cui ne percorreremo un bel tratto. Il giro inizia subito con delle rampe belle toste che ci fanno scaldare in fretta.....io anzichè scaldarmi sento di avere le gambe di piombo (forse per aver fatto "qualche vasca" il giorno prima..) e capisco di essere poco informa (continuo a trascurarmi un po' di febbricola). Conosco i pedalatori e per non essere di peso chiedo le chiavi della macchina ad Anatas. Ma non c'è storia, ormai siamo in sella e si và e quando si parte il giro sà dà finì!
Mi metto l'anima in pace e padalo. D'altra parte la giornata è davvero splendida e sarebbe un vero peccato non sfruttarla.
Dopo poco che pedaliamo ci accorgiamo che Beppe è rimasto un po' indietro. Quando ci riprende ci dice beatamente di essere caduto in una pozzanghera. Gamba e piede sinistro completamente fradici e infangati ma senza fare una piega ci ride su e contina a pedalare.
Superato il passo cento croci il secondo inghippo: Fabio rompe il cambio! L'unica cosa da fare è toglierlo e accorciare la catena, uguale pedalare in single speed!Ma ci vuole ben altro per fermarlo!
Qui Gianluca però iniza a sospettare che forse non farà in tempo a trovare la pasta calda al ritorno.
Proseguimo il nostro giro dovendo attraversare anche tratti poco pedalabili ma i panorami che ci circondano sono troppo belli e tra il cimone da una parte e il giovo dall'altra non sappiamo dove guardare!
Pochi metri di asfalto e ci infiliamo su per la famosa via Vandelli di cui ne percorreremo un bel tratto. Il giro inizia subito con delle rampe belle toste che ci fanno scaldare in fretta.....io anzichè scaldarmi sento di avere le gambe di piombo (forse per aver fatto "qualche vasca" il giorno prima..) e capisco di essere poco informa (continuo a trascurarmi un po' di febbricola). Conosco i pedalatori e per non essere di peso chiedo le chiavi della macchina ad Anatas. Ma non c'è storia, ormai siamo in sella e si và e quando si parte il giro sà dà finì!
Mi metto l'anima in pace e padalo. D'altra parte la giornata è davvero splendida e sarebbe un vero peccato non sfruttarla.
Dopo poco che pedaliamo ci accorgiamo che Beppe è rimasto un po' indietro. Quando ci riprende ci dice beatamente di essere caduto in una pozzanghera. Gamba e piede sinistro completamente fradici e infangati ma senza fare una piega ci ride su e contina a pedalare.
Superato il passo cento croci il secondo inghippo: Fabio rompe il cambio! L'unica cosa da fare è toglierlo e accorciare la catena, uguale pedalare in single speed!Ma ci vuole ben altro per fermarlo!
Qui Gianluca però iniza a sospettare che forse non farà in tempo a trovare la pasta calda al ritorno.
Proseguimo il nostro giro dovendo attraversare anche tratti poco pedalabili ma i panorami che ci circondano sono troppo belli e tra il cimone da una parte e il giovo dall'altra non sappiamo dove guardare!
Il giro continua ad essere bello tosto, ma noi continuiamo a pedalare fino a che non arriviamo all'alpesigula dove oltre che ad ammirarare il panorama ci fermiamo per mettere qualcosa sotto ai denti...Gianluca inizia ad abbandonare l'idea di riuscire ad essere a casa per il pranzo....
In effetti il giro si prospetta più lungo e più duro di quello che si pensava e anche il freddo comunque non aiuta. Facciamo una bella discesa a gradoni, ci infiliamo nel bosco arriviamo sotto a sasso tignoso dove lasciamo per un po' le nostre bici per raggiungere la cima. Il vento è davvero gelido e quando arriviamo su non abbiamo scampo e non ci da tregua, ma come sempre lo splendido panorama ci ripaga di ogni nostra fatica!
Non siamo ancora a metà giro e la strada non è certo tutta in discesa. Anatas alle 17:30 deve essere a Lama per l'iniziativa...
Fabio non ostante il single speed avanza senza fare una piega, iniziamo ad essere tutti cotti, ma nessuno di noi si lamenta e continuiamo a pedalare. Poco prima dell'arrivo Beppe fora, io vado avanti perchè temo di non riuscire più a ripartire se mi fermo.
Quando a 5 minuti dalla macchina Anatas si gira per dirmi che siamo arrivati, scivolo su una lastra di ghiaccio risciando di rompermi l'osso sacro! Sembra un giro ad eliminazione, ma alla fine ce la facciamo tutti ad arrivare!!!!
Io e Anatas smontiamo le bici alla velocità della luce le montiamo in macchina e ci fiondiamo giù a Lama.
Sono da poco passate le 17...giusto in tempo per la presentazione!!!ecco qui le foto di Anny
mercoledì 14 dicembre 2011
inaugurazione toboga guaraldi
Domenica mattina al risveglio sento subito di non essere ancora proprio al 100%. D'altra parte è solo da un giorno che sono sfebbrata e considerando che venerdì mattina avevo avuto anche un incontro ravvicinato "vis a vis" con la tazza del wc magari avrei avuto bisogno di un'altro po' di riposo...
Caricati gli zaini ci fiondiamo al solito posto in cima alla collinetta e si aprono le danze!
Quella di questa foto è la posizione N1: sfetlamento!
La Mirella corre subito in soccorso e dopo essersi assicurata che lui sia vivo guarda la bici e riesce a dire: "fortuna che hai sbattuto con il manubrio e non con la forcella!!!" quando uno è bikers inside non si smentisce mai!!!! Anche il Mazzi ha preso una bella botta!!! Dopo aver risistemato lui e la bici lo aiutiamo ad arrivare sulla strada e da li la Mirella lo viene a prendere per portarlo al ps.
Diagnosi: Frattura scomposta dell'urna e due costole rotte!!!!!
E dopo questa direi che la prossima volta a Monte Mario o si evita o ci si va a piedi!!!!
ecco le foto
E invece no!!!Oggi si celebra un evento a cui non possiamo proprio mancare!!!L'inaugurazione del toboga Guaraldi!
Questo evento si lega ad una delle solite "tranquille" notturne fatta qualche mese fa alla fine dell'estate. Soliti zaini pieni di pane, formaggio, salami, dolce, e naturalmente birra e vino. Come sempre andiamo su belli carichi con tutte le nostre "luvarie" arriviamo in cima ai prati di mugnano e dopo aver ripreso un attimo fiato ci buttiamo a picco verso la collinetta in cima alla quale c'è il tavolaccio di legno e persino l'angolo del barbequeou (si scrive così???) e li appoggiatete le biciclette iniziamo a gruf..hem a banchettare "sfettlando" salami pane formaggio e stappando bottiglie a volontà!!!E' una bellissima notte di fine estate il cielo sopra di noi è un universo di stelle e l'arietta inizia ad essere già un pochettino pungente. Insomma non è certo solo per la mangiata e bevuta che ci siamo fatti che è difficile riprendere le bici per tornare alle macchine, ma domani si lavora e hai mè bisogna ripartire. Con la pancia piena e gli zaini vuoti torniamo in sella e ci buttiamo nel sentiero che scende in mezzo al bosco con i toboga. L'abbiamo fatto ormai un sacco di volte tutti noi lo conosciamo a mena dito, ma è sempre divertente! Prendiamo velocità e ci diveriamo come matti. Ormai siamo giù alcuni di noi hanno già la gomma sull'asfalto. A qualcosa come 5 metri dalla strada Paride con la sua 29 capotta rovinasamente. Putroppo si capisce subito che c'è qualcosa che non va. infatti chiamimo l'ambulanza che se lo porta via. Ne avrà almeno per un paio di mesi con la caviglia rotta.
"Assorbito" un attimo il colpo la macchia organizzativa dei salami si mette subito in moto. Il Pesce mette in atto le sue (ootime direi) qualità da falegname e costruisce uno splendido cartello per intitolare il tobaga in onore di Paride, si preparano nastri, bottiglie e persino una corona!
E' così che in questa gelida domenica chi partendo prima, chi dopo alla fine ci ritroviamo tutti su al parcheggio dei prati di mugnano per dare inizio alla cerimonia!
Questa volta negli zaini non mettiamo solo i soliti taglieri, ma qualcosa di ben più pesante!
Caricati gli zaini ci fiondiamo al solito posto in cima alla collinetta e si aprono le danze!
Quella di questa foto è la posizione N1: sfetlamento!

L'organizzazione è perfetta: mentre alcuni preparano la tavola e iniziano a banchettare altri iniziano a piantare il cartello, e a fissare il nastro. Il presidente Rascel si appresta per guidare la celebrazione.....e ci sono pure le veline!!!!!!
Dopo lo spumante e il taglio del nastro scattiamo una bella foto di gruppo prima di raccimolare di nuove le nostre cose e proseguire la cerimonia. Io Anatas Mazzi e Mirella ci stacchiamo dal gruppo perchè qualcuno freme per pedalare, mentre gli altri si fiondano giù per il toboga. Dopo poche centinaia di metri cambiamo idea e decidiamo di raggiungere di nuovo gli altri un po' perchè io sono in "banana" e mezza febbricitante, quindi non esattamente informissima per pedalare, un po' perchè ci dispiace non assistere anche alla seconda parte della cerimonia.......Chissà come sarebbero andate a finire le cose se non fossimo tornati indietro....ma questo è un altro film!
Raggiunti gli altri alla fine del toboga vediamo che il tutto è già stato fatto in maniera più che scentifica.
Anche questa è fatta! La caduta di paride è stata riscattata!!!!!Grande!!!!!!
Nel frattempo noi siamo stati capaci di fare ben meno di 10 km in 4 ore!!!!!Un record!!!Alcuni ci salutano e tornano alla macchina, noi invece riprendiamo la "salitella" per i prati per continuare a raidare un po'. Programma del giro: bho!!!!Ad ogni bivio ci fermiamo per decidere da che parte andare, qualcuno lo perdiamo strada facendo. Alla fine ci troviamo a prendere la discesa che va verso Battedizzo.
Un bel singol treck veloce, velocissimo.....troppo veloce! Il povero Mazzi (che non cambia i freni dal 2001) prende in pieno un sasso che lo lancia letteralmente contro un albero.
Cazzo la maledizione di Monte Mario colpisce ancora!!!
Diagnosi: Frattura scomposta dell'urna e due costole rotte!!!!!
E dopo questa direi che la prossima volta a Monte Mario o si evita o ci si va a piedi!!!!
ecco le foto
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